Giulianova. Michele Angeloni morto nella città del film “Salvate il soldato Ryan”

2 Luglio 2017 09:220 commentiViews: 256

Se i miei soldati cominciassero a pensare, nessuno rimarrebbe nelle mie file

(Federico II, Re di Prussia)

di Walter De Berardinis*

Nella lapide del Duomo di San Flaviano non viene ricordato il soldato giuliese Michele Angeloni

Michele Angeloni, morto nella città del “Salvate il Soldato Rayan”.
Nasce a Giulianova il 3 aprile 1898, alle ore 16,22, nella casa posta in via Muzii, dal 42enne Antonio e Caterina Formiconi. Due giorni dopo sarà l’Assessore comunale Apollo Caravelli a registrare il nascituro insieme ai due testimoni: il 45enne Domenico Paolone, proprietario e il 22enne Luigi Petrini, impiegato.
Il 19 gennaio 1917 viene giudicato idoneo al servizio di leva dal distretto militare di Teramo e il 26 febbraio viene chiamato alle armi. Il 23 marzo viene destinato al 51° Reggimento Fanteria – Brigata “Alpi” e il 22 giugno al 205° Reggimento Fanteria – Brigata “Lambro” (nata nell’aprile 1916 con reparti del 7° e 67° fanteria) in prima linea nella zona del goriziano, tra San Gabriele e San Marco. Il 16 luglio viene trasferito nel 206° Reggimento, sempre appartenente alla Brigata “Lambro”. Il 19 agosto, nell’11° battaglia dell’Isonzo (dal 17 agosto al 31 agosto), il 206° attacca quota 200 del San Marco, nei cruenti scontri cade ferito e fatto prigioniero dagli austroungarici.

Michele Angeloni

Il giovane giuliese sarà portato nei campi di prigionia dell’Impero austro-ungarico e tedesco. I giorni successivi, a piedi, sotto il controllo dei tedeschi, il povero fante viene portato a Cividale (direttrice Tolmino-Lubiana); a Lubiana verrà fatta una seconda tappa nel centro di smistamento di Bischoflack (oggi Škofja Loka, comune sloveno), per poi smistato nei campi di lavoro nel cuore dell’Impero tedesco. Il 25 gennaio 1919, dopo 17 mesi di prigionia, viene liberato dai tedeschi. Il povero soldato giuliese, invece di rientrare in Italia, finisce per una sorta di disguidi burocratici o logistici, nell’Ospedale marittimo militare della città portuale di Cherbourg, nella regione francese (nord) della Bassa Normandia del dipartimento della Manica. Pensate che questo porto francese è stato teatro di molti fatti storici: nel 1840 attraccò la nave con le spoglie di Napoleone Bonaparte, dopo l’esilio di Sant’Elena; nel 1912 fu il secondo scalo del Titanic prima della tragedia e nel 1944 la città fu teatro di guerra tra gli alleati e i tedeschi nella famosa operazione “Overlord” come avamposto dopo gli sbarchi degli angloamericani. La battaglia è stata ben rappresentata nel film del 1998 “Salvate il soldato Ryan” del regista americano Steven Spielberg. Purtroppo, il soldato giuliese, dopo aver contratto l’influenza spagnola, morirà il 4 febbraio 1919, all’età di 20anni. Fu sepolto temporaneamente a Cherbourg. Solo il 15 luglio 1924, il Segretario Comunale, il ragioniere Raffaele Silvestri, delegato dal Commissario Prefettizio Ermanno Colucci, trascriverà l’atto di morte ufficiale ricevuto dal Ministero della Guerra. La segnalazione della morte era stata tradotta solo l’11 luglio 1924, tramite il servizio di Sanità marittima della Repubblica francese a firma dell’ufficiale di 1° classe, Edoardo Ledeutu, del 15 febbraio 1919. Erano passati 5 anni dalla sua morte.
Successivamente, dopo la fine del conflitto, fu traslato nel cimitero militare italiano di Bligny, dipartimento della Marna, nord-est della Francia. Oggi la sua tomba si trova nel riquadro 6, fila R, tomba 20. E’ il più grande cimitero militare italiano della 1° guerra mondiale in Francia. Si estende per 3,5 ettari con 3453 soldati sepolti.
Il suo nominativo compare nell’Albo d’Oro nazionale dei militari italiani caduti della Grande Guerra, ma totalmente ignorato sulla lapide del Duomo di San Flaviano e nel libro di Francesco Manocchia “I Salmi della Patria”. 3 le medaglie alla memoria del giovane giuliese, nonostante il suo foglio matricolare risulti incompleto in alcune parti: guerra italo-austriaca 1915-1918 o “coniata nel bronzo nemico” e relativa barretta con un solo anno di guerra 1917; A ricordo della Guerra Europea o Interalleata della Vittoria e la Commemorativa a ricordo dell’unità d’Italia 1848-1918
* Ricercatore storico dei caduti della Grande Guerra di Giulianova

Ecco le altre puntate

Biagio Abbondanza

Pietro Quaranta

Sabatino Acquarola

Fernando Leone

 

 

© Walter De Berardinis*

ricercatore sui caduti giuliesi nella Grande Guerra

walterdeberardinis@gmail.com

Quando c’era la guerra di Walter De Berardinis

Album fotografico ufficiale dei caduti giuliesi nella 1° guerra mondiale

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