Teramo. Presentata interpellanza sulla Delfico, Mercante: “la Regione tuteli la nostra biblioteca”

22 Gennaio 2015 22:210 commentiViews: 8

 21.01.2015 – La vicenda della “Melchiorre Delfico”, storica biblioteca della provincia di Teramo, approda in Regione grazie ad una interpellanza depositata nei giorni scorsi dal capogruppo regionale del M5S, Riccardo Mercante, e destinata ad essere discussa nella seduta del Consiglio di martedì prossimo.

Il processo di riforma della province avviato con la legge Delrio – ha spiegato Mercante – sta ingenerando, a causa del ritardo da parte della Regione nella adozione dei provvedimenti di riordino, una situazione di incertezza sull’esercizio delle funzioni non considerate fondamentali e destinate, perciò, ad essere trasferite presso altri Enti.

La Regione, infatti, avrebbe dovuto entro il 31 dicembre scorso individuare i soggetti cui affidare tali funzioni, le risorse  necessarie allo scopo e completare l’iter previsto dalla normativa statale. Ad oggi, purtroppo, nonostante siano trascorsi diversi mesi dall’avvio della riforma ancora nessun atto è stato prodotto in merito. Tutto questo rischia di ingenerare una situazione di impasse: se da un lato, infatti, i servizi da trasferire continuano ad essere affidati alle province dall’altro lato la legge di stabilità, imponendo pesanti tagli ai bilanci ed alle dotazioni organiche, ha reso pressoché impossibile per i nuovi enti di area vasta riuscire a garantirne l’esercizio.

Ed a subire le conseguenze di un simile stato di incertezza sono soprattutto le biblioteche provinciali, come la Melchiorre Delfico, che rischiano, nonostante l’immenso patrimonio documentario e bibliografico posseduto, nonostante rappresentino il luogo della memoria e della identità locale, nonostante le numerose attività svolte quotidianamente in favore di centinaia di visitatori, di non poter più erogare i propri servizi.

Ora la Regione – ha concluso Mercante – dovrà spiegare ai cittadini le ragioni del ritardo ed indicare quali strumenti intenda adottare per salvaguardare una istituzione come la nostra biblioteca provinciale che vanta ben duecento anni di storia e che costituisce un punto di riferimento imprescindibile e fondamentale per la collettività”.

 

 

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