Progetto Ten-T a misura di Abruzzo

14 luglio 2015 06:200 commentiViews: 8

 

 

Presentata questa mattina in conferenza stampa la risoluzione per rendere il testo più consono alle esigenze della Regione

 

Promuovere con i paesi dei Balcani e del Mediterraneo, all’interno della Strategia macroregionale adriatico-ionica, l’estensione dei corridoi della Rete Transeuropea dei Trasporti (Ten-T).

 

È questa l’essenza della risoluzione, presentata questa mattina in conferenza stampa, che il presidente della IV Commissione Consiliare Politiche Europee della Regione Abruzzo Luciano Monticelli porterà domani all’attenzione del Consiglio regionale, nella convinzione che sia necessario apportare delle modifiche più consone alle esigenze della regione nostrana al progetto di relazione su una strategia dell’Unione Europea per la Regione Adriatica e Ionica presentata proprio in seno al Parlamento Europeo.

 

“Si tratta, più in particolare – spiega meglio lo stesso Monticelli –, della possibilità di procedere con l’estensione nord-sud del corridoio Scandinavo-Mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Termoli-Bari e del corridoio Adriatico-Baltico all’intera costa adriatica italiana, oltre a una diramazione del corridoio Mediterraneo che realizzi la relazione tra la penisola iberica, il centro Italia e i Balcani, con lo sviluppo delle Autostrade del Mare”.

 

Alla base della risoluzione la convinzione della sempre più impellente necessità di un sistema di trasporti molto più integrato, dell’ottimizzazione delle infrastrutture presenti e della promozione di soluzioni per la riduzione dell’inquinamento.

 

“E’ evidente – continua infatti Monticelli – che occorre implementare, ad esempio, i percorsi merci e passeggeri che riducano i tempi di percorrenza, i costi di trasporto e della logistica e nel esternalità. Non solo. È ormai tempo di lasciarsi alle spalle una rete ferroviaria e stradale frammentata, che si presenta disomogenea e interrotta nello spazio, con l’integrazione dei collegamenti mancanti e l’eliminazione dei colli di bottiglia”.

 

 

La proposta del presidente è in questo senso quella di colmare il gap infrastrutturale esistente implementando l’alta velocità ferroviaria nel versante Adriatico, come connessione con i Balcani e l’elevazione dell’attuale direttrice adriatica alla rete centrale, per il trasporto merci e passeggeri.

 

“Dobbiamo poi riservare attenzione – sottolinea ancora Luciano Monticelli – alla dimensione marittima e portuale relativa al cabottaggio, alle Autostrade del Mare e alle crociere, consentire il riequilibro dei flussi marini e accrescere l’accessibilità ai nodi logistici e portuali, migliorando al tempo stesso la logistica dei trasporti e favorendo abitudini di viaggio più intelligenti, utilizzando al meglio le tecnologie più avanzate”.

 

I vantaggi sono anzitutto di tipo economico, dal momento che la mancanza di collegamenti, la scarsa qualità delle connessioni e le infrastrutture spesso non funzionali sono tutti aspetti che un mercato realmente unico non può permettersi.

 

“Non sono trascurabili – conclude Monticelli – nemmeno i vantaggi occupazionali che progetti così ambiziosi portano con sé, aspetto che in un periodo come questo non può non essere preso in considerazione. Senza contare, infine, l’obiettivo di aumentare la sicurezza sulle strade e sulle ferrovie”.

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