Celebrazione dell’Apertura della “Porta della Misericordia”, Giubileo dei Cappellani, dei Militari e del Personale del Comparto Sicurezza

23 Ottobre 2016 17:560 commentiViews: 145

 

 

L’AQUILA, 23 ottobre 2016

Il 23 ottobre 2016, a CAPESTRANO (AQ), ha avuto luogo la Celebrazione dell’Apertura della “Porta della Misericordia”, Giubileo dei Cappellani dei Militari e del Personale del Comparto Sicurezza.

Le attività che si sono svolte hanno consentito ai partecipanti di ottenere l’Indulgenza Plenaria attraversando, in stato di Grazia, la “Porta della Misericordia”.

foto2 -Porta della misericordia per i militari

foto2 -Porta della misericordia per i militari

foto3 - Porta della Misericordia per i militari

foto3 – Porta della Misericordia per i militari

La Liturgia Eucaristica è stata presieduta dall’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Santo MARCIANÒ, in adesione all’invito ricevuto dal Vescovo della Diocesi di SULMONA-VALVA, Mons. Angelo SPINA.

L’evento, inserito nel contesto delle annuali celebrazioni che si tengono a CAPESTRANO in onore del Patrono San Giovanni da Capestrano (1386 – 1456), protettore dei Cappellani Militari di tutto il Mondo, in occasione dell’Anno della Misericordia ha assunto connotazione giubilare e ha visto la partecipazione di Delegazioni di tutte le Forze Armate e Corpi Armati dello Stato delle Regioni ABRUZZO e MOLISE che, di fatto, fanno parte della XI Zona Pastorale Interforze nell’ambito della Diocesi dell’Ordinariato Militare dell’Italia retto da Mons. Santo MARCIANÒ.

Il “Decano” dei Cappellani Militari della citata Zona Pastorale, Don Claudio RECCHIUTI, effettivo alla Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di COPPITO (AQ), ha curato gli aspetti liturgici dell’evento d’intesa con il Comandante Militare dell’Esercito per l’ABRUZZO, Generale di Brigata Rino DE VITO, e con gli altri Enti delle Forze Armate e Corpi Armati delle citate Regioni.

Presenti alla celebrazione il Sindaco di CAPESTRANO, Antonio D’ALFONSO, il Prefetto della Città di L’AQUILA, Dott. Francesco ALECCI e numerose autorità civili, militari e religiose della regione.

Hanno partecipato alle celebrazioni, come di consueto, le Delegazioni dell’Ambasciata d’UNGHERIA in ITALIA e presso la SANTA SEDE nonché il Ministro Provinciale dei Frati Minori della POLONIA.

Le diverse attività sono iniziate alle ore 08.30 e hanno avuto il seguente sviluppo:

  • resa degli Onori alla massima Autorità presso la piazza antistante il Comune;
  • sfilamento corteo dal Comune al Monumento ai Caduti;
  • alzabandiera (Bandiere Ungherese e Italiana);
  • deposizione corona d’alloro al Monumento ai Caduti;
  • sfilamento corteo dal Monumento ai Caduti al Convento di S. Giovanni da Capestrano;
  • apertura della “Porta della Misericordia” e celebrazione Eucaristica;
  • processione con il “Busto” del Santo dal Convento verso la casa natale.

Nel pomeriggio le celebrazioni sono proseguite con:

  • corteo storico dalla casa natale al Convento;
  • Santa Messa con Preghiera di affidamento dei Sindaci a San Giovanni da Capestrano.
  • _________________________
  • CAPESTRANO (AQ)

    CENNI STORICI

     

