Teramo. Provincia, tagli strategici e soluzioni nuove: la caserma dei Vigili rimessa in vendita, come contropartita si chiede la manutenzione degli edifici

30 dicembre 2014 23:020 commentiViews: 10

 

 

Di Sabatino: “Siamo in un momento di grandi trasformazioni, la Provincia è solo il primo pezzo della riforma per questo dobbiamo lavorare con i Sindaci e la Regione

 

Un bando all’insegna dell’economia collaborativa, segno dei tempi e della necessità di trovare “soluzioni nuove a problemi che non hanno trovato una risposta”. La caserma dei vigili del fuoco di via Cadorna, a Teramo, sarà di nuovo messo in vendita ma invece di una contropartita in denaro la Provincia chiederà la manutenzione degli edifici di sua proprietà per dieci anni.

 

E’ stato annunciato questa mattina dal presidente Renzo Di Sabatino durante il consueto incontro di fine anno con i giornalisti. “Fissato il valore dell’immobile in 2 milioni, il bando prevederà che il vincitore della gara ci garantisca la manutenzione dei nostri edifici per circa 200 mila euro l’anno per dieci anni. Uno scambio equo che, dopo che la gara è andata deserta per quattro volte, forse ci consentirà finalmente di vendere immobile e terreni: un patrimonio notevole, interessante dal punto di vista immobiliare, per noi non utilizzabile”.

 

La richiesta alla Regione per “quattro o cinque progetti strategici da decidere insieme ai Sindaci: a mio avviso dovremmo bilanciare gli investimenti infrastrutturali con quelli sui servizi immateriali e digitali. Tutti e due sono indispensabili per un salto di qualità considerate le grandi trasformazioni in corso. Ma l’ultima parola spetterà ai Sindaci”. Di Sabatino ha ricordato il lavoro svolto in questi due mesi e la partita in atto “la maggior parte del nostro impegno si è concentrato sul recupero di risorse razionalizzando centri di spesa e costi: partecipate e organizzazione sotto la lente di ingradimento anche perché bisognerà far fronte ai poderosi tagli del Governo compreso quello del 50% dele spese del personale. Alla Regione, con la quale stiamo lavorando insieme per la ricollocazione del personale e delle funzioni, abbiamo chiesto sia risorse che collaborazione perché entro la fine di marzo, come stabilito dalla finanziaria, dovremo individuare dipendenti e servizi che non saranno più gestiti da noi. La Regione può decidere di riassegnarceli oppure decidere di svolgere in proprio le funzioni. Se saremo tutti bravi avremo i servizi e manterremo i livelli occupazionali”.

 

Nello Statuto, approvato all’unanimità dall’Assemblea dei Sindaci, è stata prevista la possibilità che la Provincia si occupi di servizi aggregati a favore dei Comuni con economie di scala e di scopo, fra gli strumenti quella della Stazione Unica Appaltante: “Questa delle Provincia è solo il primo pezzo della riforma dello Stato, già si parla di macro-regioni e ognuno di cambiamentio ha riflessi diretti sulle amministrazioni comunali. Se lo comprendiamo, se i Sindaci lo comprendono, saremo in grado di semplificare, migliorare e razionalizzare i servizi pubblici. Penso ad esempio agli Ambiti e agli Ato su acqua e rifiuti che sopo la riforma delle Province non hanno motivo di esistere”. Nel capitolo “razionalizzazione” vanno ascritti i tagli delle spese di gestione dell’in house Agena e della partecipata Gran sasso Teramana, come la ricomposizione di vertenze sui fitti attivi (Prefettura e Caserma dei Carabinieri) e la disdetta di numerosi contratti di affitto. Alla conferenza stampa hanno partecipato i consiglieri provinciali Tonia Piccioni, Massimo Vagnoni e Flaviano De Vincentiis. Anche questo un segno dei tempi: i consiglieri sono anche amministratori locali e questa mattina erano impegnati nei rispettivi Comuni con i saluti di fine anno o alle prese con il Piano neve.

