Teramo. Manifestazione 13 novembre, I Partigiani della Scuola Pubblica nelle Prefetture

12 novembre 2015 00:440 commentiViews: 10

COMUNICATO STAMPA : Manifestazione 13 novembre, I Partigiani della Scuola Pubblica nelle Prefetture

Il 13 novembre, in concomitanza con lo sciopero della Scuola, indetto da Unicobas, Cobas, Anief e Cub, gli insegnanti del movimento “PSP Partigiani della Scuola Pubblica” e altre sigle aderenti (Illumin’Italia, Coordinamento scuole VT e Latina, Ass.ne Populus di Foggia, Partigiani della Scuola Pubblica Bologna),  in più province d’Italia,presenteranno nelle Prefetture un documento di sfiducia alla legge di Riforma della scuolaAnche presso la prefettura di Teramo alle ore 10 del 13.11.2015 una delegazione di docenti consegnerà lo stesso documento, qui di seguito allegato.

AL PREFETTO DI TERAMO, S. E. VALTER CRUDO
Via Luigi Vinciguerra, 1 – Teramo

 

“Noi docenti referenti del movimento Partigiani della Scuola Pubblica, in rappresentanzadei manifestanti a livello nazionale di Teramo e Provincia, con il presente documento, esplicitiamo al Governo la nostra sfiducia nei confronti della Legge N. 107/2015 per le seguenti motivazioni:

  • La legge 107/2015 introduce capitali privati nelle scuole pubbliche ed attenta ai meccanismi finora trasparenti della valutazione e delle assunzioni, con perdita di garanzie per gli utenti e per i lavoratori;
  • La legge 107/2015 non intende favorire lo sviluppo e la crescita di soggetti liberi di muoversi con sicurezza nel mondo reale, di creare o di progettare un avvenire che appartenga a loro e sia il coronamento della predisposizione di una personalità autonoma e critica, ma esclusivamente soggetti impostati su uno standard di lavoro dipendente e subalterno, guidati dal Pensiero Unico, che sacrifica e mortifica la libera espressione della creatività dell’individuo e prosterna la prospettiva di progresso sociale;
  • La legge 107/2015 cancella la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione all’art. 33 e compromette l’attendibilità dei titoli di studio;
  • La legge 107/2015 cancella le scuole dell’infanzia riportandole ai livelli qualitativi dei cd. “asili” cofinanziati dagli enti territoriali e dalle famiglie;
  • La legge 107/2015 elimina le pari opportunità garantite dalla Costituzione con la delega in bianco sul sostegno con cui si intende privare i soggetti diversamente abili di sostegno alla didattica in aula;
  • La legge 107/2015 trasforma la scuola da organismo democratico in una S.P.A. gestita da un manager plenipotenziario.

La scuola che vogliamo deve:

  • essere libera e plurale; solidale e uguale; pubblica, statale e costituzionale!
  • avere dei curricoli dotati di numero di ore sufficiente ad ampliare gli spazi di dibattito e di approfondimento in aula, a consentire il recupero dei soggetti svantaggiati e l’utilizzo della dotazione tecnologica dovuta ai POR FESR, nel rispetto della sentenza del TAR del Lazio n. 3527 del 2013 ed esecutiva n. 6438 del 2015, tuttora rimasta lettera morta, per cui il MIUR è commissariato;
  • favorire l’inclusione dei soggetti svantaggiati abbattendo il tasso di dispersione scolastica grazie anche alla riduzione del numero di alunni per classe e al mantenimento della figura del docente di sostegno alla didattica in aula;
  • fornire a tutti pari opportunità formative e giusto riconoscimento ad inclinazioni e merito,
  • concedere anche nelle ore pomeridiane spazi autogestiti agli studenti per praticare attività di tutoraggio scolastico sia tra pari sia con i docenti, approfondimenti, ricerche, dibattiti, discussioni, abituando i giovani fin dalla tenera età all’esercizio della cittadinanza vigile e attiva.
  • reclutare i docenti secondo principi ispirati a trasparenza ed equità, e a questi principi e alla collegialità é affidata altresì la sua conduzione nella pianificazione dell’Offerta formativa.

La scuola che noi vogliamo, dunque, non ha nulla a che vedere con la legge 107/2015, di cui chiediamo la sostituzione immediata per tutti gli aspetti che non riguardano le assunzioni, nella consapevolezza che è un testo inemendabile che confligge con il dettato Costituzionale ed è incompatibile con buona parte della legislazione vigente.”

Teramo 13 novembre 2015

Carla Verdecchia

Maria Paola Fabiocchi

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