Salvaguardia dell’ambiente e riqualificazione dei siti archeologici: così la Regione Marche favorisce l’inclusione sociale

20 Dicembre 2016 19:410 commentiViews: 22

 

 

Il 20 dicembre, con la consegna ufficiale degli attestati di frequenza ai partecipanti della Cooperativa Ama Aquilone, si sono conclusi “Per le nostre strade 2016” ed “Archeologia Sociale”, i progetti della Regione Marche, realizzati in collaborazione con il Consorzio Bonifica e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Marche

 

Favorire l’occupazione di persone fortemente a rischio di esclusione sociale attraverso la formazione. Un’importante fetta di territorio, oggetto di pulizia e manutenzione, messa nuovamente a disposizione della comunità. Luoghi di pregio storico-artistico che tornano ad essere motivo di lustro per il territorio.

Tutto questo reso possibile grazie a “Per le nostre strade 2016” ed “Archeologia Sociale”, i progetti della Regione Marche, dedicati all’inclusione sociale e lavorativa, nati dalla collaborazione con gli Enti Accreditati per il recupero di soggetti tossicodipendenti, il Consorzio di Bonifica delle Marche e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Marche.

 

Durante tutto il semestre di attività del progetto sono state svolte oltre 2500 ore di attività di cura e manutenzione del verde presso i due siti archeologici individuati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione, lo stesso monte ore è stato dedicato alle attività di cura e manutenzione del verde presso i siti concordati con il Consorzio Bonifica delle Marche. La media è stata di oltre 700 ore per ogni allievo coinvolto nel percorso formativo. Riqualificati i siti Archeologici di Civita ed Agip Ninfeo di Cupra Marittima ed il Teatro Romano di Ascoli Piceno, in contemporanea è stata garantita dai partecipanti la manutenzione dell’impianto irriguo della valle del Tronto, della pista ciclabile lungo il fiume Tronto nei comuni di Colli del Tronto e Spinetoli e dei fossi agricoli e stradali.

 

Salvaguardia dell’ambiente da una parte e riqualificazione dei siti archeologici dall’altra,

sono diciassette i beneficiari dell’iniziativa, di questi 4 sono donne e 13 gli uomini, con un’età media superiore ai 40 anni ed una lunga storia di disagio alle spalle e proprio per questo fortemente a rischio di esclusione sociale. Favorite, grazie ai progetti regionali, la formazione professionale, l’occupazione lavorativa, la presa in carico globale della persona attraverso la condivisione di un percorso mirato, oltre al sostegno al reddito attraverso un incentivo di 400 euro al mese corrisposto per un impegno part time di 20 ore al mese.

I programmi di trattamento ergoterapici, fondati su corsi di formazione professionalizzanti promossi con l’assistenza di un tutor, mostrano un’efficacia ampiamente riconosciuta. Un’efficacia che risulta ancora più rilevante attraverso attività a contatto con la natura e di valorizzazione del paesaggio naturale ed artistico.

 

“I ragazzi hanno dimostrato interesse e partecipazione, perché è stata un’occasione per creare nuovi contatti, formarsi e per accantonare risorse economiche in vista del reinserimento sociale post programma riabilitativo. Un’occasione per conoscere meglio il territorio anche sotto l’aspetto culturale”. Fabio Mariani – Cooperativa Sociale Ama Aquilone.

 

 

Il 20 dicembre presso il Servizio per il Lavoro della Cooperativa Ama Aquilone c’è stata, a conclusione dei progetti approvati dalla Regione Marche in riferimento alla DGR 95/2016 e successivi Decreti del Dirigente della P.F. Disagio Sociale e Albi Sociali n. 67/IGR/2016 e             n. 68/IGR/2016, la cerimonia di consegna degli attestati di frequenza ai partecipanti della Cooperativa Ama Aquilone. Presenti all’iniziativa, Tiziana Cecchini – Regione Marche, Mario Pulcini – Ass. alla Cultura del Comune di Cupra. Un momento particolarmente importante per tutte le persone che in questi mesi hanno partecipato al progetto che si è concluso il 30 novembre 2016.

 

Il contatto con il territorio, la conoscenza delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro, il lavoro di squadra ed i rapporti di collaborazione instauratesi con il Consorzio Bonifica e la Sovrintendenza per i Beni Archeologici hanno contribuito, per il secondo anno consecutivo, al successo dell’iniziativa promossa e finanziata dalla Regione Marche.

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