 

Una sintesi dei provvedimenti assunti negli ultimi due mesi

 

Il nuovo Statuto della Provincia che, ovviamente, recepisce tutte le modifiche legislative rispetto all’assetto istituzionale dell’Ente introduce la costituzione aree omogenee, con l’associazione di Comuni, per la gestione di specifiche funzioni e servizi. Val Vibrata , Val Fino; Valle del Vomano;

Zona costiera; Gran Sasso e Monti della Laga; Valle del Tordino. Inoltre stabilisce i nuovi ruoli degli organi di governo; quindi, del Presidente, del Consiglio ( dotato di autonomia funzionale, finanziaria e organizzativa e funzione di indirizzo e controllo politico-amministrativo) dell’Assemblea dei Sindaci (funzioni consultive relativamente ai pareri che è tenuta a esprimere, potere deliberativo e di controllo) dei consiglieri titolari di deleghe ma senza potere di firma.

 

L’istituzione della Stazione unica appaltante, sottoposta all’attenzione dell’Assemblea dei Sindaci, rispondeall’esigenza di garantire “quell’economia di scala e di scopo” prevista anche dal Governo attraverso “un accentramento della gestione delle gare ad evidenza pubblica”. Lo scopo principale è quello di tagliare i costi legati alle varie fasi procedimentali ma la costituzione della Stazione unica potrebbe presentare numerosi altri vantaggi quali una migliore analisi fra fabbisogni e servizi e quindi una migliore programmazione delle attività. Fra i risultati immediati: diminuzione dei costi di gestione per i singoli Comuni; condizioni migliori nel rapporto qualità-prezzo; realizzazione di economie di gestione (risorse umane e finanziarie) con un unico soggetto pubblico di area vasta quale punto di riferimento.

 

Dal lavoro, non ancora concluso, di analisi dei costi, il bilancio si alleggerisce anche nella sua parte più pesante e controversa: quella della spesa corrente. Affitti passivi, partecipate, consulenze, stipendi dirigenziali, reinternalizzazione di servizi.

 

Il totale previsto, dopo due mesi di lavoro dell’ufficio di Gabinetto, è di circa 1 milione di euro. Le prime 150 mila euro sono state risparmiate con l’eliminazione degli interim per i dirigenti e della figura del direttore generale; altri 150 mila euro di risparmio derivano dalla disdetta di contratti d’affitto per locazioni “ingiustificate” considerato il patrimonio immobiliare dell’ente (capannoni, Centro per l’impiego di Teramo, locali scolastici etc etc) ; oltre 30 mila euro dalla ricontrattazione di utenze (telefoni, luce etc); 5000 euro dalla disdetta del contratto di affitto del parcheggio di San Gabriele solo per fare alcuni esempi.

 

Voce importante la rinegoziazione dei mututi dalla quale l’ente ricava 500 mila euro che hanno un vincolo di utilizzo e saranno destinati ad opere pubbliche. Per quanto riguarda le partecipate: eliminata la figura del Direttore generale all’Agenzia per l’energia, il ruolo del Presidente è ricoperto a costo zero da un funzionario dell’ente; l’azzeramento dell’indenità da presidente della GranSasso teramano, la riduzione drastica dei compensi del collegio sindacale e delle spese generali della società. Per quanto riguarda l’in house in liquidazione, Teramo Lavoro, si è riaperta una fase di trattativa con la Regione per verificare se è possibile recuperare parte delle somme decertificate mentre sono in fase di osservazione e revisione tutte le partecipazioni dell’ente: anche in questo caso l’orizzonte è fornito dalla riforma Delrio e dalle funzioni che rimangono in capo all’ente.

 

C’è la volontà, inoltre, di reinternalizzare una serie di servizi (portierato, gestione sala polifunzionale, vigilanza). In alcuni casi si tratta di voci di spesa quasi simboliche ma del tutto incongrue sia con il periodo che stiamo attraversando sia rispetto a obiettivi e funzioni dell’ente, sia, infine, al taglio del 50% delle spese di personale. In altri casi il vantaggio economico è significativo ma il lavoro di spendig review è solo all’inizio. L’obiettivo è quello di accompagnare la riforma anticipando riassetto organizzativo e ccentri di costi.

