Il Polo Museale di Giulianova nel Decennale del Terremoto: il 18 luglio per “Giovedì in terrazza” la prima presentazione de “L’Arte per l’Arte. Patrimonio d’Abruzzo Restituito dalla Fondazione Venanzo Crocetti” 

16 luglio 2019 18:080 commentiViews: 11

Giulianova. Il 18 luglio alle ore 21.30, per il secondo appuntamento della quarta rassegna di “Giovedì in terrazza”, il Polo Museale Civico e Palazzo Bindi, nel ricordo del decennale del Terremoto, ospiteranno la prima presentazione del prestigioso volume “L’Arte per l’Arte. Patrimonio d’Abruzzo Restituito dalla Fondazione Venanzo Crocetti” (Campisano editore), patrocinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali, esito di una complessa operazione di recupero promossa e curata dalla Fondazione romana che porta il nome del grande scultore giuliese del Novecento.

All’indomani del sisma, l’onorevole Antonio Tancredi, allora presidente della Fondazione Venanzio Crocetti di Roma, ideò una complessa operazione per recuperare fondi da destinare al restauro di opere d’arte danneggiate da quel sisma. L’Arte per l’Arte, così fu denominata l’azione, per il tramite della Fondazione Crocetti e con la collaborazione della Banca di Teramo di Credito Cooperativo, coinvolse artisti, galleristi e collezionisti che, in una vera e propria gara di solidarietà, risposero all’appello della Fondazione donando centottantasei opere da mettere in asta. Il ricavato fu destinato al recupero delle novantotto opere analizzate in questo volume, selezionate dalle tre principali istituzioni coinvolte nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico aquilano: il Dipartimento di Protezione Civile; la Soprintendenza d’Abruzzo e la Curia Arcivescovile dell’Aquila. L’approfondita ricerca presentata nel libro chiude il cerchio di tale iniziativa e conferma quanto un’operazione di restauro mirato possa far progredire gli studi relativi ad un territorio. Sculture lignee e quadri, che si snodano per quasi settecento anni di storia dell’arte, sono il frutto di una scelta ponderata sulle condizioni di conservazione e sulla necessità d’intervento, eppure hanno trovato una logica interna che le ha messe in relazione tra di loro. Il corpus, diviso per gruppo tematico, piuttosto che per provenienza, ha connesso opere ad artisti, mettendole a confronto con altri manufatti che hanno contribuito ad arricchire il territorio abruzzese. Si passa dalla scultura lignea policromata del XIV-XVI secolo, frutto della contaminazione tra scultori autoctoni e forestieri, dal Maestro della Santa Caterina Gualino al Maestro di Beffi, ai dipinti suddivisi in sei temi principali: pale d’altare, maestri stranieri e, entrando più nel dettaglio, la produzione della bottega napoletana dei Sarnelli, due dipinti di Vincenzo Conti, sei quadri di Teofilo Patini e, infine, l’intera serie dei ritratti di Vescovi dell’Aquila che riveste un valore storico di sicuro interesse.

La dimora di Vincenzo Bindi, pioniere del recupero e della valorizzazione del patrimonio culturale d’Abruzzo tra Otto e Novecento, sarà dunque la sede prediletta per ascoltare il racconto della straordinaria impresa dalle voci delle curatrici, Raffaella Morselli, ordinario di storia dell’arte presso l’Università di Teramo, e Carla Ortolani, presidente della Fondazione “Venanzo Crocetti”, e degli autori degli studi, ovvero gli storici dell’arte, Vincenzo Di Gennaro, Giorgia De Angelis e Sirio Maria Pomante, direttore t.s. del Polo Museale giuliese, e la restauratrice Valentina Muzii. Infine, per l’occasione presenteranno l’opera due storici dell’arte abruzzese d’eccezione, Michele Maccherini e Cristiana Pasqualetti, docenti di storia dell’arte presso l’Università dell’Aquila.

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