Summer School, ultimo giorno sull’agropirateria Nella scuola sul made in Italy anche due studentesse abruzzesi

13 Settembre 2014 15:080 commentiViews: 10

 

 

Si è conclusa oggi la Summer School di Coldiretti Giovani Impresa, l’esperienza di formazione che dal 9 settembre ha riunito a Pollica (SA), nella sede della dieta mediterranea, ben 30 giovani laureati  provenienti dalle università di tutta Italia scelti tra centinaia di curricula arrivati. Tra coloro che hanno superato la selezione, anche due studentesse abruzzesi, Chiara Piersante e Silvia Cotellese, entrambe 25enni di Ortona (CH). Le due ragazze, laureate in economia aziendale, hanno partecipato alla prima “Summer school” sull’ecosistema del made in Italy. Nel corso della settimana di studio, le giovani ortonesi hanno approfondito il made in Italy nei suoi aspetti giuridici, socio-economici, ambientali, commerciali e comunicativi attraverso lezioni di docenti, esperti, manager e comunicatori. Ieri, venerdì 12 settembre, a chiusura del percorso didattico, una intera giornata dedicata alla tutela e alla valorizzazione dell’agroalimentare italiano con la presenza del presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo e del presidente dell’Ice Riccardo Monti. Per l’Abruzzo, oltre alle due studentesse, ha partecipato alle due giornate finali anche il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa Pier Carmine Tilli.

 

<< Dalla prima Summer School sul Made in Italy promossa dalla Coldiretti>> commenta Coldiretti Abruzzo << è emerso che la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in Italy vale nel mondo circa 60 miliardi di euro e costa all’Italia quasi trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una seria azione di contrasto a livello nazionale e internazionale particolarmente importante in un momento di crisi. A quasi quattro anni dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO si sono moltiplicati i casi di pirateria alimentare con la diffusione di prodotti che non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale ma che utilizzano impropriamente nomi, immagini, colori e paesaggi per trarre in inganno i consumatori sul mercato mondiale. Per l’Abruzzo non è diverso, anche i nostri prodotti sono potenziali vittime di contraffazioni. Perciò, è sempre più evidente che il Made in Italy rappresenta uno degli asset strategici su cui basare un nuovo modello di sviluppo intorno al quale è necessario costruire nuove figure professionali, che possano contribuire a far evolvere al massimo le sue potenzialità, come brand a livello internazionale. E la Summer ne è un concreto esempio>>.

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