Sale a 11 il numero dei Comuni del Parco che si dotano di nuovi Regolamenti di pascolo

6 Maggio 2017 07:530 commentiViews: 21

Così il progetto LIFE “Praterie” raggiunge il suo obiettivo più importante

Assergi 05/05/2017 – A fronte degli otto previsti dal progetto, sono undici ad oggi i Comuni del Parco Nazionale Gran Sasso – Laga che hanno innovato i propri regolamenti di pascolo, accogliendo le intese con il territorio raccolte nelle Linee Guida che sono scaturite dal processo partecipativo attuato grazie al progetto “Praterie“.

A L’Aquila e Castelvecchio Calvisio, che avevano deliberato i regolamenti in precedenza, si sono aggiunti in questi giorni i Comuni di Carpineto della Nora, Brittoli, Civitella Casanova, Pizzoli, Castel del Monte, Calascio, Villa Santa Lucia, Ofena e Santo Stefano di Sessanio, rafforzando così sensibilmente l’adesione delle comunità dell’area protetta a quanto di più innovativo, condiviso e democratico sia stato portato in dote al territorio da un progetto Life, suscitando attenzione nazionale e internazionale.

E’ un progetto, “Praterie”, il cui obiettivo generale è la conservazione degli habitat delle praterie in quota e della loro eccezionale biodiversità, tanto ricca di importanti specie di fauna e flora, tramite una più oculata e illuminata gestione di quelle attività umane sostenibili che contribuiscono a tenere in vita l’economia montana, ovvero il pascolo estensivo ed il turismo.

L’impegno e la collaborazione tra gli Amministratori muove in direzione dell’innovazione, se si pensa che molti regolamenti di pascolo erano fortemente obsoleti e datati, dello sviluppo, aprendo a nuove opportunità di valorizzazione dei prodotti dell’allevamento estensivo sulle nostre montagne, e dell’armonizzazione, in quanto la dotazione di regolamenti omogenei tra amministrazioni non potrà che favorire le attività di pascolo.

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente dell’Ente, Tommaso Navarra, che ha indirizzato “Un ringraziamento allo staff del progetto, agli Amministratori, alle associazioni e agli allevatori che in gran numero, e a fronte di sicuro sacrificio, per oltre due anni hanno portato il loro contributo al processo, ponendo le basi per un momento migliorativo del territorio e delle stesse relazioni tra Parco e cittadini. II processo partecipativo – ha sottolineato Navarra – ha aperto la strada ad un nuovo corso, innovando la comunicazione e favorendo l’alleanza tra le forze vive che con il Parco sono oggi più unite per il raggiungimento dello stesso obiettivo: la tutela del nostro straordinario territorio quale occasione di crescita per le comunità che vi vivono ed operano“.

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