IL FINTO EPILOGO SUL MONTE LEMERLE

28 Ottobre 2016 20:080 commentiViews: 32
https://www.youtube.com/watch?v=u7-hexi_aKc
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In data 24 e 25 ottobre scorsi, sono riprese e si sono “concluse”, in gran segreto, le operazioni di riesumazione di alcuni dei caduti ritrovati casualmente dal ricercatore Giovanni Dalle Fusine nel settembre 2015.

In qualità di finanziatore dell’intera opera e di studioso della materia storica in oggetto, non mi reputo assolutamente soddisfatto di questo ulteriore sviluppo della vicenda. Aspetterei a mettere la parola fine, in quanto, ancora una volta, rimango completamente tagliato fuori da ciò che è stato effettivamente eseguito.

Premetto che ciò che sto per affermare è basato su una manciata di immagini carpite da ReteVeneta che, a quanto mi risulta, è stata analogamente estraniata dalla realtà dei fatti.

La USL 6 aveva del resto promesso al sottoscritto e al succitato Giovanni Dalle Fusine di tenerci informati e prevedere sempre la nostra presenza durante gli scavi. La nostra consulenza storico-militare sarebbe, infatti, stata basilare per coadiuvare e ottimizzare gli sforzi di anatomopatologi e archeologi a digiuno di storia patria.  Perché dunque nascondersi, in particolare anche dopo il clamore mediatico delle ultime settimane?

Ebbene, considerando i modestissimi mezzi a disposizione dei presunti incaricati della USL 6 di Vicenza, nonché lo stesso loro modus operandi stranamente secretato, furtivo e disinvolto, posso semplicemente concludere che il lavoro svolto nelle giornate del 24 e 25 ottobre lo avrebbe potuto fare qualsiasi turista, anche non necessariamente munito di patentino da recuperante! Raccogliere casualmente solo qualche sacchettino di ossa umane, per poi depositarlo sui gradini di una chiesa o di un sacrario, lasciando poi a uno squillo di tromba il compito di obliarlo per sempre, non penso abbia richiesto la bellezza di 5.000 Euro. Ho deciso di donare quel denaro per una approfondita ricerca storica e scientifica, non certo per una bella passeggiata nei boschi!

Dulcis in fundo, mi giunge voce che lo stesso “Onorcaduti” di Roma e del Sacrario Leiten di Asiago – precedentemente e reiteratamente informato del ritrovamento sul finire del 2015 – abbia ammesso la disponibilità di fondi già stanziati e utilizzabili per questo tipo di opere. Ciò, tuttavia, viene reso noto SOLO ORA! 
 
Perché dunque lasciare che un privato sborsi di tasca propria denaro faticosamente sudato e, per giunta, non usargli nemmeno la cortesia di un concreto coinvolgimento alle operazioni di scavo e riesumazione?!?

Mi sento estremamente avvilito, se non addirittura vilipeso, per aver effettuato una donazione pubblica a gente così poco seria, distaccata e “infastidita” da questo genere di compartecipazioni pubbliche. Dai carissimi Veneti, che stimo e frequento da anni, non me lo aspettavo proprio!

Ho già richiesto, per ben due volte, tramite posta elettronica certificata, alla USL 6 di Vicenza copia delle fatture relative all’impiego dei miei fondi precedentemente donati. E’ infatti perfettamente lecito e necessario a livello fiscale, sapere esattamente a cosa sia servito tutto quel denaro. Qualora non dovessi ottenere alcuna risposta – come al solito – sarà mia premura segnalare il tutto alle Autorità competenti e alla Guardia di Finanza.

Lo ripeto: parlando a nome di tutta la comunità storico-scientifica, non me la sento proprio di gridare al miracolo – ReteVeneta è stata senza dubbio preziosa ed unica nel puntare i riflettori su questa triste vicenda, ma non si pensi che una “sortita riparatrice” come quella appena effettuata sul Lèmerle possa concludere felicemente la vicenda.  
 
I resti ritrovati verranno tumulati, in tutta fretta, nel sacrario Leiten di Asiago – si mette forzatamente la parola “fine” a una vicenda gestita male e terminata ancor peggio.
 
C’è però ancora molto da fare per cercare di dare un nome e una giusta collocazione storica e umana a quei poveri resti. Personalmente, ribadisco pubblicamente il mio impegno per proseguire le ricerche storiche relative a questo importante ritrovamento, perfettamente incastonato nelle Celebrazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, ma così bistrattato dagli enti stessi che le hanno proposte.
 
MEGLIO  100 ANNI DA IGNOTI CHE UNO DA DIMENTICATI? 
NOI NON LI DIMENTICHEREMO!
 
 
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