Val Vibrata. A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA NATURALE PROPOSTA MOZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE DELL’ABRUZZO

7 dicembre 2014 19:580 commentiViews: 29

 

07.XII.2014

Il Consiglio della Regione Lombardia, in data 01.07.2014, ha approvato la mozione n.263 firmata dalla Lega Nord e da tutto il Centro Destra, i Gruppi di opposizione, ovvero P.D., Patto Civico e M5S al momento del voto sono usciti dalla Sala Consiliare1.

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Detta mozione, caldeggiata dalla Associazione Giuristi per la Vita, avente come Presidente l’avv. Gianfranco Amato, esprimendo il proprio compiacimento per l’approvazione, commenta così la mozione:Si tratta di un documento coraggioso – lontano anni luce dalla pelosa ipocrisia che caratterizza la politica su queste tematiche –, alla cui redazione gli stessi Giuristi per la Vita hanno fattivamente contribuito, in cui si ribadisce l’unicità della famiglia secondo la formula costituzionale, ovvero quella di una società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna. Il documento, però, non si limita a questo. Respinge e condanna ogni tentativo di introdurre l’ideologia gender e omosessualista nelle scuole, citando espressamente alcuni recenti episodi, tra cui la squallida vicenda accaduta al Liceo Giulio Cesare di Roma in relazione al romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco, e diversi altri fatti accaduti nelle scuole materne ed elementari italiane, che fanno venire in mente quanto denunciato da Papa Francesco lo scorso 11 aprile alla Delegazione dell’Ufficio Internazionale cattolico dell’infanzia, quando ha parlato di «sperimentazione educativa sui bambini, usati come cavie da laboratorio, in scuole che somigliano sempre di più a campi di rieducazione e che ricordano gli orrori della manipolazione educativa già vissuta nelle grandi dittature genocide del secolo XX, oggi sostitute dalla dittatura del “pensiero unico”»2.

Noi di MSI Destra Sociale “Val Vibrata”, ci riconosciamo pienamente nei valori Etici e Morali della Chiesa Cattolica, e siamo convinti che l’operato dell’UNAR, finanziato da soldi pubblici, o fatti come quelli accaduti nel Liceo “Giulio Cesare”, non possono non essere combattuti sin dal loro arbore, SENZA ALCUNA DISTINZIONE PARTITICA o di colore. Non si può restare inermi, con le mani in mano quando un Onorevole (?) della Repubblica afferma che le manifestazioni delle “sentinelle in piedi” siano provocatorie, o che intende introdurre nell’Ordinamento Giuridico Italiano un reato come l’omofobia SENZA ALCUNA IDENTIFICAZIONE del reato, o meglio, per essere più precisi, estendere la c.d. legge Mancino alla omofobia. Oggi, ad esempio, chi sostenesse pubblicamente di essere contrario al matrimonio misto tra etnie diverse, o si battesse per introdurre tale divieto per legge, rischierebbe, proprio in virtù delle disposizioni normative della Legge Reale Mancino, la reclusione fino a un massimo di un anno e sei mesi se parlasse a titolo personale, fino ad un massimo di quattro anni se chi fa quell’affermazione partecipa a organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che propugnato tali idee, e fino ad un massimo di sei anni se parlasse in qualità di presidente o dirigente di simili organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi. Una volta estesa la Legge Reale Mancino agli omosessuali e ai transessuali, sono automaticamente estese tutte le relative conseguenze giuridiche.3.

Proprio in pieno Avvento, noi di MSI Destra Sociale “Val Vibrata” intendiamo sottoporre a TUTTI I CONSIGLIERI REGIONALI ABRUZZESI della Xª legislatura la medesima proposta approvata dal Consiglio Regionale Lombardo affinché facciano propria detta mozione e che la stessa venga approvata. Intendiamo dare massima pubblicità a detta proposta affinché TUTTI gli Elettori Abruzzesi sappiano e conoscano i nomi dei propri Rappresentanti eletti che aderiranno, o meno, a detta mozione. Pertanto la presente, unitamente al testo della mozione sotto riportata, oltre che singolarmente ad ogni Consigliere Regionale, sarà inviata anche a tutti i media di cui abbiamo gli indirizzi.

«La diversità dei regimi politici è moralmente ammissibile, purché essi concorrano al bene legittimo delle comunità che li adottano. I regimi la cui natura è contraria alla legge naturale, all’ordine pubblico e ai fondamentali diritti delle persone,non possono realizzare il bene comune delle nazioni alle quali essi si sono imposti»4.

Che DIO illumini le loro menti.

