MONTORIO AL VOMANO: RICORDO DEL GIORNALISTA MASSIMO SANTARELLI A QUINDICI ANNI DALLA SCOMPARSA

26 Novembre 2017 23:520 commentiViews: 88

 

 

Domani saranno quindici anni da quel 27 novembre 2002, quando, a causa di un’emorragia celebrale, dopo cinque giorni di coma, moriva al Centro Traumatologico Ortopedico di Roma, a soli 39 anni, Massimo Santarelli, giornalista del quotidiano Latina Oggi (la stessa sorte, purtroppo, era toccata

Massimo Santarelli a Ponza

molti anni prima anche al papà Walter). I suoi organi, con un gesto di grande generosità, furono espiantati e donati; lasciava la moglie Sandra Di Eleuterio, docente scolastica, i suoi due figli Marta e Luigi (quest’ultimo, chiamato proprio col nome del fratello Gigi, architetto, più grande di lui), la mamma Olga, il fratello Gigi e la sorella Daniela, insegnante di economia aziendale. Il funerale si svolse nel pomeriggio del giorno seguente, presso la collegiata di san Rocco del suo paese natale, in una chiesa gremita all’inverosimile, con la partecipazione di tanti latinensi arrivati dall’agro pontino.

Massimo era nato a Montorio al Vomano il 16 giugno1963 e, giovanissimo, dopo la laurea in Lingua e Letterature straniere, all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, aveva iniziato a scrivere, quasi per caso, sul quotidiano Il Centro, fondato nell’estate del 1986; poi, dopo un paio d’anni, era passato al Messaggero. Nel frattempo, di tanto in tanto, collaborava anche con alcuni periodici teramani, quali L’araldo abruzzese, settimanale diocesano di Teramo-Atri (dove si firmava ms), e Insieme per, il mensile della Valle Siciliana, di Castelli, diretto dai fratelli Domenico e Luciano Verdone.

Nel 1989 la grande svolta: il nostro cronista inizia a lavorare a Latina Oggi (diverrà caposervizio e componente del comitato di redazione), il primo quotidiano della città laziale fondato nell’ottobre 1988, e quella passione (lo ripetiamo: nata quasi per caso) si trasforma per Massimo in un percorso professionale che lo porterà, a tratti, alla ribalta nazionale e a un’intensa attività giornalistica a trecentosessanta gradi. Firma, infatti, vari servizi giornalistici per Tg5 di Mediaset; lavora come corrispondente del Corriere della Sera e del supplemento settimanale Io donna (oltre alla cronaca nera non disdegnava quella rosa, nella quale era bravissimo); conduce con Max Lazzari (attuale giornalista della Rai e del Messaggero) un programma radiofonico a Radio Antenne Erreci di Cisterna (Latina). Partecipa a varie inchieste per i programmi televisivi Blu notte – Misteri italiani su Rai 3, condotto da Carlo Lucarelli, e La vita in diretta che, all’epoca, nel 2000, era trasmessa da Rai 2. Inoltre tiene lezioni e corsi brevi di giornalismo presso varie scuole superiori dell’Abruzzo e del Lazio ed è relatore in vari convegni e tavole rotonde sulla stampa e sui problemi dell’informazione. Chi scrive, infatti, ricorda di aver assistito agli inizi degli anni Novanta dello scorso secolo ad un dibattito riguardante proprio l’informazione nella Val Vomano; l’incontro si tenne nella Sala civica di Montorio e, oltre a Massimo Santarelli, approdato già a Latina Oggi e traferitosi nella cittadina pontina, intervennero Sergio Turone, docente di Storia del giornalismo e Storia dei movimenti sindacali presso l’Università di Teramo, precocemente scomparso; Giovanni Verna, di Rai 3 Abruzzo, anch’egli passato a miglior vita; il montoriese Egidio Marinaro, politico e storico; Nicola Di Paolantonio, all’epoca direttore de L’araldo (ora addetto stampa del Comune di Teramo); Antimo Amore, attuale caposervizio di Rai 3 Abruzzo, e Domenico Verdone, direttore di Insieme per. E a proposito della stampa e di una corretta informazione, scriveva: «La stampa ha il dovere storico di informare la gente, correttamente, attraverso il rispetto di quelle norme di deontologia professionale che la legge impone e attraverso quelle regole che la stessa categoria si è imposta». Concetto ancora attualissimo in quest’epoca di fake news e giornalismo copia e incolla.

Ha svolto molte indagini giornalistiche per il Centro Italia, fra i quali ricordiamo “Il delitto di Cori”, in cui vennero massacrati a coltellate due fidanzatini: Patrizio Bovi ed Elisa Marafini, lui 23 anni e lei 17enne; e “L’omicidio dell’avvocato Francesco Mosa”, giovane penalista quarantenne di Terracina, ucciso a Sabaudia, per il quale risultò indagato Mauro Chiostri, ex campione olimpionico di canoa, poi scagionato.

Ma Massimo era impegnato anche nel campo sindacale, con incarichi alla Federazione nazionale della stampa, dove affiancava Franco Siddi (già Segretario nazionale della Fnsi ed attuale componente del consiglio di amministrazione della Rai), membro dell’Ordine Nazionale della Stampa e dell’Associazione Stampa Romana.

La vita di Massimo Santarelli è stata tanto breve quanto intensa. Con le sue straordinarie capacità professionali e le sue spiccate doti comunicative, chissà oggi dove sarebbe potuto arrivare, se fosse stato ancora vivo? Da quindici anni, invece, riposa nel cimitero di Montorio al Vomano.

Nel novembre 2004, secondo anniversario dalla sua scomparsa, Latina Oggi istituì un premio giornalistico, ma purtroppo fu la prima ed unica edizione.

Pietro Serrani

Pubblicato su quotidiano teramano “La Città” del 26.11.2017

 

 

print

Lascia un commento


Controllo anti spam: * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile.
Continuando a utilizzare questo sito permetti al loro utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi