Contro la dimenticanza … STORIE DELLA NOSTRA EMIGRAZIONE …Monsignor Ottavio SILVESTRI

5 aprile 2016 19:080 commentiViews: 27

Associazione Culturale “Ambasciatori della fame”

Pescara, 5 aprile 2016

 

 

Monsignor Ottavio SILVESTRI un grande sacerdote abruzzese. A lui migliaia e migliaia di bambini e di poveri emigranti italiani debbono tutto. La Chiesa che lui realizzò divenne un riferimento religioso, umano e soprattutto un “ricovero degli ultimi”. Era per tutti “Papà Ottavio”.

 

Un grande uomo : Monsignor Ottavio SILVESTRI nato a Sant’Egidio alla Vibrata (Te)  il 30 maggio 1875. Dal 1885 a 1897 fu ospite del Seminario di Ascoli Piceno e nel dicembre del 1897 fu ordinato sacerdote. Negli Stati Uniti giunse nel 1906 e solo nel 1911 divenne cittadino Americano. Ma da subito si impegnò a creare mense per i poveri e a sostenere in ogni modo i suoi connazionali.  Erano in molti a chiamarlo “Papà Ottavio”. Nel 1919 acquistò un terreno su cui nel 1921 costruì ed inaugurò la Parrocchia di San Giuseppe a  Brooklyn. Questa sarebbe divenuta in breve un punto di riferimento per tutti gli italo-americani, i diseredati e soprattutto per i bambini. Lui ai ragazzi dedicò l’intera sua esistenza cercando e infine riuscendovi di sottrarli alla strada e a un futuro per loro difficile.  A riguardo il “ NEW YORK TIMES”  nel  1986 lo ricordava come chi seppe avviare agli studi migliaia e migliaia di ragazzi italo-americani e che grazie a lui una intera generazione di giudici ed avvocati gli doveva tutto. In particolare Vito J. Titone, giudice della Corte d’Appello,  ricordava  che il padre amava dirgli “se non ci fosse stato Monsignor Silvestri saresti stato un muratore come me”. Accanto alla Parrocchia di San Giuseppe nel 1922 Monsignor Silvestri inaugurò, lì dove non esisteva praticamente nulla,  la scuola (oggi dedicata a Santa Francesca Cabrini) a cui si impegnò a portare ogni bambino. Li sottraeva ai lavori più umili e li incentivava alla voglia di riscatto. Una scuola che era  per i più poveri e gli orfanelli una vera amorevole casa.  Non mancarono, naturalmente,  intorno a lui polemiche. Gli rimproverarono di aver accettato contributi di dubbia provenienza o una certa vicinanza ad alcuni personaggi vicini al nascente regime fascista. Lui seppe sempre dimostrare la sua assoluta buonafede “per i miei ragazzi e per i miei poveri  farei tutto il possibile”.  La sua parola d’ordine fu fino alla fine “Servire, Servire e Servire”.  Quando nel 1950 Monsignor Silvestri  muore ai suoi funerali parteciperanno in  migliaia e migliaia di fedeli. Per molti di loro era morto “Papà Ottavio”.

 

 

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