Il restauro della Chiesa Santa Maria della Misericordia di Forcella, a cura di Cesira D’Innocenzo

Il Salotto culturale “Prospettiva Persona”    con il patrocinio di Fondazione Tercas, Ministero per i Beni artistici culturali e turismo, Ufficio per il progetto culturale della Diocesi di Teramo Atri e Arciconfraternita SS. Annunziatanei locali di Via N. Palma 33, Mercoledì  13 aprile 2016alle ore 17,45 , presenta:

    Il restauro della Chiesa Santa Maria della Misericordia di  Forcella,


a cura di  Cesira D’Innocenzo                

Sono terminati nel giugno 2014 gli interventi di consolidamento e restauro effettuati dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, con il supporto dei tecnici della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo, che hanno restituito la piena funzionalità alla chiesa, resa inagibile dagli eventi sismici del 2009, e consentito al contempo il recupero dell’apparato decorativo interno.

La costruzione della parrocchiale di Santa Maria della Misericordia viene fatta risalire al 1348, anno della peste, con un riassetto seicentesco e una conformazione attuale risalente alla fine dell’ottocento; la chiesa  è a navata unica, con le fiancate sorrette da contrafforti. L’impianto planimetrico si articola su due livelli, con la zona dell’ingresso principale alla quota della strada di accesso e con la navata e il presbiterio posti più in basso, per assecondare il dislivello del terreno. Le due zone sono collegate da un’ampia scalinata interna.

 

Venerdì 15 aprile alle ore 17,45,    appuntamento con la Rilettura dell’ Infernodi Dante, a cura diBenedetto Di Curzio, nell’ambito dello speciale omaggio al  sommo poeta Dante Alighieri nel 750° anniversario della sua nascita (1265-2015).

Inferno  Canto XXXIII

Argomento del Canto

Ancora nell’Antenòra, dove sono puniti i traditori della patria. Il conte Ugolino racconta la propria morte; invettiva contro Pisa. Ingresso nella terza zona diCocito , la Tolomea dove sono puniti i traditori degli ospiti. Dante sente il vento prodotto dalle ali di Lucifero. Incontro con frate Alberigo; invettiva contro i Genovesi.
È il tardo pomeriggio di sabato 9 aprile (o 26 marzo) del 1300, verso le sei.

 

G. Stradano, Il conte Ugolino (1587)

 

“…però quel che non puoi avere inteso,
cioè come la morte mia fu cruda,
udirai, e saprai s’e’ m’ha offeso…”

“…Poscia che fummo al quarto dì venuti,
Gaddo mi si gittò disteso a’ piedi,
dicendo: ‘Padre mio, ché non m’aiuti?’…”

“…Ma distendi oggimai in qua la mano;
aprimi gli occhi”. E io non gliel’apersi;
e cortesia fu lui l’esser villano…

 

 

a cura di S. D’Antonio