Giulianova. Servizi sociali. Dopo Notaresco anche Roseto degli Abruzzi si sfila dal nuovo ambito territoriale. La preoccupazione dei sindaci di Giulianova, Mosciano S. Angelo, Bellante e Morro d’Oro per la situazione in atto.

19 luglio 2017 23:280 commentiViews: 36

I sindaci di Giulianova, Mosciano S. Angelo Bellante e Morro d’Oro
esprimono seria preoccupazione per la situazione che si sta delineando
nella gestione dei servizi sociali del nuovo ambito territoriale n. 22 che
comprende anche Roseto degli Abruzzi e Notaresco. Per dovere
d’informazione verso i cittadini e verso le istituzioni superiori, i
quattro sindaci ritengono opportuno fare chiarezza su quanto sta accadendo.
Nel PSR approvato ormai un anno fa erano disciplinate le forme di
costituzione dei nuovi ambiti sociali ed era richiamata la disciplina
dell’esercizio del potere sostitutivo per i Comuni inadempienti. Nella
fase di concertazione sulla forma di gestione associata, avvenuta in seno
all’assemblea dei Sindaci in qualità di organo deputato alla scelta, sono
state analizzate le due forme di gestione unitaria dei servizi, ossia
l’Unione dei Comuni e la convenzione ex art. 30 del TUEL.
Il lavoro, lungo e articolato, ha portato a scegliere all’unanimità lo
scorso dicembre la forma di gestione tramite l’Unione dei Comuni in quanto
nessuno dei sei comuni costituenti l’Ambito ha potuto dimostrare la
capacità finanziaria di poter garantire la gestione di cassa di un piano
sociale da oltre 7 milioni di euro. Inoltre, soprattutto per i comuni di
piccole dimensioni come Morro D’Oro, vige l’obbligo di gestione associata
dei servizi con un’unica forma di gestione, pertanto risultava
incompatibile la gestione tramite convenzione del sociale e la sua
permanenza nell’Unione dei Comuni delle Colline del Medio Vomano. Ultima,
ma non per importanza, valutazione maturata dai Comuni è stata la maggiore
collegialità e corresponsabilità nella gestione dei servizi tramite
l’Unione, garantendo anche una visione di governance territoriale più
armoniosa in una prospettiva di sempre maggiore integrazione delle
politiche del territorio come già avviene ad esempio in Val Vibrata.
Tutti i Comuni, ad eccezione di Notaresco, entro il mese di febbraio hanno
deliberato in triplice lettura lo statuto della costituenda Unione,
creando però una situazione di impasse in quanto il comune notareschino,
in barba agli impegni presi in assemblea dei sindaci, ha optato per
deliberare per la forma di gestione convenzionale. Numerose sono state le
interlocuzioni con la Regione per il tramite della dirigente del Sociale
Tamara Agostini e dell’assessore regionale Marinella Sclocco, le quali
hanno sempre rassicurato sulla possibilità di commissariamento.
Ad oggi, invece, la posizione assunta dalla Regione è diametralmente
opposta e si è sollecitata una modifica alla legge regionale 22 del 1998
istitutiva del sistema integrato dei servizi sociali, assicurando la
possibilità di intervenire in sostituzione dei Comuni inadempienti con la
nomina di un commissario ad acta e procedere alla costituzione degli
ambiti.
Dispiace il repentino cambio di indirizzo del Comune di Roseto degli
Abruzzi: tutte le Amministrazioni Comunali hanno come unico interesse
quello di garantire i servizi nel miglior modo possibile e senza
interruzioni, anche assumendosi responsabilità importanti davanti
all’impasse dovuto al vuoto legislativo creatosi.
In un ambito tanto eterogeneo con due comuni importanti per dimensioni come
Roseto e Giulianova è impensabile gestire in forma associata un settore
così delicato come i Servizi Sociali delegandone la funzione ad un solo
Comune. Occorre, semmai, piena condivisione e corresponsabilità e la
Regione deve intervenire per sanare una situazione di stallo così come ha
fatto in passato per altri servizi su base d’ambito, nominando commissari
ad acta per la costituzione delle forme di gestione associata (vedi AGIR o
ERSI).

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