LIBERI DI VIVERE, NO ALLA CACCIA: A FIRENZE LA MANIFESTAZIONE DEL MOVIMENTO ANIMALISTA

1 Luglio 2017 16:460 commentiViews: 17

 

Con il titolo “Liberi di vivere, no alla caccia” si è svolta oggi, a Firenze, la prima manifestazione regionale indetta dal Movimento Animalista-Toscana, organizzata dalla coordinatrice Laura Cardinali, presidente della sezione fiorentina della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente: presenti i rappresentanti di tutte le province toscane del Movimento Animalista e moltissimi volontari appartenenti alle associazioni animaliste LEIDAA, Gabbie Vuote Onlus, LAC e altri ancora.

Il Movimento, dando vita ad un sit-in davanti alla sede del consiglio regionale, ha inteso dare subito un segnale forte, su un territorio dominato dalla Lobby della caccia, in una Regione che ha approvato le deroghe più clamorose d’Italia. L’ultima, votata a febbraio del 2016, a larga maggioranza dal Consiglio regionale, ha liberalizzato la caccia agli ungulati tutto l’anno, per tre anni.

“L’uccisione di un animale per gioco o per divertimento – ricorda la coordinatrice Cardinali – non ha nulla a che vedere con la caccia per sopravvivenza ancor oggi praticata dai popoli primitivi. E’ una pratica sadica e sleale, aggravata da futili motivi. Le armi di cui sono armati i nostri cacciatori sono così potenti e precise che non lasciano alcuna via di scampo ai poveri animali”.

“Dare il via libera alla caccia agli ungulati – prosegue – non risolve il problema della loro incontrollata riproduzione. Inoltre la caccia in Toscana fa più morti della criminalità organizzata. Molte persone inesperte si armano di fucile e, non sapendo distinguere un cinghiale da un essere umano, finiscono per spararsi tra loro! Le norme che consentono ai cacciatori di accedere ai fondi dei residenti mettono a repentaglio la sicurezza delle campagne”.

“Il Movimento Animalista – conclude la coordinatrice – si sta battendo per far riconoscere la soggettività giuridica di ogni animale in costituzione, e lotterà affinché gli animali non vengano più considerati come oggetti, ma come esseri viventi portatori di diritti”.

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