Giulianova. Piccola Opera Charitas. Il sindaco prende posizione contro il governatore Chiodi e chiede al candidato presidente Luciano D’Alfonso di inserire nel suo programma iniziative a sostegno della struttura di Padre Serafino.

17 marzo 2014 19:310 commentiViews: 23

 

 

Con il governatore Chiodi la Sanità abruzzese, e teramana in particolare, sta diventato un malato terminale. E ciò che ancora funziona, come la Piccola Opera Charitas, lo si vuole azzoppare. Altro che nuovo ospedale! Qui c’è bisogno di una svolta decisa, che dia reali soluzioni ai problemi”.

Il sindaco Francesco Mastromauro torna sulla questione Piccola Opera Charitas dopo il question-time dell’11 marzo scorso al quale, su interrogazione presentata dal consigliere Claudio Ruffini, il presidente della Regione, risultato assente, doveva rispondere in ordine alla riconversione della struttura fondata da padre Serafino Colangeli.

Pensavamo, speravamo – dichiara il sindaco – che dopo la mia iniziativa del 3 ottobre 2013, che registrò la mobilitazione di tantissimi cittadini e di forze politiche anche su posizioni antitetiche ma nell’occasione ritrovatesi compatte nella difesa ad oltranza della Piccola Opera, le ombre nere sul destino della struttura si fossero dissolte. La speranza nasceva dalla rassicurazione, giunta da chi ha la competenza in materia, che il problema sarebbe stato risolto. Una speranza coltivata da tutti, e in particolare dai ragazzi ospiti dell’Istituto, dai loro familiari e dagli operatori, a rischio disoccupazione. E invece rieccoci al punto di partenza. Il Moloch che incombe sulla benemerita Opera fondata dal “Don Orione d’Abruzzo”, come da alcuni veniva chiamato padre Serafino, è costituito da un decreto del commissario ad acta, il n. 20 del 2014, che comporterebbe, se applicato, la disattivazione di ben 81 posti letto di riabilitazione estensiva riconvertendoli in parte in Residenza protetta per disabili per soli 69 posti letto. Il risultato sarebbe un colpo di maglio sulla Piccola Opera, il cui budget verrebbe praticamente dimezzato con gravi ripercussioni sia nel recupero, sia nel mantenimento delle condizioni psico-fisiche degli assistiti e sia, infine, sugli attuali livelli occupazionali. Davvero ci si chiede il motivo di quella che sembra essere ormai una sorta di ostracizzazione. Le cose debbono cambiare, ma non cambieranno fino a quando in Regione siederanno Chiodi e l’attuale Giunta. Per questo – conclude Mastromauro – ho investito del problema il candidato governatore Luciano D’Alfonso chiedendogli di inserire nel suo programma, che prevede una decisa sterzata anche nelle politiche sanitarie, opportune iniziative a sostegno della Piccola Opera. Che è davvero, e non solo per Giulianova, un fiore all’occhiello e un sicuro punto di riferimento per le persone svantaggiate e in difficoltà. Molto spesso, purtroppo, sole”.         

 

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