Giulianova. Sicurezza pubblica. Il sindaco rilancia l’allarme sul rischio di chiusura di Polfer e Polpost.

17 Dicembre 2014 00:110 commentiViews: 13

 

 

Il sindaco Francesco Mastromauro rilancia l’allarme sul rischio chiusura del Posto di Polizia ferroviaria di Giulianova e della Sezione della Polizia postale di Teramo, questione sollevata dal primo cittadino giuliese il 5 marzo scorso.

Il Sindaco, Avv. Francesco Mastromauro

Il Sindaco, Avv. Francesco Mastromauro

In questi mesi – dice il sindaco – si è allentata la presa dei mezzi di comunicazione sull’errata convinzione che il piano del Viminale relativo alla riduzione dei presidi di polizia fosse stato accantonato. Ma così non è. Da quel che mi consta entro il primo trimestre del 2015 si saprà quanto arretrerà lo Stato sotto il profilo della sicurezza. Secondo il piano di “razionalizzazione” accarezzato dal Ministero dell’Interno, sono 189 gli uffici della Polizia di Stato destinati alla chiusura, 6 quelli in procinto di essere declassati, 50 da trasformare e, infine, altri 6 da accorpare. Una botta durissima verrà inferta alla Polizia ferroviaria ed alla Polizia postale. La Polfer, infatti, dagli attuali 212 uffici  dovrà accontentarsi di 163, mentre la Polpost passerà dagli attuali 101 presidi a 27. E’ purtroppo facile prevedere – continua Mastromauro – che nella provincia di Teramo scompariranno sia il Posto Polfer di Giulianova che la Sezione Polpost di Teramo, con forti contraccolpi nei confronti del bisogno di sicurezza dei cittadini, esposti ad una criminalità diffusa e sempre più aggressiva. Se poi, come ho appreso dalla stampa, Teramo perderà persino la Prefettura, la Camera di Commercio, l’ENEL e l’ATO che migreranno a L’Aquila, si comprende bene l’urgenza di una mobilitazione generale che coinvolga, senza farne né questione di campanile né di appartenenze politiche, i sindaci, il presidente della Provincia, e tutti i nostri rappresentanti istituzionali, da quelli che siedono in Regione ai deputati e senatori. Insomma, un fronte comune per evitare che il nostro territorio provinciale venga desertificato”.

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