L’Esposimetro d’Oro alla carriera a Dante Spinotti sarà consegnato mercoledì 13 gennaio a Roma da una delegazione di “Teramo Nostra”

8 Gennaio 2016 23:010 commentiViews: 14

 

 

 

Mercoledì prossimo, 13 gennaio 2016, alle ore 17:00, presso la casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, una delegazione dell’associazione culturale Teramo Nostra, guidata dal Presidente Piero Chiarini e dal Direttore Artistico Sandro Melarangelo, consegnerà nelle mani di Dante Spinotti l’Esposimetro d’Oro alla Carriera assegnatogli dalla Giuria della 20^ edizione del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo” presieduta da Stefano Masi.

L’autore della fotografia cinematografica non aveva potuto raggiungere Teramo lo scorso 10 ottobre 2015, per ritirare il premio, perché impegnato nella realizzazione di un film negli Stati Uniti, dove peraltro vive da parecchi anni.

Ma agli organizzatori del “Di Venanzo” Spinotti lo aveva promesso: “Tra qualche mese tornerò in Italia e mi piacerebbe molto incontrarci e ringraziarvi così di persona per avermi assegnato un premio così prestigioso, intitolato ad un vero e proprio mito della fotografia cinematografica come Gianni Di Venanzo”.

 

 

 

 

 

 

 

(di seguito la scheda relativa a Dante Spinotti)

 

 

 

 

 

 

 

A Dante Spinotti l’Esposimetro d’Oro alla Carriera

Molto attivo negli Usa con il produttore Dino De Laurentiis e con il regista Michael Mann

Ha ottenuto due David di Donatello, due Nastri d’Argento,

un Bafta Award, due nominations all’Oscar e tre all’ASC Award

 

Assegnato a Dante Spinotti l’Esposimetro d’Oro alla Carriera della 20^ edizione del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo. La Giuria del Di Venanzo, presieduta dal critico e saggista cinematografico Stefano Masi, premia così la luminosa carriera di un autore tra i più famosi al mondo, molto attivo in Italia e negli Stati Uniti dove si è trasferito definitivamente nella seconda metà degli anni Novanta, legando il suo nome all’attività del produttore Dino De Laurentiis, e dove ha stretto un legame lavorativo con il regista Michael Mann.

Nato a Tolmezzo (Udine) il 24 agosto 1943, Spinotti rappresenta un raro caso di operatore televisivo passato con successo al cinema. “Indagatore delle basse luci – scrive Stefano Masi nel suo Dizionario mondiale dei direttori della fotografia – ha trovato nella chiave neo-espressionista dei thriller di Michael Mann il marchio stilistico della sua fotografia”.

In Italia il suo valore è stato “certificato” da due David di Donatello per due film di Ermanno Olmi, La leggenda del santo bevitore (1988) e Il segreto del bosco vecchio (1993) e da due Nastri d’Argento per le immagini di  L’uomo delle stelle (1995) di Giuseppe Tornatore e per The Insider (1999; Insider – Dietro la verità) di Michael Mann. Ha ricevuto un Bafta Film Award per L’ultimo dei Mohicani (1992) di Mann e l’annuale premio della British Society of Cinematographers per L.A. Confidential (1997) di Curtis Hanson. Per poco ha mancato l’Oscar, due le nominations: L.A. Confidential e The Insider.

 

Assunto in Rai come operatore, girò programmi culturali e sceneggiati: nel 1968 fu operatore di macchina sul set dello sceneggiato avventuroso La freccia nera di Anton Giulio Majano; lasciata la Rai fece il suo esordio nel cinema come direttore di fotografia con Il minestrone ((1980) di Sergio Citti

Rivelò subito una visione fotografica impattante, in particolare ne I paladini Storia d’armi e d’amori (1983) di Giacomo Battiato, Sogno di una notte d’estate (1983) di Gabriele Salvatores, Quartetto Basileus (1984) di Fabio Carpi, Interno berlinese (1985) di Liliana Cavani. Nel 1985 Spinotti venne scritturato da Dino De Laurentiis, che gli affidò la fotografia di due sue importanti produzioni americane, il mélo Crimes of the heart (1986; Crimini del cuore) di Bruce Beresford e il noir iperrealista Manhunter (1986; Manhunter Frammenti di un omicidio) di Michael Mann, che segnò l’inizio della collaborazione tra Spinotti e il regista americano, anch’egli formatosi in televisione.

Spinotti sfonda nel cinema statunitense firmando la fotografia di L’ultimo dei Mhoicani (1992) di Mann, Nell (1994) di Michael Apted, il western di Sam Raimi Pronti a morire (1995) e Bandits (2001) di Barry Levinson. Lavora sempre di meno in Italia dove comunque firma la fotografia di La leggenda del Santo Bevitore (1988) e Il segreto del bosco vecchio (1993) di Olmi, Una vita scellerata (1990) di Battiato, L’uomo delle stelle (1995) di Giuseppe Tornatore, Pinocchio (2002) di Roberto Benigni.

Per la critica le sue prove migliori sono quelle legate ai thriller metropolitani: Blink (1994; Occhi nelle tenebre) di Michael Apted, dove Spinotti “…utilizzò una serie di obiettivi con un unico elemento diottrico nitido al centro, che produceva sfocature nella zona periferica dell’immagine, per simulare la visione distorta della protagonista Madeleine Stowe, la quale faticosamente stava riacquistando la vista dopo un lungo periodo di cecità” (Stefano Masi, op. cit.); Heat (1995; Heat – La sfida) di Mann interpretato dai mostri sacri Robert De Robert Niro e Al Pacino, L.A. confidential (1997) di Curtis Hanson, dove ha utilizzato gli obiettivi sferici del formato super 35 per far rivivere la Los Angeles degli anni Cinquanta attraverso il gusto visivo delle immagini di Robert Frank, un celebre fotografo dell’epoca; The insider (1999; Insider Dietro la verità) di Mann.

Nel 2003 Dante Spinotti ha assunto la cittadinanza statunitense.

 

 

 

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