IO SONO ORIGINALE: DOMANI TAPPA ABRUZZESE CONTRO IL FALSO MADE IN ITALY

3 agosto 2015 13:440 commentiViews: 6

 

E Coldiretti raccoglie firme contro il formaggio senza latte

 

Lotta di Coldiretti alla contraffazione alimentare domani in Abruzzo nell’ambito della campagna di comunicazione nazionaleIo Sono Originale, che sarà dalle ore 9.00 alle ore 20.00 presso l’Ipercoop di San Giovanni Teatino,finanziata dal Ministero dello Sviluppo economico (Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Ufficio italiano brevetti e marchi) e realizzata dalle Associazioni dei consumatori per mettere in campo attività di informazione e sensibilizzazione sulla contraffazione e sulla tutela della proprietà intellettuale e della Cultura della Legalità contro il Mercato del FalsoTra i partner non poteva mancare Coldiretti, sempre in prima linea nella lotta alla contraffazione e la falsificazione, che colpiscono in particolar modo i prodotti agroalimentari e fanno perdere al vero Made in Italy miliardi di euro di fatturato che potrebbero generare reddito e lavoro in un difficile momento quale quello attuale. Così, tra le tante attività di sensibilizzazione contro il fenomeno della contraffazione, i gazebo e le bandiere di Coldiretti all’interno del parco commerciale Centro d’Abruzzo ricorderanno che le truffe in campo alimentare penalizzano l’identità, la storia dell’agroalimentare italiano e il futuro delle nuove generazioni.

“La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione dei prodotti alimentari Made in Italy nel mondo – afferma Alberto Bertinelli, direttore di Coldiretti Abruzzo – nel 2014 ha superato il fatturato di 60 miliardi di euro e ad essere colpiti sono i settori più dinamici dell’agroalimentare nazionale. All’estero i falsi fatturano quasi il doppio dei prodotti originali anche se le esportazioni agroalimentari italiane hanno chiuso il 2014 facendo registrare il record storico per un valore di 34,3 miliardi, con un aumento del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente e il primo semestre del 2015 presenta buone performance”. Due prodotti alimentari di tipo italiano su tre in vendita sul mercato internazionale sono il risultato dell’agropirateria internazionale. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i  formaggi , a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano che ad esempio negli Stati Uniti in quasi nove casi su dieci sono sostituiti dal Parmesan prodotto in Wisconsin o in California. Ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina.  Poi ci sono i salumi più prestigiosi – dal prosciutto di Parma al San Daniele – che vengono spesso “clonati” ma anche  gli extravergine di  oliva e le conserve come il pomodoro san Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti o i nostri vini prestigiosi riprodotti in maniera chimica.

In occasione della campagna di comunicazione Io sono originale, Coldiretti raccoglierà firme a sostegno della petizione contro i formaggi senza latte e a tutela della qualità e della distintività della filiera lattiero casearia italiana.Con questa petizione, Coldiretti chiede l’impegno del Governo e del Parlamento per garantire la legge vigente n. 138 dell’11/4/74 che tutela i cittadini, garantisce la massima consapevolezza e difende la distintività e l’eccellenza del vero made in Italy agroalimentare di cui il settore lattiero-caseario rappresenta una componente strategica in termini economici e di reputazione dell’Italia nel mondo. “Dopo la mobilitazione promossa dalla Coldiretti la Commissione europea ha accordato una proroga fino al 29 settembre 2015 sulla richiesta all’Italia di porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale – spiega Bertinelli –  Una azione che oltre ad aprire le porte alle frodi, danneggia i consumatori con prodotti di basso standard qualitativo e sapori omologati con ripercussioni sul piano economico, occupazionale ed ambientale. Invitiamo imprenditori agricoli e consumatori a firmare la petizione, ognuno nel suo piccolo può contribuire a questa importante battaglia».

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