L’anoressia nella danza? Ha le proporzioni di un contagio

16 Aprile 2014 18:180 commentiViews: 14

 

E’ una malattia dell’animo provocata dal desiderio di farsi accettare

 

“Senza una sana alimentazione non si diventa grandi ballerini” è il nocciolo del discorso che Michele Villanova, già etoile del Teatro alla Scala di Milano ha tenuto ai ragazzi del Liceo Coreutico di Teramo lunedì mattina nel corso dell’incontro “Non di sola danza… Il rapporto col cibo dei giovani ballerini” nato da un’idea di Giorgia Campanella Presidente dell’Associazione Roseto Danza.

“Non va tralasciato nulla se si vuol riuscire ai massimi livelli: avere un corpo ben nutrito vuol dire anche avere maggiore lucidità mentale e sicuramente avere tutte le carte in regola per affrontare una carriera lunga e faticosa” continua Villanova e poi afferma con forza “In italia il 3% della popolazione italiana ha problemi di disturbi alimentari ma nella danza questa percentuale si alza in modo esponenziale fino ad arrivare a 4 ragazzi su 5: parliamo di un vero e proprio contagio.”

“E’ una malattia dell’emotività” afferma la dottoressa Finizii psicologa del Centro di Riferimento Regionale di Auxologia, Endocrinologia e Nutrizione pediatrica dell’ospedale S. Liberatore di Atri “tutto ruota attorno all’idea che abbiamo di noi, all’immagine che vogliamo che gli altri abbiano di noi e all’immagine che gli altri hanno effettivamente di noi: spesso non coincidono ed è lì che nasce il problema. Abbiamo chiesto a 100 ragazze normopeso quale immagine avessero di se stesse: il 34% si è definita grassa, il 3% addirittura molto grassa”

“Il tutto è peggiorato dalla frustrazione di dover rispondere in alcuni casi a rigidi standard imposti da alcuni cattivi maestri” puntualizza Mary Garret ex ballerina solista alla Scala e testimonial della lotta contro l’anoressia nell’ambiente della danza “perché una cosa è chiara, non è la danza che fa ammalare:  l’influenza che giudizi negativi sul corpo e una ossessiva ricerca della magrezza a tutti i costi possono indurre ad atteggiamenti distruttivi senza che ci se ne renda conto. Il ricordo ancora le parole di alcuni insegnanti che mi accusavano di essere grassa, flaccida e questo mi ha spinto a voler dimagrire il più in fretta possibile, facendo a gara con le mie colleghe su chi riuscisse a mangiare meno durante la giornata. Pesavo 43,5 kg e non mi ero assolutamente resa conto di avere un problema. Cercare la magrezza a tutti i costi mi sembrava normale perché era un atteggiamento largamente condiviso dal sistema” Continua “ Ecco perché il mondo della danza di fronte a questa denuncia si è chiuso a riccio negando tutto, perché con le mie dichiarazioni sono andata  colpire un intero sistema fatto anche di interessi economici, il business delle alimentazioni light, degli integratori vitaminici, tutto ciò che con una sana e corretta alimentazione non ha più motivo di essere”.

Ieri ad Atri il secondo incontro sul tema, nel Teatro Comunale gremito con una platea di ragazzi delle scuole medie di primo e secondo grado. Il dibattito in questa occasione è stato preceduto dallo spettacolo “Mary Garret & Billy the Kid”. Spiega la Garritano “L’idea di unire lo spettacolo di danza e musica dal vivo a questo tema nasce dall’esigenza di dimostrare come l’arte possa sempre interessare, affascinare e veicolare importanti messaggi”.Il chitarrista Massimo Garritano crea delle atmosfere suggestive all’interno delle quali la ballerina Mary Garret ricostruisce il percorso di una ballerina, che parte dalla sbarra e finisce alle performance di repertorio classico o contemporaneo. I ragazzi delle scuole di Atri ospiti dell’evento al Teatro Comunale, sono stati attenti, rispettosi e calorosi, partecipando al dibattito con molta curiosità. Le domande poste agli esperti, sia al convegno di Teramo che all’incontro di Atri hanno dimostrato quanto i giovani siano sensibili a questi temi e all’arte che li conduce nel loro intimo, in questa età così fragile.

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