Giulianova. Venerdì, 7 dicembre, ore 17,30, al Kursaal presentazione del volume “Abruzzo. Seduzione senza tempo”.

4 dicembre 2018 23:190 commentiViews: 11

 

 

 

Venerdì 7 dicembre, a partire dalle ore 17.30, al Kursaal di Giulianova Lido verrà presentato il volume Abruzzo. Seduzione senza tempo (De Siena Editore).

Bisegna Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (C) foto di Mauro Vitale (C) Editore De Siena

La raffinata pubblicazione bilingue (ita/ing), in grande formato e con copertina cartonata, aduna nelle sue 168 pagine circa 80 immagini di cinque tra i più apprezzati fotografici abruzzesi, rispettivamente Maurizio Anselmi, Luca Del Monaco, Giancarlo Malandra, Alessandro Petrini e Mauro Vitale, che disegnano un suggestivo itinerario tra paesaggi naturali di struggente bellezza, affascinanti emergenze architettoniche e fascinosi riti popolari.

L’Orso Marsicano_foto di Luca Del Monaco (C) Paolo De Siena Editore (C)

 

All’ideale itinerario per immagini fanno sponda gli emozionanti testi poetici di Sandro Galantini, storico, giornalista e saggista, dando così vita, come ha scritto Simone Gambacorta nella prefazione,  ad un singolare  “libro nel libro”.

I Caliscendi di Giulianova_foto di Giancarlo Malandra (C) Paolo De Siena (C)

Il giornalista Enrico Di Carlo dialogherà con l’editore Paolo de Siena, con l’autore Sandro Galantini, con i fotografi Maurizio Anselmi, Luca Del Monaco, Giancarlo Malandra, Alessandro Petrini, Mauro Vitale e con il critico letterario Simone Gambacorta.

La Copertina_Rocca Calascio_foto di Alessandro Petrini (C)

 

Concluderà la manifestazione, patrocinata dall’Amministrazione comunale, lo stesso Galantini che, avvalendosi delle immagini presenti nel libro e di avvolgenti sonorità, reciterà i suoi testi conducendo per mano i presenti in un tragitto nell’Abruzzo più seducente eppure non sempre adeguatamente conosciuto.

 

 

La collana “Seduzione senza tempo” si arricchisce di questo nuovo volume che mira a restituire all’Abruzzo la dignità della profonda attenzione che merita. Una regione davvero singolare e assai intrigante, in possesso di una magia propria che l’avvolge tanto negli interstizi dei suoi monti quanto nelle conche fertili, nei morbidi declivi collinari che si quietano al mare come pure nelle ricche testimonianze del passato. Una terra plurale, che giustamente invoca una rappresentazione ampia, in grado di mettere in luce anche e soprattutto i suoi aspetti poco noti ed i tanti frammenti meno scontati. Per cui avendo come filo rosso il paesaggio naturale, le tradizioni e le emergenze architettoniche, “Abruzzo. Seduzione senza tempo” si pone dunque come un itinerario che, attraverso un ampio ventaglio di immagini gemmate dalla sensibilità di ogni fotografo e in cui si rincorrono forme e colori di struggente bellezza, offre folgoranti rivelazioni avendo a sponda tocchi di parole su cadenze inusuali, in grado di dilatare la suggestione diramandola nel cuore e nell’anima. Ecco allora emergere un Abruzzo appunto seducente che attende chi voglia scoprirlo e consapevolmente amarlo.

 

Paolo de Siena

Piana di Campo Imperatore foto di Maurizio Anselmi (C) Editore Paolo De Siena (C)

Sulla falsariga dei suoi amati globetrotter che nell’Ottocento, protagonisti di leggendari e senz’altro avventurosi viaggi, si spingevano alla scoperta dell’Abruzzo, a cominciare – per citarne giusto uno soltanto – dallo scozzese Charles Mac Farlane, del quale peraltro ha non casualmente altrove scritto, Sandro Galantini dismette in questo libro le abituali vesti di storico e di saggista e si concede (comunque forte degli strumenti conoscitivi che dall’esercizio dell’una e dell’altra vocazione gli provengono) a una scrittura più libera e ispirata, con la quale scandisce le tappe di un intenso taccuino di viaggio, una sorta di diario di bordo di un Grand Tour virtuale dove la parola è chiamata a duettare e a fondersi con le immagini firmate dai fotografi Maurizio Anselmi, Luca Del Monaco, Giancarlo Malandra, Alessandro Petrini e Mauro Vitale. Si accede così, proprio come nelle sale di una mostra appositamente allestita per restituire con un’esposizione di dipinture l’anima (parola determinante per gli autori) di una terra, a quella “seduzione senza tempo” richiamata sin dal titolo e che emerge nelle continue svolte e nelle continue soprese di un itinerario dal sapore antico, fatto di paesaggi, borghi e scorci raccontati attraverso i differenti punti di vista racchiusi dalle immagini (netta l’impronta pittorica che esibiscono) e dai testi con cui dialogano. Se la scrittura di Galantini si orienta verso le modalità di un empito lirico tutto rattenuto nel turgore “poetico” di didascalie assai sentimentali (e in quest’ossatura testuale ed ecfrastica è per giunta facile scorgere un’ipotesi di libro nel libro), le immagini realizzate da Anselmi, Del Monaco, Malandra, Petrini e Vitale posano sull’Abruzzo uno sguardo molteplice e diversificato, e però unisono nel suo rivelarsi fiero canto calligrafico di un universo ove tanto la natura quanto l’opera dell’uomo non tardano a mostrare gli esiti di una simbiosi straordinariamente capace di suggestione e fascino. Ma il rapporto tra le immagini e le parole trova un punto di equilibrio nell’atteggiamento con cui tanto i fotografi quanto l’estensore dei testi sembrano essersi posti rispetto alla materia prima dei loro rispettivi enunciati; la postura mentale stessa, insomma, che lasciano supporre d’aver assunto (ciascuno per proprio conto) dinanzi all’ideale cavalletto sul quale hanno lavorato le diverse tele: il senso idilliaco – cioè – di un’appartenenza (non solo anagrafica) a una realtà e la coscienza eloquente di potersi riconoscere nel radicamento in una dimensione antropologica (in effetti l’Abruzzo qui è soprattutto una “idea forte” da perseguire). La spontanea teatralità orografica della regione (così carica di profondità e prospettive) si declina allora nelle pagine nella forma di una grande e sfaccettata scenografia sempre incalzata da aloni elegiaci: una “seduzione senza tempo” che s’impone come avanzasse sul palcoscenico di un’effusione romantica, tra i toni e i colori di una contemplazione mai meno che carezzevole e di uno struggimento per nulla dissimulato.

 

Simone Gambacorta

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