Abruzzo, Lettere

Risposta alla senatrice Pezzopane pro interessamento sulla questione aggressioni dei poliziotti penitenziari

Risposta all’interessamento sulla questione aggressioni dei poliziotti penitenziari

Grazie per la considerazione Stefania!

Noi del sindacato possiamo  denunciare le questioni che ci afferiscono e ci feriscono ma in questi casi poco  possiamo fare se non aspettare che il mondo della politica trovi le giuste soluzioni alle problematiche.
Si è voluto con troppa fretta eliminare gli ospedali psichiatrici giudiziari senza trovare prima una giusta e condivisa soluzione. Purtroppo i soggetti psicotici non si cancellano con lo smantellamento di strutture come quelle appena dismesse. Essi continueranno a vivere il loro mondo senza tralasciare nessuna delle loro ritualità compresa quella di aggredire le persone che ritengono “ostili”. I criminali rientranti in questa sfera non sanno quello che fanno e mai lo sapranno. Per loro ammazzare una persona sembra quasi una cosa rientrante nella normalità dei loro gesti ( a tal proposito ti invito a leggere la storia di Angelo Spagnoli da molti conosciuto come il “cecchino di Guidonia”).
Nel decorso della mia carriera professionale ne ho conosciuti tantissimi di costoro. Uno di loro, un tale Simone Cassandra ( da tutti conosciuto con l’appellativo di “mostro di Norma”) mi si era affezionato e voleva parlare solo con me. Sai cosa mi chiedeva la mattina tutte le volte che mi vedeva?…Brigadiè!… quello che ho fatto è grave!   Simone Cassandra aveva solo ammazzato 3 povere vittime e tuttee per futili motivi. C’è chi lo chiamava il pazzo, chi il cinghiale, ma sono ancora scolpiti nella memoria di tutti  gli atroci delitti da lui commessi nel 1995 tutti. Le vittime erano state dapprima ammazzate e successivamente sepolte in uno dei tanti pozzi che guardavano verso Norma.  A dicembre 2015 sembra che abbia finito di scontare la sua pena ma dubito che abbia riposto in un cassetto il suo modus pensandi giacchè, nel decorso della sua carcerazione, ha più volte quasi spappolato il cranio ad alcuni suoi compagni di cella costringendo i preposti al trattamento intramurario ad ubicarlo da solo nelle camere di pernottamento.
 Se si vuole affrontare il problema nel giusto verso bisogna rivedere le assegnazioni di questi soggetti. Si era partiti bene pensando di realizzare strutture esterne come le REMS arredate con materiale idoneo ed arricchite di personale specializzato. Credo che si debba continuare su questa strada. Bisognerà comunque non sottovalutare il problema della continua assegnazione di tali soggetti all’interno delle carceri. Se si continua a portare avanti questa prassi non credo andremo incontro a soluzioni concrete.  Nel penitenziario di Pescara non ci sono persone formate e sufficienti per fare questo. Cosa che invece e paradossalmente avevano gli OO.PP.GG.
Non serve chiudere in carcere questa tipologia di persone privandole di adeguata assistenza. Il rimedio che si sta adottando è davvero peggiore del male.
Premesso quanto sopra sono qui a chiederti nuovamente un fattivo interessamento  sulla questione carceraria effettuando un tour conoscitivo insieme all’interno delle strutture interessate dalle vertenze e magari partendo proprio da Pescara.
Aspetto tue notizie.
Grazie ancora.
Mauro Nardella
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