Il primo ritratto a Papa Francesco del pittore Francesco Guadagnuolo

18 settembre 2014 22:450 commentiViews: 11

 

 

 

Si rinnova il tradizionale impegno del Maestro Francesco Guadagnuolo e dell’Associazione dei Nuovi Castelli Romani che, per il settimo anno, hanno organizzano a Castel Gandolfo nella storica residenza estiva dei Pontefici, un evento dall’elevato valore storico-culturale, in onore al Sommo Pontefice Papa Francesco. L’occasione è data dall’evento culturale incentrato sulla figura di Santa Teresa d’Avila, nel V centenario dalla nascita, di cui l’artista Guadagnuolo ha realizzato una serie di opere pittoriche sulla vita della Mistica, presentate assieme al primo, ormai noto, ritratto dedicato a Papa Francesco, il 13 Settembre 2014 presso la Cripta della Chiesa Pontificia San Tommaso da Villanova.

- Francesco Guadagnuolo - Primo ritratto di Papa Francesco - 19-03-2013

– Francesco Guadagnuolo – Primo ritratto di Papa Francesco – 19-03-2013

 

            «Camminare con la croce di Gesù» queste parole espresse da Papa Francesco nella sua prima omelia, hanno colpito l’allora sensibilità del pittore Francesco Guadagnuolo che ha realizzato il 19/03/2013 il primo ritratto a Papa Francesco ed esposto alla VI Mostra-Evento “PORTA FIDEI – Forma e colore della Parola fatta carne”, del Maestro Francesco Guadagnuolo in onore del Papa Francesco, alla presenza del Cardinale Angelo Comastri Presidente della Fabbrica di San Pietro, presso la Cripta della Chiesa Pontificia San Tommaso da Villanova di Castel Gandolfo il 14/09/2013 in occasione dell’Anno della Fede.

La prima cosa che appare nel ritratto è il volto, Guadagnuolo ha delineato con poche pennellate scarne un volto umile, discreto, ma nello stesso tempo deciso nel segno grafico, come è apparso affacciandosi la prima volta dalla Basilica Vaticana dopo la Sua elezione a Pontefice.

Colpisce il colore luminoso da un forte segno, profondo che arriva all’anima. Lo sfondo ci sorprende per i diversi colori che passano dall’arancio al verde che fanno pensare alla natura del creato, che va pur sempre tutelata e custodita, secondo le stesse parole del Pontefice. Gli occhi profondi emanano bontà e tenerezza. Nella sua vita, Papa Bergoglio, ha dato aiuto ai disagiati, agli oppressi, agli emarginati della società, è così che è sempre stato al fianco degli umili, oggi un Papa pastore a fianco della sofferenza e della povera gente.

Auguriamo a Papa Francesco attraverso il primo ritratto, ad un anno e mezzo dalla sua elezione, dai colori mediterranei del siciliano Francesco Guadagnuolo, che il Suo Pontificato consolidi la comprensione tra gli uomini e la speranza di ritrovarsi nei veri valori cristiani, favorire l’integrazione dei popoli di culture differenti per arrivare a moderni obiettivi sulla via dell’ecumenismo.

Recentemente il critico siciliano Diego Gulizia ha scritto: «…Egli è uno dei pochi, se non l’unico, che ha rivoluzionato l’iconografia di quel mondo fatto di ufficialità e celebrazioni, di ritrattistica impettita e finto pauperismo, di aulicità teatrale e sacralità liturgica.

Nelle sue opere ha saputo cogliere la debolezza umana, che è presente anche nei grandi testimoni del nostro tempo, i momenti di sconforto e di sofferenza vera, la profonda umanità e la debolezza dell’esistenza sorretta e sostenuta da una profonda fede che di fronte agli stralidell’esistenza regge e non vacilla.

Egli è sempre lì, come un reporter, con il suo tratto veloce a cogliere ora l’ammanco e ora il sorriso, ora lo slancio gestuale di un’anima che dona se stessa al mondo e ora la contrazione di un corpo consunto che cerca nelle proprie membra stremate l’ulteriore forza per compiere la propria missione.

Guadagnuolo è lì, a testimoniare con le sue opere l’ufficialità e la riservatezza, la celebrazione e la preghiera intima, testimone di un tempo ove la Chiesa, che per un verso continua ad abbottonarsi il doppiopetto, dall’altro si presenta nella sua veste logorata dalle problematiche del nostro tempo guidata da uomini che non hanno voluto nascondere al mondo le proprie umane debolezze… Diego Gulizia».

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