MONTORIO AL VOMANO. ENNIO DI GIAMBERARDINO- SESSANT’ANNI FA IL SUO ESORDIO POETICO

29 Dicembre 2017 19:300 commentiViews: 183

 

 

Sessant’anni fa, nel 1957, pubblicò le sue prime poesie, Primi albori. Ennio Di Giamberardino nacque a Montorio al Vomano, in via del Forte, il 1° gennaio 1939. Il padre, Lorenzo, era un modesto negoziante e la madre, Rosina Falchini, una casalinga.

I poeti Ennio Di Giamberadino, Maria Luisa Spaziani e Fedele Giorgio

Dopo un periodo trascorso a Perugia, per motivi di studio, tornò a Montorio, dove, a soli 18 anni, mentre ancora frequentava l’Istituto Tecnico di Teramo, esordì con una raccolta di poesie dal titolo Primi albori. Nella prefazione del volumetto, edito dalla Casa Editrice Eco di S. Gabriele, di Isola del Gran Sasso d’Italia, Di Giamberardino affermava che la sua «essenza poetica è come vino nuovo: ha bisogno di tempo per raffinarsi ed addolcirsi»; ed aveva ragione perché quattro anni dopo, alcune sue liriche vennero incluse su Poesia 1961, volume antologico di poesia nazionale, stampato da Villar di Roma. Qualche anno dopo viene pubblicata, arricchita dai disegni del pittore Enrico Accatino la sua prima vera opera: Il segno del torrente (Quadrivio, 1963) con la prefazione del poeta e critico teramano Giammario Sgattoni suo “maestro e guida”.

Alla passione per la poesia il nostro poeta affiancava la professione di insegnante di materie scientifiche. Fu docente alle scuole medie di Montorio e Nerito di Crognaleto, dove conobbe Lola Panepucci, di Bazzano (L’Aquila), anche lei insegnante, che il 10 agosto 1968 sarebbe diventata sua moglie. A Lola dedicò, nel 1966, quando ancora erano fidanzati, Scogli di morena (Ceti), nella cui prefazione Giuseppe Porto sostenne che il poeta montoriese potesse «occupare a buon diritto un posto rilevante nella preziosa e rara schiera degli autentici creatori di poesia». Assunto, successivamente, presso l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale di Teramo, Ennio Di Giamberardino si stabilì definitivamente nella città aprutina.

Nel 1973, con il poemetto La pensione ottenne la medaglia d’oro del Provveditorato agli Studi di Massa Carrara. Due anni dopo fu la volta di Le ombre (Edigrafital), terza ed ultima opera, dedicata all’unica figlia Carla (attuale segretario comunale di Montorio). Illustrato dal compianto pittore Vincenzo Zanchiello, il libro, come sottolineò Giuseppe Rosato nel Giornale Radio di Pescara (l’odierno Gr di Rai 3 Abruzzo), «porta senza dubbio a maturità quelle intuizioni giovanili e alla liricità di fondo si aggiungono motivi diversi, frutto certamente di un’esperienza meno disincantata». Ennio Di Giamberardino si spense prematuramente la mattina del 28 marzo 1985 presso l’Ospedale Civile “G. Mazzini” di Teramo, aveva 46 anni non ancora compiuti, ed ora riposa nel cimitero del suo paese natale. L’anno successivo alla sua morte, l’Amministrazione comunale di Montorio al Vomano lo omaggiò con la pubblicazione de L’intruso (Deltagrafica): una raccolta di sessantotto poesie inedite, scritte fra il 1975 e 1982, la cui edizione venne curata dagli amici poeti Fedele Giorgio e Giammario Sgattoni, rispettando la stesura completa che il poeta stesso aveva già puntualmente preparato.

L’intruso è un vero e proprio testamento, dove frequentemente ritorna il tema della morte, della consapevolezza tragica della caducità estrema dell’esistenza. Ennio Di Giamberardino si sente stretto «nella brevità dei giorni», percepisce che «la tempesta è vicina» e dopo i suoi «quarant’anni di esilio quaggiù, bruciati nella coscienza di non poter resuscitare il corpo», prega il Signore: «non invecchiare, Dio!» e gli chiede di aprirgli il suo regno perché «l’intruso attende la sua ora» e, quasi in una ipotetica conclusione, rivolge a quell’unica figlia che porta la sua stessa esistenza e che gli è più cara della sua propria vita: «è tutto fanciulla che porti la mia stessa vita, ti aspetterò tra le braccia spalancate del nostro Dio».

La sua Montorio, nel corso degli anni, non lo ha mai dimenticato. L’Associazione culturale “Montorio Nostra”, infatti, il 20 aprile 2001 organizzò una serata in sua memoria presso la Sala civica di piazza Ercole V. Orsini; vi partecipò anche lo stesso Sgattoni, che ne declamò alcune poesie, accompagnato da un quartetto d’archi, del quale faceva parte anche il violoncellista montoriese Graziano Nori. Nell’ambito del “Weekend’Arte” del 2016, Di Giamberardino è stato omaggiato presso il chiostro del convento degli Zoccolanti; l’evento è stato organizzato da Alfonso Di Silvestro, assessore alla Cultura, Francesco Barnabei, giovane poeta ed animatore culturale, Carla Di Giamberardino, figlia del poeta, e moderato dalla giornalista Catia Di Luigi. Inoltre l’attuale Amministrazione comunale, presieduta da Gianni Di Centa, ha intenzione di intitolargli una strada cittadina.

Pietro Serrani

Pubblicato sul quotidiano teramano “La Città” del 23.12.2017

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