    A Km. 42 dall’Aquila, su di un colle dominante la valle del Tirino, è situato l’agglomerato di Capestrano a 500 m. s.l.m..
    Il paese è dominato dal castello Piccolomini (o Mediceo), a pianta triangolare e facciata racchiusa tra due torri cilindriche, oggi restaurato e utilizzato come sede municipale, che si innesta su un’antica preesistenza risalente al sec. XIV e di cui è rimasta la torre.
    All’interno è un caratteristico pozzo aquilano del ‘400.
    Nel 1465 per volere del feudatario il castello non fu più solo posto di avvistamento e segnalazione, ma ebbe anche funzione residenziale.
    Venne allora costruita la bellissima facciata con i suoi bastioni circolari e la cornice semicircolare. Più in basso sono ancora evidenti le mura di cinta, ormai per lo più inglobate nel tessuto urbano.
    L’edilizia intorno al castello è certamente la più antica, ma il paese presenta anche un tipo di architettura gentilizia risalente ai secoli XVI-XVII.
    In queste dimore è stato fatto largo uso di pietra a testimoniare come la fertile valle del Tirino abbia contribuito all’arricchimento di varie famiglie.
    Degna di nota è la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Pace con la sua ampia facciata e il bellissimo campanile: l’interno a tre navate, classico esempio barocco, contiene la tomba di Alfonso Piccolomini duca d’Amalfi (1498).
    Degne di nota le bellissime acquasantiere del ‘700, una Madonna in terracotta e un pulpito ligneo del Settecento.
    Nelle vicinanze, su di un poggio, sorge il convento di S. Giovanni, costruito per volontà di S. Giovanni da Capestrano, il grande Santo che morì a Belgrado durante una crociata (1456). Annessa è la chiesa, preceduta da un portico con un affresco del 1488. La chiesa, restaurata nel ‘700, è ad un’unica navata in stile barocco con un bell’altare ligneo e una statua del Santo.
    All’interno del convento si trova un piccolo museo in cui è conservata una Bibbia con autografi di San Giovanni, pergamene, arredi e paramenti sacri, oltre ad un busto argenteo del Santo risalente al sec. XVII.
    Capestrano fu probabilmente edificato dalle genti della città di “Aufinum ”, che all’epoca della decadenza dell’impero romano e delle invasioni barbariche si ritirarono sui monti per meglio difendersi.
    Tra i rinvenimenti che testimoniano lo splendore dell’antica civiltà italica nella zona vi è quello avvenuto in un vigneto di Capestrano nel 1934: il cosiddetto Guerriero Italico di Capestrano, statua funeraria in pietra del VI secolo a.C. oggi ammirato al museo archeologico di Chieti.
    A circa Km. 4 dal centro abitato sorgeva il complesso monastico di S. Pietro ad Oratorium, fondato nel 752 dal re longobardo Desiderio, di cui oggi resta soltanto la splendida chiesa.
    Questa si presenta con la struttura romanica a tre navate, con tre absidi semicircolari, con pilastri a sezione rettangolare.
    Nella facciata è il bel portale romanico fiancheggiato da due bassorilievi (David a sinistra e S. Vincenzo a destra).
    La figura di S. Vincenzo ricorda la dipendenza dall’omonimo monastero di S. Vincenzo al Volturno.
    All’interno l’abside centrale conserva affreschi bizantini della seconda metà del ‘200, rappresentanti Cristo redentore tra gli evangelisti e i vecchi dell’apocalisse; il ciborio (sec. XIII) ha le quattro colonne con capitelli di originale fattura su cui poggiano architravi ornate.
    Nella costruzione della chiesa sono state adoperate lapidi con iscrizioni romane e frammenti ornamentali della chiesa precedente. A sinistra, in un concio murato rovesciato, la nota composizione enigmatica: ”sator arepo tenet opera rotas”. Una possibile interpretazione di questa formula può essere avanzata considerando la frase un crittogramma a struttura speculare: anagrammando il testo si ottiene infatti una croce greca formata in senso orizzontale e verticale delle parole “pater noster”.

Cenni storici su San Giovanni da Capestrano

 

 

 

San Giovanni nasce a CAPESTRANO (AQ) il 24 giugno 1386, studia diritto a PERUGIA, giovanissimo viene incaricato presso il Regio Tribunale di NAPOLI, dove vive le dinamiche e gli intrighi di corte. Viene inviato, dal Re di Napoli, a PERUGIA in qualità di Giudice, successivamente, viene acclamato Capitano dalla città. Nel tentativo di difenderla viene imprigionato, in periodo questo  a seguito di esperienze mistiche decide, all’età di trenta anni, di lasciare tutto e seguire l’ideale francescano. La formazione forense, teologica, patristica e scritturistica gli permettono di intraprendere, su incarico del Papa, importanti predicazioni per risolvere problematiche derivanti da movimenti ereticali antichi e nuovi. Uomo pienamente pacificato con se stesso si dedica a sanare le contese e riportare la pace nella Chiesa, nell’Ordine francescano, fra imperatori, principi, re e signori. Inviato dal papa nei paesi dell’est Europa per effettuare attività apostolica.   Dinanzi alla minaccia dell’invasione da parte dei Turchi, sostenne il cuore dei crociati fino alla vittoria della battaglia di BELGRADO dal 4 al 22 luglio del 1456. Stremato dalle fatiche muore ad ILOK (CROAZIA) il 23 ottobre 1456.  Papa Alessandro VIII il 16 ottobre del 1690 lo eleva agli onori degli altari. L’UNGHERIA, grata a tanto padre, lo nomina Patrono e il Papa Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1984 lo proclama Patrono dei Cappellani Militari di tutto il Mondo: “… è noto che tale sacerdote nella sua vita sia stato adorno di nobili virtù fondate sull’amore di Dio e del prossimo ma, anche in questi nostri giorni, egli è da porsi a esempio e santità al popolo di Dio e specialmente ai sacerdoti e a coloro che ovunque presiedono alla Pastorale Militare”.

 

 

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