Roseto. Evento culturale “Non di sola danza”

29 Aprile 2015 21:280 commentiViews: 21

 

 

Si è svolto oggi,  nella palestra di via Alfieri del Liceo Saffo di Roseto, il dibattito dal titolo “Non di sola danza”: all’incontro hanno preso parte oltre 200 ragazzi delle classi del Liceo, dalla prima alla terza. Tema dibattuto, quello dei disturbi alimentari. Vista l’importanza dell’evento, organizzato da Giorgia Campanella, responsabile dell’associazione culturale Roseto Danza, anche il sindaco Enio Pavone e l’assessore allo Sport Mirco Vannucci, hanno voluto portare il loro saluto e quello della città. Protagonista dell’evento la ballerina solista della Scala Mariafrancesca  Garritano, in arte Mary Garret,  figura di rilievo che ha avuto il coraggio di mettere in luce l’esistenza dei disturbi del comportamento alimentare nel mondo della danza, ed autrice del  libro “La verità, vi prego, sulla danza!”, a cu i ragazzi hanno rivolto molte domande, sul rapporto tra danza e anoressia, in merito al quale ha precisato «la danza è uno sport e una disciplina sana, purtroppo a volte viene svolta in ambienti in cui non tutti hanno a cuore la salute come bene primario». Mary ha raccontato la sua storia di ballerina, che, a 16 anni, l’ha portata dalla Calabria alla Scala di Milano. «Alcune persone mi hanno fatta sentire inadatta, mi è stato detto che il mio fisico non andava bene, sono stata paragonata ad una mozzarella, ad un raviolo cinese. Ho iniziato a mangiare solo una mela al giorno e uno yogurt, a dimagrire velocemente, a fare dei digiuni pazzeschi e a confrontarmi con altre ragazze che mangiavano un solo pompelmo al giorno. Ho perso anche il ciclo mestruale per due anni. Ma la danza non ha nulla a che fare con queste problematiche, perché, ed è proprio questo che voglio sottolineare,  quando soffrivo di disturbi alimentari avevo anche delle patologie connesse che mi impedivano di salire sul palcoscenico e di ballare. Così ho iniziato a seguire un percorso con uno psicoterapeuta che mi ha aiutata a capire che non dobbiamo guardarci attraverso gli occhi degli altri”. Mary ha anche affrontato una dura battaglia legale con la Scala stessa, nata in seguito alla pubblicazione di un articolo sul “The Observer” in cui, per una semplificazione giornalistica, era uscito un titolo in cui si diceva che alla Scala una ballerina su 5 era malata di anoressia: in realtà, l’intento della Garrett, che ha anche scritto un libro “La verità, vi prego, sulla danza”, non era quella di demonizzare la Scala come ambiente di lavoro a rischio, ma sollevare il problema che viveva da vicino e che per anni è stato taciuto. A questo sono seguite due puntate delle “Iene” che hanno realizzato una vera e propria inchiesta sul tema intervistandola. La sua vicenda è diventata di dominio pubblico, tanto da essere scelta come testimonial dell’associazione “mi nutro di vita”, che ha come simbolo un fiocco lilla contro i disturbi alimentari. Anche il Maestro Michele Villanova, di origini teramane, già étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano, ha analizzato  rapporto corretto che ci deve essere fra l’alimentazione,  i giovani e i disturbi correlati.

Un quadro più completo e scientifico sulla problematica è stato offerto dottor Paolo De Cristofaro, già direttore del Centro di riferimento regionale di Fisiopatologia della Nutrizione (Giulianova) e attualmente responsabile del Centro specialistico nutrizionale (Castellalto), ma soprattutto autore di importanti testi come “Vissuti di anoressia”, con cui ha vinto due premi di saggistica. De Cristofaro ha ricordato che “la danza può promuovere un disturbo alimentare solo quando fa prevalere i temi del perfezionismo, della competizione e della ricerca d’ un’immagine ideale, altrimenti può essere solo terapeutica”. De Cristofaro, con il suo staff, la utilizza infatti all’interno dei programmi di cura per i disturbi dell’alimentazione. Il dottore ha invitato i ragazzi a sostituire alla dittatura della dieta dei modelli di alimentazione più creativi e personalizzati (invece sono sempre più i giovani che dicono “mangio ciò che capita…salvo poi pentirsi e smettere di mangiare del tutto) in grado di dialogare con il corpo. Molto interessante l’intervento della  psicologa Roberta Sarsano, che ha trattato il tema, finora poco dibattuto, dell’ortoressia nervosa e dell’adesione spesso inculturale ai modelli vegani che talvolta si traducono in nuove forme di disturbo alimentare, ma anche un altro fenomeno poco conosciuto, quello della “drunkoressia”, in cui il cibo viene sostituito dall’alcool (alcuni ragazzi hanno chiesto anche informazioni sulle calorie di birra , vino e superalcolici).  Nel corso dell’incontro è stato inoltre somministrato dal dott. De Cristofaro un questionario sulle abitudini alimentari dei ragazzi, che rientra anche i una ricerca più ampia che il dottore sta realizzando sulla diffusione dei vegetariani e vegani in Abruzzo

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