Pasquetta a Penna riapre al culto la Chiesa di Santa Giusta

2 aprile 2015 23:140 commentiViews: 17

 

PENNA SANT’ANDREA – Lunedì 6 aprile riapre al culto l’antica Chiesa di Santa Giusta a Penna. La cerimonia d’inaugurazione, alla presenza delle autorità cittadine, è in programma alle ore 11, seguita dalla Santa Messa officiata dall’arcivescovo di Pescara-Penne, Mons. Tommaso Valentinetti.

La Chiesa, che riapre al culto dopo cinquant’anni, è di notevole pregio, in particolare per la presenza di un altare ligneo barocco risalente al ‘600. La cerimonia avviene in una data simbolica, perché proprio in seguito al terremoto del 6 aprile 2009 la struttura aveva subìto importanti cedimenti, mettendo a rischio anche la sicurezza delle vicine abitazioni, che furono fatte sgomberare dall’allora sindaco Antonio Fabri, il quale si attivò per interessare la Protezione civile e la Sovrintendenza ai Beni culturali per il recupero delle somme necessarie alla riparazione della chiesa.

“Un’opera importante e lungamente attesa dalla comunità pennese – spiega il primo cittadino, Severino Serrani -. Grazie all’arrivo dei fondi necessari è stato redatto il progetto per la messa in sicurezza della chiesa. Il successivo restauro è stato seguito direttamente dalla Curia, con i fondi dell’8 per mille destinati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un ringraziamento a quanti si sono impegnati per restituire alla collettività questo importante patrimonio: al parroco di Penna, don Ferdinando Marrone, alle imprese impegnate nei lavori, ai tecnici e agli uffici comunali. Un pensiero particolare, infine, al mio predecessore, Antonio Fabri, che ha saputo attivare le giuste strategie al fine di portare a compimento un’opera di grande valore storico e culturale, oltre che religioso, per tutto il territorio”.

A Pasquetta potrà essere l’occasione per una visita al caratteristico borgo di Penna e ai suoi monumenti principali, tra i quali un posto di primo piano spetta senz’altro alla chiesa di Santa Giusta, che è anche testimonianza della consuetudine dell’arte romanica di riutilizzare materiali alto medioevali con quelli lavorati ex novo per l’arredo plastico dei monumenti, come attestato dalla rimessa in opera di un fregio sul fianco destro della chiesa.

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