Stefano Flajani

promotore circolo “Val Vibrata” MSI – Destra Sociale

testo integrale della mozione n.263 Lombarda

Premesso che:

– la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e l’unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà, anche attraverso gli istituti dell’affidamento e dell’adozione;

– la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e come tale “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato” secondo quanto sancito dall’art.16 terzo comma della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;

– la famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società, nonché il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale;

– le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di pubblici sussidi al fine di garantire ai genitori un’effettiva libertà nella scelta della scuola per i propri figli, senza essere costretti a sostenere, direttamente o indirettamente, spese supplementari che impediscano o limitino di fatto tale libertà;

Considerato che:

– in tutto il Paese, con il pretesto di combattere “inutili” stereotipi, si stanno moltiplicando i casi di aperta propaganda contro la famiglia naturale, soprattutto nel mondo scolastico, con proiezione di film e sitcom gay, diffusione di fiabe rivedute e corrette in chiave omosessuale consegnate ai bimbi della scuola dell’infanzia e pubblicate dall’UNAR, ufficio che dipende dal Dipartimento Pari Opportunità che a sua volta fa capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. E’ legittimo e condivisibile che nelle scuole si insegni a non discriminare i gay o altre minoranze, ma questo non deve necessariamente comportare l’imposizione di un modello di società che prevede l’eliminazione delle naturali differenze tra i sessi;

– nel Liceo Giulio Cesare di Roma i professori hanno imposto ad allievi minorenni la lettura di un romanzo, a forte impronta omosessualista, dal titolo “Sei come sei” della scrittrice Melania Mazzucco (Edizioni Einaudi), alcuni passi del quale rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico descrivendo fra l’altro nei dettagli un rapporto orale fra due maschi;

– in numerose scuole italiane, nello scorso mese di marzo e in occasione della c.d. “settimana contro il razzismo”, è stata proiettata a un pubblico di minori la sitcom gay “Vicini”, con numerose polemiche e proteste da parte delle Associazioni dei Genitori. Nel video in questione vengono pronunciate frasi come: “La famiglia tradizionale deve finire” o si assiste a scene di gay che si sposano davanti a un prete, a sua volta omosessuale;

– nella scuola materna “I sei colori di Ugo” a Roma si è deciso quest’anno di sostituire la festa del papà con una più inclusiva “festa delle famiglie” per non discriminare una bambina con due madri lesbiche;

– la strategia dell’UNAR mira nei fatti a destrutturare la famiglia naturale, impartendo già nei soggetti più deboli ed in crescita questi insegnamenti;

– nell’opuscolo dell’UNAR, dedicato ai docenti, viene richiesto a chi insegna di “non usare analogie che facciano riferimento a una prospettiva etero normativa in quanto tale punto di vista, ad esempio, potrebbe assumersi nell’assunzione che un bambino da grande si innamorerà di una donna e la sposerà”.

– si sta applicando in numerose scuole materne ed elementari d’Italia il documento Standard per l’educazione sessuale in Europa che prevede tra l’altro, nella fascia di età fra i 4 e 6 anni, l’introduzione alla masturbazione infantile precoce, capacità di identificare i genitali nei dettagli e l’identità di genere, ovvero la scelta se essere maschietti o femminucce;

– la legge c.d. “Scalfarotto”, approvata alla Camera e in discussione attualmente al Senato, parifica l’omofobia ai reati già condannati dalla legge Mancino (razzismo, antisemitismo, etc). Una volta approvata la legge in via definitiva, chi ad esempio si dichiarerà contrario al matrimonio fra persone dello stesso sesso sarà punito con 1 anno e 6 mesi di reclusione (che possono arrivare a 4 anni se il reato è svolto in forma associativa). Lo Stato avrà l’obbligo di procedere d’ufficio anche se la persona ritenuta offesa dovesse ritirare la querela.

Il Consiglio Regionale della Lombardia:

  • dichiara la propria opposizione a qualunque tentativo di introdurre nell’ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare la stessa struttura della famiglia, comprimere i diritti dei genitori all’educazione dei propri figli, ignorare l’interesse superiore dei minori a vivere, crescere e svilupparsi all’interno di una famiglia naturale;

    impegna la Giunta Regionale

    – ad individuare una data per la celebrazione della Festa della Famiglia Naturale, fondata sull’unione fra uomo e donna, promuovendone sia direttamente che indirettamente attraverso scuole, associazioni ed Enti Locali la valorizzazione dei principi culturali, educativi e sociali;

– a chiedere al Governo centrale la non applicazione del Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

4Catechismo della Chiesa Cattolica, Parte IIIª, Cap. II, art. 2, “La partecipazione alla vita sociale”, 1901;

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