Roma. Daniele Kihlgren presenta il suo libro “I tormenti del giovane Kihlgren” .

28 Novembre 2017 21:580 commentiViews: 49

Domenica 3 dicembre alle 17,30 nello splendido  Palazzo Ferrajoli che affaccia su piazza Colonna a Roma, Daniele Kihlgren presenta il suo libro “I tormenti del giovane Kihlgren” .

Verrigni


L’occasione di conoscere il vissuto di chi ha saputo creare la bellezza dell’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio (Sexantio) e di quello di Matera (Le grotte della Civita) si sposa con il piacere di sentirsi parte del progetto Rwanda dal momento che tutti i proventi del libro sono finalizzati all’acquisto delle assicurazioni sanitarie per le popolazioni di questo Paese che versa in condizioni estremamente indigenti. 
Al termine del dibattito un rinfresco del quale l’Antico pastificio rosetano “Verrigni”, insieme al Pan Ducale di Atri ed alle Cantine Tollo a significare come l’Abruzzo, regione ricca di bellezza e bontà antiche, sappia cogliere l’opportunità di rendersi partecipe di progetti meritevoli dell’attenzione e sensibilità di tutti.
 
In un accogliente ed elegante salotto per dialogare con l’autore e trascorrere un pomeriggio dai contenuti diversi e pregevoli sotto molti punti di vista , anche gastronomici, con lo chef Mario Rabottini che accompagnerà i presenti in questa degustazione.
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DANIELE KIHLGREN
I TORMENTI DEL GIOVANE KIHLGREN
Il primo libro di Daniele Kihlgren, l’imprenditore italo-svedese che alla fine degli anni Novanta ha deciso di recuperare l’antico borgo di Santo Stefano di Sessanio (AQ), trasformando l’intero paese in un albergo diffuso di straordinaria qualità, riscoprendo e valorizzando la cultura materiale del luogo.

Un libro che non lascia indifferenti, un testo molto intimo, una narrazione estremamente originale, nella quale rileggere una vita intera, tra racconti, testimonianze, ricordi, intuizioni, emozioni….

«Tanti anni fa – scrive Daniele – arrivai per caso in un borgo quasi integralmente abbandonato della terra d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio; mi ero perso per le vie sterrate intorno al castello medioevale di Rocca Calascio e, vagando per quei territori, giunsi per caso in una strada che risaliva la montagna verso l’altipiano di Campo Imperatore, finché apparve d’improvviso il borgo incastellato lambito da un piccolo lago creato da una fonte sorgiva naturale.

Nel borgo antico e nel paesaggio agrario circostante non vi era segno alcuno del ventesimo secolo…

Tutto si era fermato al tempo passato. Solo il borgo di pietra che si fondeva con un paesaggio rurale ricco di segni di antiche pratiche di sussistenza ormai quasi in disuso.

Erano anni che cercavo luoghi…»

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