Teramo e Provincia

Tortoreto. PD: L’idea di presentare un interrogazione sull’evento denominato “Toga Party” non è paventata ma un dato di fatto.

L’idea di presentare un interrogazione sull’evento denominato “Toga Party” non  è paventata ma un dato di fatto. Quanto alla sua irrilevanza politica mi permetto di dissentire dato gli implicanti risvolti amministrativi su violazioni di regolamenti comunali oltre che di autorità giudiziaria e su  disparità di trattamento nei riguardi di cittadini.  Premetto che non sono contro l’evento nè contro nessuna manifestazione che si svolge nel nostro paese compresa la rievocazione  storica “il Palio del Barone”. Manifestazioni o eventi, che anno dopo anno crescono in partecipazione e in  popolarità, che contribuiscono alla  visibilità del nostro paese, che trova le sue risorse primarie nel turismo, devono essere messe dalle istituzioni in condizione di crescere, evitando ovviamente  che all’interno di esse si inneschino meccanismi contorti come lo sperpero di denaro pubblico, l’inosservanza delle norme e  azioni illegittime che renderebbero gli eventi, solo ed esclusivamente un privilegio o un “business”  per qualcuno. Il nocciolo della questione sul Toga Party ruota tutto sulla natura privata della festa che il consigliere Di Giovanni tanto sbandiera, a me sembra  contraddittorio e incoerente,  se non addirittura un volersi arrampicare sugli specchi, la dichiarazione  che il toga party non fosse “pubblicizzato da manifesti o da qualsiasi altra forma di promozione e pubblicità, nè tanto meno in tutti questi anni è mai stato venduto un biglietto di ingresso”, dato che ciò è puntualmente smentito dagli inviti inoltrati anche on line dagli “organizzatori” e/o promotori stessi del party, tra cui suo figlio e da vari articoli sull’evento che si sarebbe tenuto. Il tutto sembra un’organizzazione ben strutturata per le migliori occasioni a mò di comitato, dalla quota partecipativa da versarsi nei vari chalet della costa, al fatto che le iscrizioni andavano chiuse a capienza. Per il lontano passato non posso parlare, ma per quello attuale, mi sento di porre un quesito, la quota partecipativa può esser considerata un biglietto? E se non lo era, dato che la festa ha “consuetudinariamente” natura privata, perché chiudere le iscrizioni o avvalersi addirittura di un servizio di sicurezza? Tutto fa pensare che di privato o di raduno conviviale tra amici, vi sia ben poco. Come anche ridicolo sembra lo sbandierare le ricevute del pagamento dei diritti alla SIAE, ben sapendo che questi sono stati regolarizzati in seguito e non prima che si tenesse il party. Nelle feste private in cui è presente un elevato numero di invitati (anche se l’ingresso è a titolo gratuito) è sempre necessario richiedere il permesso SIAE, preventivamente. Non è ammissibile che giustappunto per il ruolo che riveste in amministrazione, non sappia cosa e come ci si deve comportare e quali autorizzazioni occorre avere per far svolgere un evento che coinvolge oltre 700 partecipanti.   Occorre ricordare che proprio voi della  maggioranza avete irrigidito ulteriormente i regolamenti sulle manifestazioni, nel tentativo di scoraggiare qualsiasi tentativo di organizzare eventi molto meno rilevanti del toga party. O forse non si ricorda di tutte le volte che lei personalmente, si è lamentato del volume leggermente superiore alla norma che proveniva dagli chalet che per vivere e sopravvivere, devono farlo di lavoro! Non era lei, che si vantava con gli amici di essere per il rispetto delle regole e di pretenderle quando era in opposizione? Le pongo una domanda, se al posto dei suoi figli la manifestazione fosse stata organizzata da altri, lei sarebbe davvero stato così accondiscendente? No non lo sarebbe stato! Il rispetto delle regole dev’essere preteso perché le norme tutelano i partecipanti e gli stessi organizzatori o promotori. Se durante la festa fosse incorso un solo episodio di malore ,di rissa o altro, qualcuno compreso magari anche  il sindaco presente (garante di non so cosa quella sera), avrebbe potuto esporsi a guai peggiori. Quanti verbali sono stati redatti a carico di organizzatori di manifestazioni che non hanno rispettato i regolamenti comunali? Non si possono usare misure diverse solo a seconda del nome che si ha. La sua lettera aperta è davvero l’ennesimo affronto che l’amministrazione consuma nei confronti della gente “comune”, nei confronti di tutti coloro che quella notte hanno protestato. Ha inoltre un sapore giustificativo e inescusabile lo scaricare le responsabilità  al comando dei carabinieri, ai vigili urbani  interpellati per delucidazioni o  avvisati sullo svolgimento della  festa, meglio avrebbe fatto a tacere. Su tutte le inosservanze o violazioni di norme o provvedimenti dell’autorità giudiziaria, dibatteremo in consiglio, e auspico una sua presenza senza  presa di parola, data la sua posizione  incompatibile, perché giova ricordare, che in quella villa lei ha la sede legale della sua società, e che la sua delega politica abbraccia anche il settore licenze.


Partito Democratico
Tortoreto

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