Teramo. Il Di Venanzo ricorda Callisto Cosulich Il decano dei critici cinematografici italiani è stato per sei anni presidente della giuria del Premio

10 Giugno 2015 17:160 commentiViews: 13

I funerali si sono svolti lunedì scorso a Roma. Aveva 93 anni

 

 

 

 

Il Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo e l’associazione culturale Teramo Nostra, organizzatrice della manifestazione, ricordano Callisto Cosulich morto sabato scorso 6 giugno a Roma, nella clinica Villa Maria Immacolata dove era ricoverato da tempo per problemi cardiaci. Aveva 92 anni. I funerali si sono svolti lunedì scorso a Roma nella chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.

Il decano dei critici cinematografici italiani è stato per sei anni il presidente della Giuria del Premio Di Venanzo, ed è sempre stato molto vicino alla manifestazione teramana dedicata ai maestri della luce. “Dopo il regista Giuliano Montaldo e il critico Fernaldo Di Giammatteo – dice Piero Chiarini, presidente di Teramo Nostraaffidammo a Cosulich la presidenza della Giuria del Premio e dall’alto della sua cultura cinematografica seppe valorizzare gli autori della fotografia del cinema nella maniera migliore. Teramo Nostra e il Di Venanzo ricordano con affetto e gratitudine la figura di Callisto Cosulich”.

Cosulich era nato a Trieste il 7 luglio 1922. Appassionato di cinema fondò con il collega Tullio Kezich la sezione cinematografica del Circolo delle Arti di Trieste e partecipò alla nascita della Federazione Italiana Circoli del Cinema.

Dopo aver collaborato con Il Giornale di Trieste e con le riviste Cinema, Filmcritica, Bianco e nero, Cinema nuovo e Cinemasessanta, si trasferisce a Roma. Qui fonda il primo cinema d’essai italiano, il Quirinetta, dedicando particolare attenzione ai film d’autore. Nel 1960 prende il posto di Vasco Pratolini nel curare la rubrica di cinema sul periodico ABC dove realizza anche inchieste su politica e attualità. Un impegno condotto anche sul Paese Sera e sul settimanale Avvenimenti. Negli anni ’70 collabora con la Rai e viene chiamato quale membro di giuria di importanti festival cinematografici (Venezia nel 1966 e Berlino nel 1987). Tra le sue pubblicazioni si ricordano Hollywood Settanta (1978), I film di Alberto Lattuada (1985).

 

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