Giulianova

Giulianova. Cibej replica a Mastromauro e Di Giambattista

 

 

Chissà come si saranno sfregati le mani Mastromauro e Di Giambattista quando hanno potuto dimostrare che il nome della farmacia comunale di Giulianova era regolarmente riportato sull’elenco telefonico, contrariamente a quanto da me affermato: a loro non sarà sembrato vero di poter finalmente rispondere per le rime (anche se rispettosamente, per la verità) al “professor Cibej” dopo essersi imposti, in altri casi, qualche opportuno silenzio.

Forse temendo di non essere creduti, hanno persino pubblicato ed evidenziato in giallo le righe su cui si legge il nome della farmacia sulle “Pagine bianche”. Ma le cose stanno un po’ diversamente: l’estate scorsa (2016) il medico mi aveva raccomandato di procurarmi al più presto il farmaco prescritto perché in quei giorni era molto richiesto. Decisi di telefonare alla mia farmacia, la comunale, che però non trovai nell’elenco telefonico. Vi erano riportate tutte le farmacie della città tranne quella che cercavo. Pensai subito, da giornalista, che la notizia, o meglio, che l’incomprensibile problema meritasse la pubblicazione; con gli inevitabili commenti.

In ottobre solitamente viene recapitato il nuovo elenco, ma nel mio caso deve esserci stato un disguido.

Anche se lo avessi potuto consultare e, quindi, scoprire che finalmente la farmacia era stata inserita nelle “Pagine bianche” col suo vero nome anziché essere riportata come “Giulianova Patrimonio”, il problema non sarebbe stato diverso perché nell’edizione 2015/2016 in mio possesso, e in tutte le precedenti fino all’anno di fondazione della farmacia, nessuno avrebbe potuto mai pensare di poter spedire una ricetta medica presso “Giulianova Patrimonio”! Particolare che i miei due “furbetti” hanno intenzionalmente tralasciato; così come il Sindaco ha tralasciato qualche altra nota contenuta nel mio articolo.

Concludendo, non può cambiare il mio giudizio negativo sulla qualità del loro ruolo istituzionale, di assoluta inidoneità a ricoprire le rispettive cariche pubbliche, benché io li abbia ancora affettuosamente nel ricordo degli anni della scuola, con Filippo al primo banco di fronte alla cattedra e Francesco al quarto banco, seduto di traverso a causa delle gambe troppo lunghe per la normale ampiezza dello spazio disponibile.

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