“Ammont’e ball”: Venerdì 28 novembre presentazione della raccolta di poesie in vernacolo abruzzese di Giuseppe Parisio

Venerdì 28 novembre, alle ore 17.00, presso la Sala Figlia di Iorio della
Provincia, in Piazza Italia, a Pescara, si terrà la presentazione della
silloge poetica di Giuseppe Parisio “Ammont’e ball”.
Presenteranno Ubaldo Giacomucci (Presidente Edizioni Tracce – Poeta e
Critico Letterario) e Daniela D’Alimonte (Saggista e Critico
Letterario).
Si tratta di una raccolta di poesie in vernacolo abruzzese che contiene un
vocabolario abruzzese – italiano dei singoli componimenti.
L’evento gode del patrocinio della Provincia di Pescara.

Dalla prefazione di Ubaldo Giacomucci:

Colpisce il lettore questa nuova proposta editoriale in dialetto, che
raccoglie in volume una silloge piuttosto ampia e incisiva.
Solo apparentemente in Giuseppe Parisio il dialetto indica una “lingua
popolare” legata a un territorio, in quanto una vera ricerca poetica
condotta attraverso la definizione di uno stile e di un linguaggio offre
al lettore esiti di significativa qualità.
La scelta del dialetto anziché dell’italiano diventa quindi un’operazione
di selezione linguistico-lessicale che individua un’impostazione
stilistica, ma soprattutto una dimensione culturale.
Come molti studiosi hanno sottolineato, certe forme linguistiche sono state
create dalla cultura dotta e poi si sono modificate ma parzialmente
conservate nel sopravvivere in un contesto popolare, creando una sorta di
“archeologia del linguaggio”. Con un’operazione di grande spessore
culturale, il poeta dialettale più autentico raccoglie tali forme di
memoria linguistica, che rielabora e inserisce in un nuovo contesto,
arricchito da una personale cifra stilistica.
D’altronde non esiste un’unica regola ortografica per trascrivere
l’abruzzese; tale mancanza è probabilmente dovuta al fatto che l’eredità
letteraria scritta di questo dialetto è minima.
L’Autore ci offre pertanto non letteratura popolare o folclorica, ma uno di
quei testi che autori colti maggiori e minori hanno redatto nell’ambito
della loro ricerca letteraria e culturale.
Un valore particolare al dialetto è stato attribuito solo in tempi
relativamente recenti […]. Affinché i dialetti non scompaiano diventando
lingue morte, si è tentato e si tenta di studiare e recuperare appieno il
senso culturale della parlata locale, anche in chiave di un recupero delle
radici e dell’identità regionale. In questo senso si muove la ricerca
poetica di Giuseppe Parisio, che propone una delle prove migliori della
poesia dialettale abruzzese di area pescarese.

Giuseppe Parisio è nato a Turrivalignani (Pescara) il 22 marzo 1938. È
stato direttore della biblioteca centrale della facoltà di Architettura e
successivamente direttore della biblioteca universitaria unificata di
Architettura, Economia, Lingue e Letterature straniere dell’Università
degli Studi “Gabriele D’Annunzio” di Pescara.
Nella sua qualità di bibliotecario, ha pubblicato diversi volumi di ricerca
bibliografica, tra cui La città nel 1976, Costruire scuole nel 1984,
Antichi testi, nuove letture nel 1992.
All’interno dell’Università “G. D’Annunzio” ha organizzato
numerose mostre di pittura allo scopo di valorizzare la produzione di
artisti abruzzesi contemporanei.
Ha collaborato e collabora con giornali e riviste di vario genere sui temi
dell’ambiente, dell’arte, della storia.
Vive e risiede a Pescara.