 

Definito il contratto annuale di gestione degli impianti di risalita di Prati di Tivo.

A firmarlo la Siget, capofila del costituendo ma non ancora formalizzato Consorzio di operatori del comprensorio teramano del Gran Sasso. Le condizioni concordate dalla società Gran Sasso e la Siget prevedono 100 mila euro l’anno e una partecipazione agli utili del 10%   per incassi da 500 mila euro in su. Intanto c’è l’impegno a lavorare ad un Piano pluriennale di rilancio del comprensorio montano.

Una buona notizia arriva dalla Regione che ha dato seguito alla richiesta avanzata ufficialmente dalla Provincia qualche settimana fa e ha deliberato la “restituzione” all’ente del milione e 100 mila euro di fondi Fas che all’epoca della concessione del contributo fu tagliato: il contributo iniziale per la cabinovia, infatti, era di 12 milioni e 400 mila euro poi ridotto a 11 milioni e 400 mila euro.

 

 

Il 13 dicembre è scaduto il termine per la presentazione dei progetti per l’aggiornamento del Piano Triennale delle Opere di edilizia scolastica della Regione Abruzzo

La Provincia di Teramo ha presentato tre progetti:

1) Ristrutturazione del tetto dell’edificio sede del liceo Classico di Teramo “M. Delfico” per un importo che si aggira sui 2 milioni di euro ;

2) Ristrutturazione del tetto dell’edificio sede dell’Istituto Magistrale di Teramo “Milli” per un importo che si aggira sui 980.000,00 euro ;

3) Rifacimento del manto di copertura e altre opere di ristrutturazione dell’edificio sede dell’Istituto Professionale IPSIA di Atri per un importo che si aggira sui 900.000,00 euro.

 

Il 15 dicembre, invece, è scaduto il termine per la presentazione di progetti per l’edilizia scolastica finanziati con una percentuale dell’8 per 1000 ed anche in questo caso la Provincia ha candidato a finanziamento tre progetti :

 

1) Opere di manutenzione e ristrutturazione dell’edificio adibito a sede dell’IPSAA Agricoltura di Piano d’Accio per la messa a disposizione dell’Istituto di 9 nuove aulee per un importo di 135.000,00 (progetto esecutivo) ;

2) Opere di completamento dell’Istituto adibito a sede del Liceo Scientifico di Giulianova per un importo di 80.000,00 euro (progetto definitivo)

3) riproposizione, anche su questa fonte di finanziamento, dello studio di fattibilità per la ristrutturazione del tetto dell’Istituto Magistrale di Teramo – importo 980.000,00 euro.

 

Per sopperire alla ultra decennale carenza di personale da adibire alla manutenzione ordinaria delle strade (ex cantonieri), la Provincia ha avviato una campagna di reclutamento fra i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. E’ stato chiesto ai Centri per l’Impiego di selezionare 22 Lsu; al momento ne sono entrati in servizio 9.

 

Centro Antiviolenza La Fenice. Presentato alla Fondazione Tercas una richiesta di finanziamento di 500 mila euro in tre anni per la sistemazione di un’immobile di proprietà della Provincia collocato nell’area dell’Istituto “Forti” di via Cona da adibire a sede stabile del servizio.
”Recuperati” dalla vertenza con le società che gestiscono le autostrade A/14 e A/25 circa 3 milioni e 200 mila euro per i canoni Cosap che anche la Corte D’Appello – dopo la sentenza favorevole alla Provincia di Primo grado – ha giudicato esigibili. Da un punto di vista strettamente economico, i canoni annuali a carico delle due società autostradali ammontano a circa 200 mila euro e sono stati stati richiesti a far data dal 2007.

 

 

Teramo 30 dicembre 2014

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