Teramo. l’intitolazione della Sala Espositiva di Torre Bruciata

15 dicembre 2014 22:350 commentiViews: 7

 

 

Domani, Sabato 13 Dicembre, alle ore 11:00 si terrà la cerimonia di intitolazione della Sala Espositiva di Torre Bruciata, sita in via Antica Cattedrale.

La cerimonia sarà presieduta dal Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, alla presenza delle autorità politiche, amministrative e religiose.

L’intitolazione delle Sala è stata concordata assieme al Comitato cittadino del movimento “Se Non Ora Quando” e la scelta è andata su due significative artiste femminili: Carlotta De Colli e Goliarda Sapienza.

Gli organi di informazione sono invitati a partecipare.

 

Carlotta De Colli nacque a Notaresco (Te) nel 1873.   Dopo essere stata allieva del pittore teramano Gennaro Della Monica,iniziò a  frequentare l’Accademia di Belle arti di Firenze, dove ebbe come insegnante Giovanni Fattori e  fu in amicizia con Raffaello Pagliaccetti. Tornata in Abruzzo fu insegnante di disegno prima alla scuola Normale  e successivamente all’Istituto Magistrale “G. Milli”. La sua arte spaziò dalla pittura ad olio a quella su stoffa e pergamene. Molto apprezzate furono anche le sue miniature, per le quali, nel 1921,  le fu assegnata la medaglia d’argento dal Ministero per l’Educazione Nazionale. Con le sue opere partecipò all’Esposizione regionale a L’Aquila e alla Mostra di Arte Sacra, tenuta a Teramo, nei giorni del Congresso Eucaristico nazionale del 1935. Fra i suoi quadri più famosi, la tela di grandi dimensioni, andata perduta, che ritrae S. Vincenzo Ferreri in veste di predicatore circondato da un gruppo di peccatori convertiti; un ritratto di Giannina Milli, dedicato alla poetessa nel centenario della sua nascita, e la Madonna del Rosario che si trova nella Chiesa di Castiglione Messer Raimondo. Sposò Luigi Savorini, noto intellettuale e famoso bibliotecario della biblioteca Melchiorre Délfico. Morì a Teramo nel dicembre del 1935.

 

Goliarda Sapienza nacque a Catania nel 1924 da padre avvocato e madre sindacalista. Crebbe in una famiglia che la educò alla libertà per cui Goliarda  manifestò fin dall’adolescenza un carattere anticonformista e fortemente emancipato. Con la famiglia si trasferì a Roma dove divenne la più giovane staffetta durante i nove mesi di occupazione nazista. Nella capitale si iscrisse all’Accademia Nazionale di arte drammatica e partecipò ad alcuni film del neorealismo  italiano oltre a recitare anche in teatro. Ben presto, però, si ritirò dalle scene per dedicarsi alla sua vera vocazione:la scrittura. Affrontò con coraggio un doloroso percorso psicoanalitico e conobbe anche la reclusione in carcere. Nei suoi romanzi “Filo di Mezzogiorno” e ”L’Università di Rebibbia” descriverà non solo queste sue drammatiche esperienze personali ma anche un mondo di donne fatto di solidarietà, durezza e umanità. Negli anni settanta  fu sostenitrice della lotta per l’emancipazione femminile, causa alla quale espresse  il suo contributo con il   libro “ L’arte della Gioia”. Ma  nessun editore si sentì in quegli anni di pubblicare il libro per il contenuto fortemente anticonformista. I continui rifiuti di pubblicazione del suo libro portarono Goliarda  a compiere l’ atto eclatante di derubare un conoscente. Un atto  che le costò il carcere.  Morì a Gaeta nel 1996 . Nove anni dopo, in Germania e in Francia, uscirà “ L’arte della Gioia”che sarà apprezzato dalla critica e dal pubblico.

 

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