Giulianova, In rilievo, Ricordi di guerra

Giulianova. Anche la città ricorda i suoi martiri, il Sindaco annuncia l’iter per la Medaglia al Valor Civile per i giuliesi morti nei bombardamenti aerei del 1943 e 1944.

Anniversario della Liberazione d’Italia

Il Sindaco Costantini annuncia che verrà avviato l’iter per la richiesta di
conferimento della Medaglia d’oro al valor civile alla Città di Giulianova

In occasione dell’Anniversario della Liberazione d’Italia, il Sindaco Jwan
Costantini comunica alla cittadinanza che si attiverà per avviare l’iter
per il conferimento alla Città di Giulianova della Medaglia d’oro al
valore civile da parte della Presidenza della Repubblica, perché venga
finalmente riconosciuto l’alto tributo di vittime e feriti civili
della Resistenza, il più alto della provincia di Teramo.

Grazie ai contributi di Riccardo Cerulli, protagonista della Resistenza
giuliese e teramana, e agli studi e alle ricerche degli ultimi anni,
sopratutto di Andrea Palandrani e di Walter De Berardinis, oggi appare
nitido il tributo che Giulianova pagò – il più alto nella provincia di
Teramo, in termini di vite, di dolore e di violenza durante
l’occupazione nazi-fascista, la ritirata dei tedeschi e i
bombardamenti degli alleati. Dall’agosto 1943 all’aprile 1944, si
contano 111 bombardamenti, decine di morti e di feriti. Numeri che
oscillano tra i 23 caduti riportati da un documento della Prefettura, ai
52 secondo altri. In ogni caso, il numero maggiore di vittime della
Provincia. Il 1944, l’anno bisesto, si aprì con i tedeschi a minare il
porto. Giulianova era solcata da numerose traiettorie aeree, aerei
nazifascisti diretti in Africa e aerei anglo-americani diretti a Nord, a
partire dall’ottobre del ’43, infatti, subì circa 120 operazioni
di mitragliamento, bombardamento e spezzonamento, che provocarono diversi
morti e feriti e il danneggiamento o la distruzione di svariate
abitazioni, causando l’inevitabile esodo dei giuliesi verso le
località limitrofe più sicure. Tra le incursioni più potenti vi furono
quelle del 29 febbraio 1944: come tre terribili ondate, alle ore 13.00,
13.30 e 15.30 ad essere bombardato da aerei alleati fu il rione di San
Rocco, proprio davanti alla chiesa omonima e all’antico ospedale della
città, poi Istituto “Castorani”: 10 morti, tra questi il
giornalista Francesco Manocchia, e 29 feriti. Intanto, nel marzo dello
stesso anno era nata la brigata partigiana “Giuliese Garibaldi”
che arrivò a 80 combattenti guidati da Riccardo Cerulli. Un altro gruppo
che si costituì fu la brigata “Alfredo Parere”, che operava in stretto
collegamento con Cerulli.
Senza dimenticare, tra gli altri, Vincenzo Alleva, accusato di aver
spezzato quello che in realtà era un filo telefonico, e per questo
attraversato da due colpi di fucile e da un colpo di pistola alla tempia
nei pressi di villa Migliori, sede del comando tedesco, e Flaviano
Pultrone, che i nazisti uccisero a colpi di moschetto e poi crivellarono
di pugnalate, reo di non aver consegnato il proprio cavallo, seppure non
lo possedesse più.

Oggi, nel mezzo del centro storico, dove un tempo c’erano case e vite,
resta una ferita, proprio alle spalle del Municipio, Piazza “Caduti
29 Febbraio 1944”, ma pochi, ancora troppo pochi, conoscono i nomi di
coloro che persero la vita in questo luogo e in altri della città, sotto
le bombe e per mano dei nazisti, e sanno che Giulianova merita la medaglia
d’oro al valore civile.

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