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Grande successo di pubblico a Teramo per la prima del libro “Quando un fiume muore” di Enzo Delle Monache

UN ESORDIO INDIMENTICABILE

Grande successo di pubblico a Teramo per la prima del libro “Quando un fiume muore” di Enzo Delle Monache

 

Un esordio che non poteva andare meglio, quello di un emozionato Enzo Delle Monache che, sabato scorso, all’interno di una Sala San Carlo gremita in ogni ordine di posto, ha presentato al pubblico la sua prima fatica letteraria, il romanzo “Quando un fiume muore” edito dall’Artemia.
Immersi in un’atmosfera dal sapore antico, resa ancor più suggestiva dalla lettura di alcuni passi del testo ad opera degli attori della “Compagnia degli sbandati” e dal sottofondo musicale della violinista Ludovica Trimarelli, gli oltre duecento presenti hanno assistito con viva partecipazione alla serata evento, che si è aperta con la proiezione monografica di Franco Giuliani.
Nel corso della presentazione, ben orchestrata dal moderatore Luca Camuncoli, ha preso la parola dapprima il Presidente dell’Associazione “Teramo Nostra” Piero Chiarini, che ha voluto sottolineare come la sinergia con la casa editrice di Mosciano Sant’Angelo diretta da Teresa Orsini, abbia prodotto diversi successi tra i quali ha ricordato “Il Vaso di Pandora” di Marco Esposito e “Lino e il Microfono” del giornalista Lino Manocchia.

Poi è stata la volta del Prof. Elso Simone Serpentini che, con la sua attenta disamina, ha permesso al pubblico presente in sala di calarsi ancor più nell’atmosfera d’altri tempi ripercorsa nel testo. Quindi l’analisi storica della docente di storia moderna dell’Università degli studi di Teramo Francesca Fausta Gallo, ha consentito di sviscerare ancor più approfonditamente quest’opera letteraria, capace di immergere il lettore in un passato fatto di gesti semplici e spaccati di vita quotidiana, in un tempo ormai sepolto dallo scorrere della vita ma che si fa memoria e storia. E rivive attraverso le immagini dipinte, con partecipazione autentica, dalla penna di Enzo Delle Monache, capace di disegnare quadretti di vita contadina mai banali e descrivere personaggi incisivi senza cadere mai nella retorica.

Un successo pieno per il giovane ingegnere appassionato d’arte e di letteratura, che ha ricevuto l’abbraccio caloroso del suo pubblico e ha chiuso la serata con un velo d’emozione.

 

Roberta Di Sante