Teramo. 12 aprile 2014 | Teatro Spazio Electa h 20.45

10 aprile 2014 22:520 commentiViews: 20

Il Circuito Abruzzo Danza per la Stagione di danza “Un altro punto di vista” in collaborazione con Electa creative arts, presenta sabato 12 aprile alle ore 20,45 nel Teatro Spazio Electa a Teramo una serata del tutto particolare, con la visione e premiazione dei due progetti finalisti del premio 014 – Video in cantiere.

014 – Video in cantiere è la seconda edizione di un progetto a cadenza biennale nato per stimolare la produzione di videodanza e videoarte. Attraverso questo premio si realizzano delle residenze artistiche per videomaker finalizzate alla produzione video e alla mobilità nazionale ed internazionale delle opere nei festival attraverso il Network Dancing Cities e il network Anticorpi XL.

Lo scorso anno la giuria ha incoronato vincitore il teramano Paolo Sorgi per la sua opera “Senza” assegnando un premio speciale alla marchigiana Francesca Svampa.

I videomaker finalisti per questa edizione sono:

– Salvatore Insana che si è ispirato alla performance “Strategia K” della Compagnia Dehors Audela coreografie Elisa Turco Liveri

– Stefano Scipioni che si è ispirato alla performance “La sospesa” di Francesca Saraullo.

Le due opere finaliste verranno proiettate nel corso della serata di fronte al pubblico presente in sala e ad una giuria di esperti del settore che sceglierà il vincitore.

Sono membri della giuria

Eleonora Coccagna – Presidente Ass.ne Electa Creative Arts e Direttore del Circuito Abruzzo Danza

Prof. Marco Incagnoli – docente di fotografia del Centro Sperimentale di Cinematografia dell’Aquila

Claudia Di Fabio – Direttore Esecutivo Romanimata, collabora con il Polo del Cinema e dell’Audiovisivo del Lazio, docente di net marketing presso lo IED di Roma.

Alessandra Cocchi – sociologa, esperta in comunicazione pubblicitaria

Gianfranco Manetta regista per il teatro e la tv, cura la regia del Premio di fotografia cinematografica Gianni Di Venanzo

Luca Boschi- fotografo esperto di moda e arte

 

L’opera vincitrice sarà distribuita in Italia e all’estero all’interno di festival artistici in rete. Inoltre l’artista avrà un contratto lavorativo per la produzione video legata al Festival Interferenze 2014.

 

 

 

 

SALVATORE INSANA – STRATEGIA K

Azione scenica e coreografia Elisa Turco Liveri

Drammaturgia audiovisiva DEHORS/AUDELA

 

In ecologia, la “strategia k” è la dinamica di popolazione basata sulla capacità di adattamento

e sopravvivenza; è il percorso di allevamento e sviluppo che caratterizza i mammiferi e ha

per caratteristiche ritmi di crescita lenti e una certa abilità a instaurare condizioni di equilibrio

all’interno del proprio contesto sociale.

La scommessa è partire da un soggetto paradossale: una madre accende il suo pc, visiona un tutorial

che le spiega con accuratezza come far il bagno e pulire bene il proprio neonato. In scena lei rifà lo

stesso atto parentale tanto premuroso con le ossa di una vacca. Un cortocircuito inaspettato provoca

lo scarto tra mimesi e realtà.

Parallelamente si rielabora in chiave ironica-parodica la storia dell’isteria, patologia che

si credeva un tempo legata a problemi di procreazione, ricollegandola al “reale” problema di presunta infertilità della performer in scena e creando un’inedita partitura coreografica rielaborando fonti extra-teatrali come l’Iconographie photographique de la Salpêtrière.

 

 

 

STEFANO SCIPIONI – francesca

Performer Francesca Sarullo

Sound Federico Dal Pozzo

assistente di scena Estelle Bibbo

 

francesca, è un video sulla relazione che si crea durante un atto performativo. Il montaggio accelerato e schizofrenico porta ad una smaterializzazione del corpo del performer nell’immagine, andando alla ricerca di una relazione basata sullo spezzettamento dell’identità e sulla negazione della referenzialità.

La perdita di una relazione razionale passa attraverso l’uso delle tecnologie di comunicazione a distanza (skype) e le loro caratteristiche principali: incorporeità, scollamento della voce dal corpo, segmentazione dello spazio, divisione del corpo.

Il video indaga la possibilità di relazione non sociale, non comunicativa ma emozionale e performativa inseguendo, senza mai raggiungerla, un’intimità ormai lontana.

La fluidità delle immagini e la scomposizione del suono danno il segno della impossibilità di ricomporre un’identità unitaria ed univoca di una relazione post­contemporanea.

Il video ha come referenza principale il libro di Agamben, Nudità e la performance “La sospesa” di Francesca Saraullo.

 

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