Garrufo di Sant’Omero. Cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio racconto breve, intitolato all’intellettuale teramano Giammario Sgattoni

28 Luglio 2015 22:530 commentiViews: 24

Si svolgerà domenica 2 agosto, alle ore 21.30, nel giardino della scuola elementare di Garrufo di Sant’Omero (Te), la cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio racconto breve, intitolato all’intellettuale teramano Giammario Sgattoni, e promosso dalla locale associazione Pro Loco.

L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna umoristica “Sorridi con gusto”, creata sette anni fa da Enrico Di Carlo e dal disegnatore torinese Carlo Sterpone, nell’ambito del più ampio contenitore enogastronomico “Garrufo con gusto”, ideato dalla medesima Pro Loco.

Il Premio, quest’anno avente per tema “L’Italia delle meraviglie. Ambienta la tua storia tra cultura, turismo ed enogastronomia del Belpaese”, è stato vinto dal giornalista, scrittore e docente universitario romano, Luciano Ragno, con l’originale racconto “La rivolta degli arrosticini”.

La giuria, presieduta dallo scrittore Arturo Bernava e composta da Eliodoro Di Battista (segretario), Maria Colella, Franca De Santis, Amadio Galiffa e Simona Mignini, ha assegnato il secondo premio a Itala Silvia Spurio, di Acquaviva Picena (Ap), con il racconto “Per te”; e il terzo a Ivana Barbara Torto, di Bucchianico (Ch), con il racconto “Alla volta d’Abruzzo… insieme a lui nelle meraviglie del mondo”.

La manifestazione sarà presentata da Sandro Galantini.

Nel corso della serata, verrà inaugurata la mostra di disegni di Nino Di Fazio, “Quel 24 maggio”, dedicata al centenario della prima guerra mondiale.

In cinquantacinque anni di attività artistica, Nino Di Fazio ha spaziato in ambiti tra i più disparati. Ha descritto argomenti a cavallo tra politica e religione, tra vangeli e mondiali di calcio, facendo parlare personaggi come San Francesco e Pertini, Pinocchio e d’Annunzio, vigili urbani e Garibaldi, e ancora –immancabilmente – i pastori del suo Abruzzo.

Questa volta, però, la sua matita si pone su un livello più alto: con la guerra non si scherza. E lui non scherza. Il suo umorismo, dai tratti sempre raffinati e mai sopra le righe, si fa ancor più discreto. Come dire: lascia riflettere. Riflettere su quella “inutile strage”, sui bollettini che parlano di milioni di morti e di feriti, sui giovani in prima linea, ma anche sulle vicende personali che ognuno di essi ha portato con sé tra i monti del Carso.

La mostra, che sarà ospitata in importanti città italiane e luoghi storici della grande guerra, resterà aperta fino all’8 agosto.

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