Editoria. Gabriele D’Annunzio e la gastronomia abruzzese, Pescara, 2 marzo

2 marzo 2018 00:280 commentiViews: 32

Venerdì 2 marzo, alle ore 18:00, sarà presentata a Pescara l’ultima ristampa del libro di Enrico Di Carlo, “Gabriele d’Annunzio e l’enogastronomia della memoria”, nei saloni del Circolo Aternino, in piazza Garibaldi. Introduce Andrea Lombardinilo. Durante l’incontro, Franca Minnucci leggerà alcuni brani dannunziani. Al termine, l’Istituto Alberghiero “De Cecco” offrirà una degustazione di piatti ispirati alla tradizione gastronomica abruzzese.

Copertina Gabriele D’Annunzio

NOTA DELL’EDITORE

Il successo delle prime due edizioni del libro (2010), e della terza del 2013, ci ha indotto a ristamparne l’ultima emendata di alcune inesattezze storiche, chiarite grazie a recenti studi, e arricchita di nuove fonti bibliografiche.

La fortuna di questo lavoro è sicuramente dovuta al fatto di aver presentato un d’Annunzio bel lontano dall’eroe, dal poeta-soldato, dal Superuomo, ma molto più intimistico, quasi famigliare che si lega alla regione natia attraverso i profumi semplici di una cucina che povera lo era realmente. La mentuccia, il cacio pecorino, il salamino pepato della Maiella, le triglie allo spiedo, il brodetto di pesce alla vastese, i maccheroni (che non sponsorizzò) di Filippo De Cecco rinnovano, di volta il volta, la nostalgia e il ricordo della propria Mamma, della propria Casa, della propria Terra.

Lo avevano capito gli amici abruzzesi a lui più cari che gli inviavano il Parrozzo, l’Aurum, la porchetta, l’Amaro Majella, perché potesse sentirsi meno solo nella immensa solitudine del Vittoriale, soprattutto alla vigilia delle feste di Pasqua e di Natale.

D’Annunzio astemio e (forse) parco nel mangiare si fa leggere, in queste pagine, con interesse, con simpatia, probabilmente strappandoci il sorriso come davanti all’impresa ardua di cucinare una enorme frittata con trentatre uova. Ma riesce anche a commuoverci nel suo infantile attaccamento all’Abruzzo del quale succhia ancora la parte più genuina così come fa il neonato attaccandosi al seno materno.

L’Editore

 

 

Enrico Di Carlo è nato a Chieti il 18 settembre 1960. È laureato in Lettere, ed è Dottore di ricerca in “Lingua e letteratura delle regioni d’Italia” e in “Epistemologia dell’informatica e mutamenti sociali”. Lavora presso la biblioteca dell’Università di Teramo. Da oltre trent’anni svolge attività di giornalista-pubblicista.

È Deputato di Storia Patria negli Abruzzi.

I suoi studi vertono prevalentemente su d’Annunzio e la cultura abruzzese dell’Ottocento e del Novecento. Ha pubblicato una quindicina di volumi.

L’autore ha presentato l’argomento di questo libro in Italia e all’estero. Si ricordano: la Biblioteca Storica Nazionale del Ministero dell’Agricoltura, a Roma; l’Istituto Italiano di Cultura, a Budapest; l’Azienda Vinicola Masi, in Val Policella; Overtime Festival, a Macerata; l’Università “G. d’Annunzio”, a Chieti, e le manifestazioni organizzate a Pescara da Licio Di Biase, in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Gabriele d’Annunzio.

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