‘La Vetrina del Parco’, a Montorio sbarcano ‘I luoghi dell’anima’

19 agosto 2015 23:360 commentiViews: 12

 

 

 

 

Dopo il successo di Tacchinando 2015, ‘I luoghi dell’anima – Avventure, luci e colori della montagna’ sbarca a ‘La Vetrina del Parco’ di Montorio al Vomano, per permettere ai visitatori del celebre evento di godere degli angoli più remoti delle ‘Terre Alte’.

 

I paesaggi dei Monti della Laga, del Gran Sasso e dei Monti Gemelli sono i protagonisti della mostra fotografica di Alessandro De Ruvo e Mario Di Basilio, in programma dal 21 al 30 agosto nella Sala delle Conferenze degli Zoccolanti (orario della mostra: 17,00-24,00).

 

Gli scatti racchiudono storie remote, paesaggi di briganti, di eserciti, di pastori, vecchie vicende e tessuti economici fuori dal tempo e dai luoghi contemporanei. Un elogio alla montagna, alla sua natura e ai suoi spazi, ma anche ai misteri e alle emozioni che le vette nostrane sono in grado, da sempre, di suscitare in tutti coloro che, visitandole, sono pronti ad accogliere la meraviglia di ciò che gli si presenta dinnanzi.

 

Gli scatti sono stati realizzati dai due teramani dopo ore di cammino e in condizioni a volte proibitive: basti pensare che solo nell’ultimo anno Di Basilio e De Ruvo hanno percorso oltre 1.500 chilometri per un dislivello di oltre 55mila metri. Il risultato sono fotografie di sublime bellezza, in grado di far trasparire l’intensità delle emozioni e delle sensazioni che i due hanno vissuto nel momento in cui sono saliti verso una cima, hanno percorso una vallata, si sono inoltrati nell’ambiente incontaminato della montagna invernale.

 

Un’occasione, dunque, per godere, attraverso le immagini, delle percezioni che attraversano il corpo a contatto con la roccia, il ghiaccio, il salto di una cascata o il profumo della montagna.

A De Ruvo e Di Basilio va il merito di aver saputo tradurre ciò che accade quando, di fronte al ‘miracolo’ della natura, l’esperienza appena compiuta trascende la capacità di darne testimonianza. Un talento che, come sottolinea il maestro Marco Divitini, che ha collaborato all’allestimento della mostra, “rende entrambi certamente non fotoamatori e nemmeno fotoamatori ‘evoluti’, quanto piuttosto ‘fotografi dell’anima’ per la sensibilità e il sentimento rivolto a immortalare la montagna sfidando intemperie, altezze proibitive e ogni condizione di sicurezza. Per tutte queste ragioni, il loro è un evento assolutamente da non perdere”.

 

“La scelta dei luoghi – spiegano in proposito i due – è stata spontanea e immediata: man mano che li scoprivamo percepivamo fisicamente alcune emozioni e da queste ci siamo lasciati guidare. L’auspicio – concludono – è che anche i visitatori della mostra si sentano risucchiati dentro queste stesse sensazioni, arrivando a confondere e mescolare posti e dimensioni, creando, appunto, un immaginario comune che avvicini a quelli che sono davvero i ‘luoghi dell’anima’”.

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