Giulianova. Il soldato Michele Angeloni morto nella città del film “Salvate il soldato Ryan”

2 luglio 2017 09:220 commentiViews: 69

Se i miei soldati cominciassero a pensare, nessuno rimarrebbe nelle mie file

(Federico II, Re di Prussia)

di Walter De Berardinis*

Nella lapide del Duomo di San Flaviano non viene ricordato il soldato giuliese Michele Angeloni

Giulianova. Michele Angeloni nasce alle ore 16,29, del 3 aprile 1898 a Giulianova in via Muzii, dal 42enne Antonio e da Caterina Formiconi, entrambi agricoltori giuliesi. Sarà il 45enne Emidio Paolone, proprietario e l’impiegato 25enne Luigi Petrini, a testimoniare l’avvenuta nascita del bambino. Nel 1916, per la sua classe di appartenenza 1898, il Sindaco Giuseppe De Bartolomeis, iscrive il giovane Angeloni nella lista dei giuliesi destinati alla visita di leva nel Distretto Militare (numero 10) di Teramo. Fu subito arruolato come soldato di 1° categoria al numero di matricola 9575 con la seguente descrizione dei medici militari: alto 1,62 – torace 0,83, capelli e occhi castani, dentatura sana, professione agricoltore, sa leggere e scrivere. Il 19 gennaio 1917 viene lasciato in congedo illimitato; il 26 febbraio viene chiamato alle armi; il 23 marzo arriva nel deposito del 51° reggimento di fanteria Perugia – Brigata Alpi; il 22 giugno arriva al fronte ed inquadrato nel 205° reggimento fanteria, Brigata Lambro, costituita nell’aprile 1916 con i reparti disciolti del 7° e 67° reggimento fanteria e il 16 luglio viene spostato nel 206° reggimento fanteria, sempre della Brigata Lambro. Michele Angeloni, nella XI° battaglia dell’Isonzo, partecipa alla conquista di quota 200 di Monte San Marco nel goriziano – Regione Friuli Venezia Giulia, durante i violenti scontri e nonostante l’avanzata con la conquista di alcune posizioni, Angeloni cadrà prigioniero il 19 agosto 1917 ed il giorno successivo viene deportato in un campo di concentramento tedesco. I campi erano gestiti da 25 distretti di Corpo d’Armata, così come era suddivisa l’allora Germania. Il povero Angeloni fu portato i un Kriegsgefangenenlager, così si chiamavano i campi, con acronimo KGFL, per soli soldati semplici e sottufficiali e denominati campi di unità, Mannschaftslager.

Il nome di Michele Angeloni sull’Albo d’Oro dei caduti della 1° Guerra Mondiale

Il 25 gennaio 1919, cioè dopo 17 mesi di prigionia, viene liberato dai tedeschi dopo l’armistizio di Villa Giusti a Padova il 3 novembre fra l’Impero austro-ungarico e l’Italia. Il povero soldato giuliese invece di rientrare in Italia finisce per una sorta di disguidi, nell’Ospedale marittimo militare della città portuale di Cherbourg, nella regione francese (nord) della Bassa Normandia del dipartimento della Manica, il 25 gennaio 1919. Pensate che questo porto francese è stato teatro di molti fatti storici: attraccò la nave con le spoglie di Napoleone Bonaparte, dopo l’esilio di Sant’Elena; nel 1912 fu il secondo scalo del Titanic prima della tragedia; nel 1944 la città fu teatro di guerra tra gli alleati e i tedeschi nella famosa operazione “Overlord” come avamposto dopo gli sbarchi degli angloamericani. La battaglia è stata ben rappresentata nel film del 1998 “Salvate il soldato Ryan” del regista americano Steven Spielberg (premio Oscar per la miglior regia). Purtroppo, il soldato giuliese, dopo aver contratto l’influenza spagnola, morirà il 4 febbraio 1919. Fu sepolto temporalmente a Cherbourg. Successivamente, dopo la fine del conflitto, fu traslato nel cimitero militare italiano di Bligny, dipartimento della Marna, nord-est della Francia.

Salvate il Soldato Ryan 1998

Oggi la sua tomba si trova nel riquadro 6, fila R, tomba 20. E’ il più grande cimitero militare italiano della 1° guerra mondiale in Francia. Si estende per 3,5 ettari con 3453 soldati sepolti. Solo il 15 luglio 1924, il messo comunale, il ragioniere Raffaele Silvestri, delegato dal Regio Commissario prefettizio, Ermanno Colucci, riceverà la nota dalla Repubblica francese tramite traduzione del Ministero della Guerra italiano, dell’avvenuto decesso del soldato giuliese a firma dell’ufficiale di 1° classe, Edoardo Ledeutu.

Cimitero Militare Italiano di Bligny – fonte Ministero della Difesa Italiano

Oggi il suo nome è inserito nell’Albo d’Oro dei caduti “Abruzzo e Molise, Volume II, Pagina 14, numero 13, oggi online sul sito www.cadutigrandeguerra.it; il suo nome fu stampato sulla foto di gruppo ” Eroi Caduti per la Patria di Giulianova”; purtroppo il giornalista Francesco Manocchia non scrisse il suo nome nel libro “I Salmi della patria”, compensai questa lacuna nelle ricerche del sottoscritto “Quando C’Era la Guerra” con l’Artemia editrice, scrivendo il suo nome; il suo nome non campeggia neanche sulla lapide posta sul lato est del Duomo di San Flaviano a Giulianova. Essendo sepolto fuori i confini nazionali, il Ministero della difesa, previa richiesta, può traslare i resti del nostro concittadino naturalmente sostenendo le spese. Continua..

Ecco le altre puntate

Biagio Abbondanza

Pietro Quaranta

Sabatino Acquarola

Fernando Leone

 

 

© Walter De Berardinis*

ricercatore sui caduti giuliesi nella Grande Guerra

walterdeberardinis@gmail.com

Quando c’era la guerra di Walter De Berardinis

Album fotografico ufficiale dei caduti giuliesi nella 1° guerra mondiale

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