Renzi dà nuove regole al terzo settore: Giuseppe D’Alonzo e Luciano D’Alfonso l’avevano anticipato all’inizio di maggio

21 Maggio 2014 23:160 commentiViews: 8

 

 

“E’ straordinario come le cose vadano tutte spontaneamente nella stessa direzione quando c’è un obiettivo comune, la volontà di raggiungerlo e la forza di cambiare” riflette Giuseppe D’Alonzo, candidato al Consiglio Regionale nella lista Regione Facile.

E così è stato per le idee programmatiche sul terzo settore che a livello regionale e nazionale sembrano quasi provenire da una stessa mano.

 

Matteo Renzi il 13 maggio pubblica le Linee Guida per una Riforma del Terzo Settore annunciando come sia importante “valorizzare lo straordinario potenziale di crescita e occupazione insito nell’economia sociale e nelle attività svolte nel terzo settore” e solo dieci giorni prima lo stesso tema veniva affrontato da Giuseppe D’Alonzo e Luciano D’Alfonso nell’incontro teramano “Il futuro? E’ nel terzo settore”, che puntava i riflettori sulla capacità di questo settore di crescere in termini di occupazione nonostante il periodo di profonda crisi.

 

“In quell’occasione Luciano D’Alfonso” spiega Giuseppe D’Alonzo “ha raccolto la sfida e ha rilanciato illustrando il progetto di un tavolo di lavoro sul non profit e mi ha delegato a coordinare e coinvolgere le associazioni nella produzione normativa per creare un decalogo programmatico da portare in consiglio. In pratica ha anticipato una delle linee guida di Renzi:“Valorizzare il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale…per assicurare la collaborazione degli enti no profit alla programmazione e non solo dell’esecuzione delle politiche pubbliche a livello locale” (punto 6 pag. 4 delle “Linee guida per una Riforma del Terzo Settore” )”.

 

Così mentre oggi Renzi propone l’istituzione di una Authority del terzo Settore (comma 4 della prima linea obiettivo pag. 4) il candidato Governatore il 3 maggio  prospettava la creazione di un Assessorato al terzo settore, per ribadire l’importanza che viene riconosciuta a questa parte attiva e produttiva della società che spesso si sostituisce alle Istituzioni nell’erogazione di servizi essenziali alla sopravvivenza.

 

Insomma politica nazionale e quella locale vanno a braccetto secondo i programmi di Renzi, D’Alfonso e D’Alonzo, per una programmazione che metta davvero al centro l’Italia del volontariato,della cooperazione sociale, dell’associazionismo no-profit, delle fondazioni e delle imprese sociali.

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