Teramo. Melilla (Sel) Interpellanza sull’istituto Braga di Teramo

29 Luglio 2015 16:520 commentiViews: 129

INTERPELLANZA

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca

per sapere – premesso che;

già nel precedente atto di sindacato ispettivo n. 4-09829, presentato il 15 luglio 2015, l’interrogante portava all’attenzione del Governo la gravissima situazione economica in cui versa , assieme ad altri istituti musicali nazionali, l’Istituto “Gaetano Braga” di Teramo;

l’Istituto “Gaetano Braga” è una delle più antiche ed eccellenti istituzioni musicali in Italia, fondato nel  1895 (dal 1937 Istituto “Cetra-Braga”) di altissimo livello professionale e specializzato nella formazione, da qui sono usciti grandi talenti del panorama musicale nazionale;

l’Istituto “Gaetano  Braga” si trova oramai, a causa dei continui tagli alla spesa attuati da enti locali e nazionali, al collasso, senza i bilanci dal 2013 nè entrate, tant’è che il personale dell’Istituto vanta un arretrato di ben 14 mensilità;

l’Istituto ha una situazione debitoria che ammonta a  1.500.000 euro e manca del la copertura economica per il 2015;

occorrono fondi urgenti per la ristrutturazione dell’edificio di Piazza Verdi, infatti, l’Istituto, nel periodo delle vacanze pasquali del 2015, è stato improvvisamente dislocato a causa di un presunto problema di sicurezza, trasferendo temporaneamente (senza un termine dato) le proprie attività didattiche in alcune aule dell’Università di Teramo, situazione che ha creato problemi per le lezioni e un comprensibile disagio per gli allievi, come ha pubblicamente dichiarato il ‘Comitato dei genitori’ recentemente costituitosi;

la sentenza del TAR del Lazio n. 733/14 del 21 gennaio 2014, che nominava per l’Istituto “Gaetano Braga” un Commissario ad Acta, è passata in giudicato;

successivamente con provvedimento del 24 febbraio 2015 il commissario ad Acta ha proceduto alla  statizzazione  dell’Istituto musicale pareggiato “Gaetano Braga” di Teramo;

nello specifico, inoltre, il provvedimento stabilisce che il Ministero dell’Università e della Ricerca, ai sensi dell’articolo 7 del Protocollo d’intesa del 24 marzo 2005, si impegni ad erogare un contributo di 500 mila euro per il 2015 ed un contributo pari a 800 mila euro per la copertura delle spese di funzionamento da 2016 fino alla definitiva statizzazione, più le spese per la copertura del Fondo di Istituto;

la Provincia di Teramo, ai sensi dell’articolo 5 del Protocollo d’intesa e ai sensi dell’articolo 10 del Decreto del Commissario ad Acta, e in seguito all’operazione di spending review che la porterà alla chiusura, dovrebbe  cedere oneri passivi ed attivi alla Regione Abruzzo;

la Regione Abruzzo, per i suddetti motivi ed ai sensi dell’articolo 5 del Protocollo d’intesa e ai sensi dell’articolo 10 del  Decreto del Commissario ad Acta, dovrebbe impegnarsi ad erogare un contributo ordinario pari a 400 mila euro fino alla definitiva statizzazione ed a coprire il debito pregresso, interamente imputabile alla Provincia di Teramo di 1.200.000 euro;

in particolare, l’articolo 10, comma 1 di detto provvedimento, stabilisce che la Regione Abruzzo, il Comune di Teramo, l’Amministrazione provinciale di Teramo e il Comune di Giulianova, a norma dell’articolo 2, comma 8, della L. n. 508 del 1999, provvedono – a mezzo di specifica convenzione da sottoscriversi ed entro 90 giorni dalla stipula della stessa, come peraltro già previsto dall’articolo 4 del Protocollo d’intesa del 20 aprile 2005 – alla copertura finanziaria della retribuzione del personale docente e non docente che presta servizio presso l’Istituto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, fino ad esaurimento del ruolo;

tali analisi e proposte  sono state condivise anche dall’assemblea del personale delle Rappresentanza Sindacali Unitarie, tenutasi in data 22 luglio 2015;

le RSU hanno più volte chiesto un incontro al Ministero, senza però ottenere alcuna risposta;

il Consiglio di Stato, con sentenza 3 aprile 2015, ha rigettato il ricorso proposto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca contro il giudizio di ottemperanza;

il Consiglio Accademico dell’Istituto “Gaetano Braga” con Delibera del 30 giugno 2015 ha determinato l’organico per l’anno accademico 2015/16;

la Legge del 13 luglio 2015 n. 107, al comma 173 (c.d. “buona scuola”) recita: “Nelle more dell’adozione dei regolamenti di cui all’articolo 2, comma 7, della Legge 21 dicembre 1999, n. 508, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 19, comma 4, del DL 12 settembre 2013, n. 104, convertito in Legge 8 novembre 2013, n. 128, (Nelle more di un processo di razionalizzazione degli Istituti superiori di studi non statali ex pareggiati nell’ambito del sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, al fine di rimediare alle gravi difficoltà finanziarie degli stessi, è autorizzata per l’anno finanziario 2014 la spesa di 5 milioni di euro), è incrementata di 2,9 milioni di euro per l’anno 2015 e di 5 milioni di ero annui a decorrere dall’anno 2016”

la crisi in cui versano importanti istituti culturali è diffusa in tutta Italia e l’interrogante stesso è cofirmatario della proposta di legge n. 2573 che mira alla soluzione della questione, divenuta esplosiva, e nella quale si sottolinea la disattenzione del Governo verso il potenziale culturale del nostro Paese, che proprio per la sua importante cultura musicale vanta da sempre riconoscimenti mondiali -:

se non ritenga il Ministro dell’università e della ricerca scientifica quanto mai urgente e necessario dover assumere un ruolo attivo convocando gli enti storicamente finanziatori: Provincia e Comune di Teramo, Comune di Giulianova e Regione Abruzzo al fine di definire gli specifici impegni economici e per scongiurare un destino analogo a quello dell’Istituto ex IMP “Pergolesi” di Ancona, chiuso definitivamente per mancanza di fondi;

se non ritenga di doversi adoperare per  la stipula della convenzione tra l’Istituto e i succitati Enti che garantisca il pieno funzionamento dell’Istituto “Gaetano Braga”, anche al fine di chiarire la ratio della mobilità del personale prevista dal decreto del Commissario ad Acta.

 

ON. GIANNI MELILLA

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