TERAPIA CONTRO IL DOLORE – LA REGIONE ABRUZZO FACCIA FINALMENTE LA SUA PARTE SULLA CANNABIS TERAPEUTICA

4 ottobre 2015 14:570 commentiViews: 9

 

 

Nel marzo 2014 è stata promulgata la nostra legge regionale sull’uso della cannabis a fini terapeutici. Una legge già allora riconosciuta come la migliore e la più efficace tra quelle approvate in altre regioni italiane. La fine della legislatura non consentì tuttavia di procedere con l’emanazione delle norme applicative della legge in questione da parte della Giunta uscente. Da oltre un anno quindi attendiamo inutilmente che l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci proceda all’attuazione. La legge resta tuttora disapplicata a danno dei tantissimi cittadini che, affetti da svariate patologie croniche, potrebbero invece ricevere immediato giovamento dall’uso di preparati a base di cannabis sia in termini di miglioramento generale della propria condizione, sia per ridurre o eliminare il dolore derivante dalla patologia.

Non ci sono più attenuanti per un simile, ingiustificato ritardo che non solo configura una violazione di legge, ma soprattutto nuoce ai cittadini abruzzesi ammalati che attendono, insieme ai loro medici, da troppo tempo.

Ricordiamo che altre regioni, come la Toscana, hanno copiato la nostra legge nelle parti più innovative ed erogano ai pazienti i farmaci a base di cannabinoidi.

Rivolgiamo un ulteriore, sentito appello pubblico affinché la Regione Abruzzo, finalmente, dia seguito alla legge e lo faccia proprio in queste ore in cui si celebra la Giornata contro il Dolore alla quale tanti, anche in Abruzzo, hanno dichiarato di aver aderito. L’utilizzo della cannabis a scopi terapeutici è prassi ormai stabile nei protocolli medici per lenire o cancellare il dolore. E allora, per quanto encomiabile sia dichiararsi d’accordo su una battaglia di principio, non basta la mobilitazione della coscienze se alle parole non seguono i fatti.

Ricordiamo che mentre la Regione e lo Stato latitano ci sono malati che soffrono e le cui condizioni di vita potrebbero trarre grande giovamento dall’accesso ai farmaci e ai preparati a base di cannabinoidi.

 

Maurizio Acerbo                               Riccardo Chiavaroli 

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