Conferenza Spettacolo “Questo è il fiore del Partigiano. La memoria della Resistenza nella musica italiana”

10 Dicembre 2015 22:240 commentiViews: 9

Domenica 13 dicembre 2015, alle ore 18,30

presso il Cineteatro S. Andrea, in Piazza S. Andrea, 7 a Pescara

si svolgerà la

A cura di Claudio Silingardi e la Banda Libera

 

 

Sia sul piano politico, sia su quello personale e sentimentale, la musica è uno di fili invisibili che legano gli avvenimenti del passato al futuro. Le canzoni, infatti, hanno la straordinaria capacità di produrre senso comune, anche storico.

Partendo da questo presupposto, lo spettacolo non vuole essere un repertorio di canzoni tradizionali, bensì un originale viaggio musicale tra memoria, storia e tempo politico italiano, che inizierà dal canto più famoso della Resistenza per raccontare come la canzone d’autore ha ricordato la lotta Partigiana dal 1945 al 2010.

“Per favorire la memoria dei fatti storici, ma anche per creare le condizioni affinché la Resistenza non sia solo argomento di conoscenza astratta e scolastica, bensì la radice comune e viva del nostro sentire il presente”, afferma il Presidente, Nicola Mattoscio, “la Fondazione Brigata Maiella torna a proporre un’iniziativa gratuita, che invita a riflettere sul rapporto tra canzone e impegno sociale”.

La conferenza musicale nasce da un lavoro di ricerca sulla popular music nell’Italia del dopoguerra del Direttore dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, Claudio Silingardi. Con lui, narratore d’eccezione dello spettacolo, si esibiranno sul palco, artisti di grande esperienza (Marco Dieci, Gigi Cervi, Francesco Coppola, Chris Dennis, Luciano Gaetani).

Il Gruppo, “La Banda Libera” ripercorrerà in un’ora e quaranta di concerto, le melodie più ascoltante dal dopoguerra ad oggi. Di ispirazione evasiva o di protesta, le musiche faranno riferimento agli scritti di Italo Calvino, Nuto Ravelli ed autori quali Francesco Guccini, i Nomadi, Pierangelo Bertoli. In effetti, quella relativa alla Resistenza è forse la pagina più densa del rapporto tra canzone italiana e storia nel dopoguerra.

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