Italia

A scuola di Neurochirurgia con i corpi senza vita: ad Arezzo laboratorio all’avanguardia in Italia per la preparazione dei chirurghi.

Si apre oggi ad Arezzo, sino al 9 ottobre, il sesto congresso internazionale di dissezione “hands-on” sulla base del cranio per specialisti in Neurochirurgia su preparati anatomici

 

La legge in Italia “arretrata” come nei Paesi Arabi

Il recupero di questa antica tradizione comporterebbe un abbattimento di costi di istruzione di circa un quarto di quello che si spende per la formazione nel settore.

 

A scuola di neurochirurgia grazie ai corpi senza vita: dopo il successo dei precedenti appuntamenti internazionali, si svolgerà in Italia il VI Congresso internazionale di dissezione chirurgica su cadavere, organizzato dal Gruppo Didattico Friends, per gli specialistici del settore.

E’ Arezzo la città prescelta per ospitare l’appuntamento: il corso, che si terrà dal 7 al 9 ottobre presso la ICLO Lab/Nicola’s Foundation, punta all’esercitazione su cadavere su problematiche complesse e specialistiche avanzate, grazie ad un nutrito parterre di studiosi. Venti in totale i partecipanti, 10 italiani e 10 dal resto del mondo, dal Sud America alla Scandinavia, dalla Tailandia alla Nuova Zelanda. Le lezioni consentono di operare su preparati anatomici umani per comprendere al meglio l’anatomia e per non commettere errori in un paziente che rischia la vita.

“Un laboratorio  di dissezione anatomica su cadavere – precisa il Prof. Luciano Mastronardi, Direttore UOC Neurochirurgia dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma e Presidente della Associazione Italiana di Dissezione Anatomica (AIDA), nonché unico docente italiano tra il board dei professori europei presenti – ha come obiettivo principale la formazione dei chirurghi di varie discipline (neurochirurgia, chirurgia generale, chirurgia maxillo-facciale, otorinolaringoiatria, ortopedia), consentendo loro di ottenere una preparazione adeguata su tecniche chirurgiche e microchirurgiche consolidate e su procedure innovative, mediante dissezioni anatomiche per lo più effettuate in corsi a tema in presenza di docenti e tutor nazionali ed internazionali”.

Un caso unico in Italia, perché fintanto che la Legislazione non consentirà l’utilizzo del corpo di cittadini italiani determinati a donare le proprie spoglie terrene per la ricerca scientifica, i pezzi anatomici dovranno essere importati da altri Paesi. “La possibilità di imparare sul campo – aggiunge il Prof. Mastronardi – e non soltanto sul libro è essenziale per la nostra professione: un qualsiasi errore su una persona potrebbe costare la vita della stessa. Ma in Italia questa attività non è ufficialmente possibile in modo regolare a causa della normativa vigente nello Stato Italiano e nella Chiesa, ma non solo a causa delle due parti, bensì soprattutto  per l’assimilazione di questa concezione nella cultura italiana. Noi siamo i fanalini di coda della ricerca e della didattica in chirurgia, al pari dei Paesi Arabi. Eppure l’Italia ha una grande Storia in questo campo: dai tempi di Leonardo Da Vinci siamo noi quelli che abbiamo per primi capito la necessità di investire sul corpo come strumento di formazione e di ricerca”.

I VANTAGGI – Il recupero di questa antica tradizione comporterebbe un abbattimento di costi di istruzione di circa un quarto di quello che si spende per la formazione nel settore. Tutto ciò deve essere ancora oggi spesso appreso all’estero, con conseguenti trasferimenti costosi ed eventuale rischio di un non ritorno del giovane chirurgo una volta entrato in un contesto lavorativo altamente professionale. Non soltanto si spendono quindi soldi, ma si rischia di perdere indispensabili leve per il futuro delle specialità medica e chirurgiche.

L’IMPORTAZIONE DEI CORPI – L’importazione dei pezzi anatomici opportunamente conservati e preparati per la dissezione anatomica avverrà per mezzo di associazioni, a cui i donatori si rivolgono spontaneamente durante la vita per donare il loro corpo dopo la morte. Ciò avviene nel rispetto dell’aspetto etico: si tratta di volontari, in genere di nazionalità americana, che indicano nel loro testamento la volontà di donare il corpo per usi didattici e per la ricerca scientifica. Prima di esser preparati ed inviati nei laboratori di dissezione, le associazioni fornitrici provvedono a sottoporre gli specimen ai vari test necessari per escludere malattie contagiose e trasmissibili (epatite virale, HIV, etc), per la sicurezza di tutti coloro che verranno in contatto con essi.

AREZZO CAPOFILA PER LA RICERCA ITALIANA –“Arezzo è una delle pochissime realtà in Italia – aggiunge il Prof. Mastronardi – con un equipaggiamento tecnico necessario per questo tipo di corsi. Questo laboratorio permette un idoneo training per gli specializzandi ed chirurghi più giovani di varie discipline e permette anche ai colleghi più “anziani” di approfondire e verificare in modo continuativo le proprie conoscenze anatomiche, di migliorare la propria manualità, di apprendere nuove strategie chirurgiche, di utilizzare nuovi materiali e nuova tecnologia e di perfezionare la preparazione tecnica necessaria per lavorare in maggiore sicurezza sul paziente affetto da patologie complesse e delicate”.

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