Cultura & Società, In rilievo

10 LUGLIO 1859, QUANDO SAN GABRIELE SOSTO’ A MONTORIO AL VOMANO

 

  • di Pietro Serrani

 

10 LUGLIO 1859

QUANDO SAN GABRIELE ARRIVO’ E SOSTO’ A MONTORIO AL VOMANO

PRIMA DI RIPRENDERE LA VIA PER IL RITIRO DI ISOLA DEL GRAN SASSO

 

Come molti sapranno, durante i suoi studi teologici, S. Gabriele dell’Addolorata (al secolo Francesco Possenti) partì dal ritiro di Pievetorina (Macerata), il 4 luglio 1859, per arrivare in quello di Isola di Penne (l’odierna Isola del Gran Sasso d’Italia) nella tarda serata del 10 luglio 1859, per continuare il corso di filosofia e di teologia (quest’ultimo, purtroppo, non fu portato a termine a causa della sua morte, avvenuta il 27 febbraio 1862, che gli costò anche la mancata ordinazione sacerdotale).

Sulla quarta pagina de La Domenica (settimanale religioso paolino che, il  prossimo settembre, festeggerà i suoi primi cent’anni di vita), relativa alla cittadina teramana, del 26 febbraio 1984, l’arciprete don Fioravante d’Ascanio (Mosciano Sant’Angelo 1908 – Montorio al Vomano 1985), per conto dello storico montoriese, l’ultraottuagenario Ercole Bonanni, autore de La guerra civile nell’Abruzzo teramano, 1860-1861 (Tipografia Eco, 1974) e del volume  S. Gabriele dell’Addolorata e i suoi tempi (che, ahinoi, essendo già pronto per la stampa sin dal 1984, non vede ancora la luce), volle trascrivere dalla pagina 118, del suddetto libro, quanto segue.

 

… Il Patrono d’Abruzzo San Gabriele dell’Addolorata giunse nella «Piazza del Mercato» (l’attuale Piazza Orsini) di Montorio – allora importante Comune di 1^ classe del Regno delle Due Sicilie, che assumerà la denominazione di Montorio al Vomano con R.D. 28 giugno 1863 n. 1426 – verso le ore 12 di domenica 10 luglio 1859 e mentre p. Norberto portava il cocchiere verso la «taverna» per offrirgli del vino, Egli, con gli altri sei confratelli, entrò ad aspettare il Direttore spirituale nella «regia collegiata» di san Rocco. A quell’ora stava officiando messa grande l’arciprete Antonio Nisii, assistito dai canonici Giuseppe Sabatini e Domenico Setta, dal chierico Giuseppe Parrozzani (che diverrà medico e il più acerrimo disconoscitore dei miracoli del Santo) e dal sagrestano Filippo Lucci, accompagnato dall’organista – e farmacista – Pasquale Costanzi, tra gran concorso di notabili e popolo. Poco dopo gli otto Passionisti, presa la «Strada del Corso» (l’odierna Via Urbani) oltrepassarono la “Porta dei Cappuccini» e fecero la discesa della «Fontana della Porta» (ora Via dei Mulini) per dirigersi sull’argine, detto «mareone», del Fiume Vomano, che attraversarono sul cinquecentesco ponte ad un arco. Il vecchio ponte, edificato nel 1537, aveva, ben collocata al suo centro, la miracolosa «conicella» della Madonna, ad edificazione e protezione dei viandanti. Risalirono poi per la contrada «Dicontro» (dove attualmente c’è il bar Benignetti) e si recarono nel convento cappuccino di S. Maria della Salute dove il guardiano, p. Erasmo da Farindola, li invitò a pranzo.

Dopo aver mangiato i Passionisti s’intrattennero fino alle «ore 22», cioè alle 18, nella chiesa – anche per riposarsi dalla calura estiva – dove il vicario, p. Leopoldo da Spoltore (astrologo – già inquisito dal Sant’Ufficio per eresie – e musicista, suonava l’organo stupendamente), fece ascoltare loro un brano musicale da lui composto, il cui motivo somigliava a “Il racconto del Principe Kalender” della suite sinfonica “Sheherazade” di Rimsky-Korsekoff, col quale pezzo «era solito impressionare i visitatori del convento» (e noi pensiamo che senz’altro il ricordo di questa sublime musica accompagnò i pensieri del giovane Francesco Possenti durante il suo faticoso cammino – era già affetto di  «tisichezza» – verso Isola).

La predestinata sosta di ben sei ore di uno dei più grandi Taumaturghi della Chiesa a Montorio al Vomano, eccezionale avvenimento per la città, è stato voluto ricordare e tramandare ai posteri, cento anni dopo, dal dotto e dinamico arciprete mons. Fioravante D’Ascanio, il quale fece apporre nella storica chiesa dei Cappuccini una lapide commemorativa, la cui iscrizione è fedelmente riportata a pag. 561 dell’opera “Memorie e Glorie di Montorio al Vomano” dello storico Quirino Celli

 

Ecco l’iscrizione commemorativa di cui si parla: Nella Ricorrenza Centenaria/del Passaggio/per Questo Luogo Pio/di San Gabriele dell’Addolorata/Anelante ai Ritiri/della Passione di Cristo/Presago nell’Anima Eletta/di Santità e di Gloria/i Montoriesi/ad Esaltazione Perenne/del Giovane Taumaturgo/ormai Protettore dell’Abruzzo/e ad Invocazione del Suo Aiuto/con Unanime Devozione/Posero/10 Luglio1959

Aggiungiamo, inoltre, che sempre nel 1959, don Fioravante fece erigere anche una chiesetta intitolata al Santo Patrono d’Abruzzo, presso il ponte Piermarini (via Luigi Settembrini), all’incrocio della SS 150 con la SP 491, strada quest’ultima che conduce – appunto – all’attuale Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata di Isola del Gran Sasso d’Italia.

Ultimamente, grazie all’Associazione San Gabriele, la quale cura dal 2014 anche una pagina Facebook, l’omonima chiesetta è tornata a risplendere di nuova luce, ripristinando, dopo vari decenni di oblio, anche la festa popolare di settembre che il compianto – e non dimenticato – Mario Valeri (di Albino) organizzava insieme con gli altri residenti di quel quartiere che, negli ultimi anni, ha avuto una notevole trasformazione e un crescente sviluppo urbano, con la nascita di nuovi insediamenti abitativi e commerciali al di là del fiume Vomano.

 

 

Pubblicato già su La Città, quotidiano di Teramo, del 7 marzo 2021

 

pietro.serrani@tin.it

 

 

 

 

 

 

A cura di Pietro Serrani

Foto: il Colle di Montorio al Vomano visto dal Convento dei Cappuccini

 

 

 

 

 

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