Alba Adriatica. IL “CASO LSU” L’ENNESIMA PESSIMA FIGURACCIA DI UN’OPPOSIZIONE IN CERCA D’AUTORE CHE STRUMENTALIZZA IL BISOGNO ALTRUI PER AVERE UN MINIMO DI VISIBILITA’

13 Febbraio 2014 23:050 commentiViews: 16

 

 

 

Comincia a diventare pressoché quotidiana l’esibizione di arte varia che l’opposizione, a scadenze fisse, mette in scena nel tentativo, disperato e inutile, di mettere in difficoltà l’amministrazione comunale di Alba Adriatica. Varrebbe, forse, la pena di non rispondere neanche, limitando la risposta al semplice ricordare ai signori che l’esito elettorale li condanna ad un ruolo alternativo, propositivo, di stimolo per la maggioranza, non alla ricerca dell’impossibile ribalta che si genera quando si tentano di accreditare false verità.

Il personaggio in cerca di autore e di visibilità politica, non essendo pago evidentemente della chiara risposta delle urne, è il consigliere Luca Falò, candidatosi senza fortuna a Sindaco di Alba e oggi in cerca di spazio al sole aggredendo il sottoscritto vicesindaco.

Ho di Falò il rispetto dell’amicizia, ma mi stupisce il suo essere stato tanto superficiale, ma lo addebito alle difficoltà politiche del doversi confrontare con un’amministrazione come la nostra, che sta cambiando il volto di Alba.

Mi riferisco al “caso” degli Lsu nel quale, piuttosto che restare fedele a se stesso, Falò non indica soluzioni tecniche o suggerisce piani di azione, ma si limita a farne un caso politico, affermando genericamente:

1)     – è stata offesa la loro dignità

2)     – l’amministrazione non  ha creduto nel progetto del loro impiego

Alla caciara politica mi sottrarrò, ma non certo alla risposta sui fatti. La verità, che è la regola della nostra amministrazione, non può essere sottaciuta.

E la verità va raccontata in due fasi.

PRIMA FASE. Gli lsu hanno collaborato con questa amministrazione, contribuendo alla realizzazione del programma elettorale, e di questo li ho pubblicamente ringraziati.

SECONDA FASE. Immagino, in virtù di una palese strumentalizzazione politica, con un pizzico di inconsapevolezza sugli esiti di quella loro azione, gli lsu sono venuti da me a chiedere di portare il loro lavoro a 36 ore o di interromperlo, senza considerare che così avrebbero perduto la cassa integrazione.

In due diverse occasioni, incontrandoli, ho spiegato loro i problemi legati alla spesa storica, alla stagionalità della crescita della domanda di lavoro per un’eventuale integrazione, ma soprattutto ho dimostrato loro coi fatti che, per noi, avevano pari dignità e pari considerazione degli operai che, attualmente, lavorano a 36 ore per il Comune. E ad ulteriore dimostrazione ho fatto di tutto perché, in quel frangente, non perdessero il loro sussidio mensile.

E non solo. Abbiamo fatto di tutto perché avessero (e il consigliere Falò avrebbe evitato una bruttissima figura, se solo si fosse degnato di chiederlo) abbigliamento identico a quello degli altri operai assunti a tempo indeterminato. Inoltre, sappia chi ipotizza che nella fornitura di quell’abbigliamento si sia perso tempo, che quel tempo e il lavoro dei funzionari incaricati sarà oggetto di attenta verifica da parte del nucleo di valutazione del Comune.

Da questa mattina il problema è risolto, perché gli operai stanno lavorando, come mi conferma il consigliere delegato al manutentivo, e questo loro lavorare è la migliore e più netta dimostrazione di una mai perduta dignità.

Detto questo, mi sia concessa una considerazione finale. La mia formazione cattolica, così come la scelta di una professione, in ospedale, che sarebbe impossibile se non supportata da un vero, profondo rispetto per l’altrui dignità, mi rende da una parte impossibile anche il solo ipotizzare che, per mia azione, qualcuno possa vedere mortificata la propria sensibilità; dall’altra mi costringe a denunciare pubblicamente chi, come in questo caso, tenta di speculare politicamente sulle altrui difficoltà.

Il momento che stiamo vivendo è difficile, nessuno si senta in diritto di poter fare del bisogno di chi vive situazioni di disagio un’arma politica, perché faremo di tutto per impedirlo e per sottolineare la pochezza politica e personale di chi, in cerca dell’affermazione della propria esistenza pubblica, strumentalizza chi soffre per la propria esistenza privata.

Fare politica significa sapersi assumere responsabilità vere e sapere quando, all’occasione, si debba tacere.

Per il rispetto che si deve alla dignità degli altri.

E per quello che si deve anche alla propria dignità.

 

Il vice Sindaco

Dott. Massimo Tonelli

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