Teramo e Provincia

Teramo. TORNA LA PRIMAVERA CON LE GIORNATE FAI IL 22 E 23 MARZO TERAMO SPALANCA LE PORTE DEI SUOI GIOIELLI

 

 

 

Sabato 22 e domenica 23 marzo 2014 avrà luogo la ventiduesima edizione delle Giornate FAI di Primavera, grande festa popolare che dalla sua prima edizione a oggi ha coinvolto oltre sette milioni di italiani e che quest’anno vedrà l’apertura straordinaria di oltre 750 luoghi in tutte le regioni d’Italia. Quest’anno le Giornate FAI di Primavera sono dedicate all’imperatore Augusto nel secondo millenario della sua morte. Tra le 750 aperture in tutte le regioni d’Italia, 120 racconteranno la sua storia.

 

I LUOGHI APERTI A TERAMO. La Delegazione FAI di Teramo quest’anno ha scelto proprio il capoluogo come scenario delle Giornate di Primavera. Saranno sette i siti aperti e visitabili a cura dei volontari del Fondo Ambiente Italiano con le seguenti modalità: sabato 22 e domenica 23 marzo, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

 

1) Castello Della Monica (visita al giardino)

Il castello Della Monica è un pregevole, quanto eccentrico, esempio di arte neogotica in Italia. La sua costruzione ha occupato gli ultimi anni di vita (1889-1917) del suo ideatore e proprietario, Gennaro Della Monica (1836-1917), importante rappresentante della pittura abruzzese di secondo Ottocento. La decorazione di questa singolare struttura si completava col recupero di reperti archeologici, risalenti a più epoche e provenienti da diversi siti, a noi ancora ignoti.

 

2) Convento di Sant’Agostino (attuale sede dell’Archivio di Stato)

L’ordine degli Agostiniani s’insediò a Teramo nel XIII secolo. La vita della comunità fu assai fiorente lungo il Basso Medioevo, tanto da necessitare, nel 1420, l’ampliamento delle sue strutture. L’antico convento dei Padri Agostiniani fu adattato a carcere civile dal 1803 al 1807. L’edificio, che si estende per 4.270 mq, ospita attualmente l’Archivio di Stato.

 

3) Teatro Romano (luogo augusteo)

Realizzato tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C., l’edifico sorgeva sul limite nord della città. La struttura poteva ospitare fino a 3.000 posti a sedere. Oggi restano visibili le strutture portanti della cavea e parte del proscenio, recuperati a seguito di campagne di scavo a partire dal 1918. Tra i reperti della decorazione scultorea, sono stati rinvenuti frammenti di due epigrafi rivolte rispettivamente a Lucio e Gaio Cesare, figli di Agrippa, e nipoti di Augusto.

 

4) Torre Bruciata (luogo augusteo)

La Torre Bruciata è una struttura difensiva di origine incerta, probabilmente già esistente in epoca romana. Oggi si presenta come residenza fortificata, rivestita da materiale di recupero che proviene da strutture romane. La torre prende il nome dai segni d’incendio, ancora leggibili, che risalgono al sacco dei Normanni, avvenuto nel 1156.

 

5) Chiesa di Sant’Anna

La chiesa di Sant’Anna dei Pompetti è una delle più antiche di Teramo. L’edificio sorse dopo il sacco normanno (1156) che distrusse l’antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis. Il portico della cattedrale fu quindi riadattato a chiesa, l’odierna Sant’Anna. Come molte chiese altomedievali, anche l’antica cattedrale poggia sui resti della città romana. All’interno si conservano testimonianze artistiche appartenenti a diverse epoche.

 

6) Area archeologica di Piazza Sant’Anna (luogo augusteo)

Alle prime indagini, condotte tra il 1896 e il 1898, fecero seguito, quasi un secolo dopo, nuove scoperte per merito della Soprintendenza ai Beni Archeologici. La parte più antica del complesso risale a metà VIII-IX secolo d.C., alla quale si sovrappongono resti di una seconda fase costruttiva. L’impianto dell’antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis era composto da tre navate divise da colonne di epoca romana.

 

7) Area archeologica di Largo Madonna delle Grazie

L’area archeologica comprende al suo interno resti di tre strutture architettoniche, appartenenti a periodi distinti. La più antica consiste in una domus del II secolo a.C.; la seconda è una domus risalente al I secolo d.C. dotata di impianto termale privato; la terza struttura, sorprendentemente, non è una residenza patrizia, ma un opificio destinato alla tinteggiatura dei panni.

 

I visitatori potranno avvalersi anche quest’anno di guide d’eccezione: gli Apprendisti Ciceroni, ruolo ricoperto dagli studenti dell’Istituto di istruzione superiore Delfico-Montauti e della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. Anche in questa edizione, gli iscritti al FAI e chi si iscriverà durante le Giornate di Primavera potranno godere di visite e corsie esclusive.

 

“Le Giornate FAI di Primavera metteranno in vetrina la nostra grande bellezza”, ha dichiarato nella conferenza stampa di questa mattina il Capo delegato del FAI di Teramo, Franca Di Carlo Giannella. “Vogliamo puntare i riflettori soprattutto sul Castello Della Monica che ha bisogno di essere restaurato. Il FAI di Teramo vuole che il Castello torni al suo antico splendore”. Il messaggio è stato raccolto dal sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi: “Grazie al FAI per aver scelto Teramo con un programma molto intenso. Speriamo che venga tanta gente a visitare i nostri gioielli. Stiamo lavorando per trovare le risorse per completare l’opera di recupero definitivo del Castello Della Monica. L’attenzione è alta grazie anche a chi ha acceso  i riflettori sul Castello come il FAI”.

 

L’INAUGURAZIONE. Le Giornate FAI di Primavera organizzate dalla Delegazione di Teramo saranno inaugurate con un evento in programma venerdì 21, a partire dalle 17.00, presso l’Archivio di Stato diretto da Carmela Di Giovannantonio. Per l’occasione verrà inaugurata la mostra documentaria “Un grande Amore nella Grande Guerra” a cura di Giorgio De Berardinis e dell’Archivio di Stato. Seguirà l’esibizione del Coro degli Alpini “Stella del Gran Sasso” diretto da Giacomo Sfrattoni. Al termine dell’evento ci sarà un buffet offerto dalle volontarie FAI.

 

Tutte le info sull’evento e i luoghi visitabili sono sul sito:

www.giornatefai.it

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