Nuovo Presidente Mondiale Geomorfologi

12 novembre 2017 19:470 commentiViews: 5

I geomorfologi italiani sul tetto del Mondo.

 

Mauro Soldati – dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Consigliere Nazionale dell’Associazione Italiana di Geomorfologia è il nuovo Presidente Mondiale dei Geomorfologi. guiderà la  IAG  –  International Association of Geomorphologist da oggi e per i prossimi anni.

 

Pambianchi: “Ancora un riconoscimento per la geomorfologia italiana nel mondo e per l’eccellenza scientifica. A New Delhi abbiamo illustrato ben 30 contributi scientifici”.

 

Soldati: “Tante ed importanti le sfide globali che ci attendono. A New Delhi, nei giorni del Congresso,l’inquinamento della bassa troposfera ha raggiunto valori mai eguagliati nella storia. È acclarato che in un periodo di naturale riscaldamento climatico, il contributo antropico derivante dall’emissione di gas serra aumenta significativamente il riscaldamento climatico globale”.

 

 

L’italiano Mauro Soldati, professore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Consigliere Nazionale dei Geomorfologi Italiani, è il nuovo  Presidente Mondiale dei Geomorfologi.

Soldati, anni 54, professore Ordinario di Geografia Fisica e Geomorfologia, Docente di Geomorfologia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, Docente di rischi geologici e protezione civile presso la stessa Università, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Geologiche, Direttore del Corso di Perfezionamento in Emergenze Territoriali Ambientali e Sanitarie, guiderà da oggi e per i prossimi anni la IAG , International Association of Geomorphologist – l’Associazione Mondiale dei Geomorfologi.

Il professore Mauro Soldati, nell’elezione tenutasi a New Delhi nell’ambito del Congresso Mondiale dei Geomorfologi conclusosi ieri, ha battuto il candidato cinese  Prof.  Xiaoping Yang. Si tratta di uno dei massimi risultati della scuola geomorfologica italiana.

 

“Ci attendono grandi ed impegnative sfide globali – ha affermato Mauro Soldati, neo –presidente mondiale dei geomorfologi, intrattenendosi con la stampa, poco prima di partire per l’Italia –  perché basti pensare che nei Giorni in cui si è svolto il Congresso, conclusosi oggi, una città come New Delhi abbia raggiunto la concentrazione massima di CO2 e di polveri sottili nell’atmosfera degli ultimi anni. In questa città, di ben 20 milioni di abitanti, a causa delle alte pressioni stagionali successive alla stagione dei monsoni, l’inquinamento della bassa troposfera ha raggiunto valori mai eguagliati nella storia, evidenziando ancora una volta quanto alto sia il contributo antropico all’inquinamento atmosferico del pianeta. Questo è un tema che dobbiamo porci. È acclarato che in un periodo di naturale riscaldamento climatico, il contributo antropico derivante dall’emissione di gas serra aumenta significativamente il riscaldamento climatico globale. Ma aumento di temperatura degli strati più bassi dell’atmosfera, e della troposfera in particolare, inducono profondi sconvolgimenti nella sua circolazione con la conseguenza che si registra un significativo cambiamento della normale successione dei fenomeni meteorologici con l’aumento di quelli parossistici e la vieppiù maggiore esposizione delle attività antropiche e dei beni naturali a fenomeni che comportano immediati rilasci energetici che provocano centinaia di migliaia di vittime e perdita di beni naturali ed antropici. Dobbiamo guardare alla ricerca con maggiore determinazione. Ad esempio, in questo Congresso è stato importante il coinvolgimento dei giovani ricercatori dei paesi emergenti che hanno beneficiato di una borsa di studio messa a disposizione dalla IAG. E’ la ricerca che può dare risposte a queste sfide”.

 

 

Enorme la soddisfazione espressa dal Presidente dei Geomorfologi Italiani, Gilberto Pambianchi, ordinario dell’Università di Camerino.  L’Italia ha portato ben 30 contributi scientifici a New Delhi.

 

 “E’ un ulteriore riconoscimento all’eccellenza scientifica italiana – ha affermato a caldo, Gilberto Pambianchi – ed ora ci attendono grandi sfide globali.  Abbiamo portato a New Delhi ben 30 contributi scientifici, presentati dai nostri ricercatori italiani. Nell’ambito delle cerimonie svoltesi nel corso del Congresso, un importante riconoscimento è stato attribuito alla Professoressa Paola Fredi dell’Università di Roma “La Sapienza” che ha ottenuto dalla IAG l’Honorary Fellowship per l’impegno e l’intensa attività profusa in questi anni nell’ambito della stessa Associazione.

La delegazione italiana rappresentata  dall’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia, ha preso parte ai lavori del congresso giocando un ruolo leader; questo non solo grazie ad una massiccia presenza di ricercatori ma anche, e principalmente, con l’organizzazione di sessioni dedicate a temi di interesse globale. Ben 12 delle 40 sessioni sono state organizzate da ricercatori italiani spaziando dalla Morfologia glaciale e periglaciale alla Geomorfologia e gestione della fascia costiera ma anche altri sono stati i temi importanti come ad esempio i Processi Fluviali, la Geodiversità del paesaggio, la Geomorfologia per lo studio integrato dell’ambiente e dei disastri, i Geomorfositi e geoturismo, la Geomorfologia vulcanica, la Gestione integrata dei fiumi, la Paleoidrologia, la Geomorfologia sottomarina, la Geomorfologia tettonica, o le problematiche relative ai Giovani geomorfologi”.

 

Il Congresso, conclusosi oggi a New Delhi, ha visto la partecipazione di geomorfologi provenienti da tutto il mondo. Durante i lavori sono stati trattati  i temi della dinamica del paesaggio: dalla dinamica vulcanica agli effetti del cambiamento climatico globale su ghiacciai, versanti e fiumi, al sollevamento del livello del mare ai fenomeni di perdita del suolo e di desertificazione, tutti  temi di scottante attualità per la penisola italiana e per l’equilibrio socio economico dell’intero bacino del Mar Mediterraneo.

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