Teramo. Limiti ai nuovi insediamenti nella variante al Piano territoriale: la Giunta approva l’atto d’indirizzo su proposta dell’assessore all’Urbanistica Vincenzo Falasca

29 novembre 2013 02:300 commentiViews: 2

Limiti ai nuovi insediamenti nella variante al Piano territoriale: la Giunta approva l’atto d’indirizzo su proposta dell’assessore all’Urbanistica Vincenzo Falasca

Il dissesto idrogeologico, lo stato dei fiumi, le numerose aree dismesse impongono una scelta

Su proposta dell’assessore all’urbanistica Vincenzo Falasca, la Giunta ha approvato gli “indirizzi strategici per la pianificazione provinciale in materia di sostenibilità” che consentiranno di varare in tempi brevi una variante normativa all’attuale Piano contenente, essenzialmente, le norme tecniche sulla limitazione a nuovi insediamenti.

La limitazione del “consumo di suolo” diventa, quindi, un “obiettivo strategico della Provincia”  e del Piano d’area vasta con il quale gli enti locali dovranno fare i conti nella stesura dei piani regolatori: il territorio dovrà essere concepito come bene comune non rinnovabile.

“I gravi fenomeni di dissesto idrogeologico, testimoniato con drammaticità all’indomani di ogni evento climatico, la dismissione di vaste aree produttive, lo stato dei fiumi e i contenitori urbani vuoti impongono un immediata svolta alla programmazione territoriale”  afferma l’assessore Vincenzo Falasca che spiega “non parleremo più di piano provinciale ma di piano strategico d’area vasta con norme tecniche e attuative, che vogliamo sicuramente condividere con le amministrazioni locali, ma che dovranno indurre a recuperare prima che a costruire. Si potranno realizzare nuove cubature solo se si sarà dimostrato che non è stato possibile recuperare aree ed edifici dismessi o inutilizzati”.

Il Piano strategico, quindi, intende limitare fortemente il consumo di suolo e spingerà verso la rigenerazione urbana e la rigenerazione territoriale. “Da una prima analisi degli studi socio-economici che ci stanno rimettendo, risulterebbe una percentuale altissima di aree produttive dismesse. Questo dato indica i profondi mutamenti del modello sviluppo che va completamente ripensato:  dotrebbe passare soprattutto nella valorizzazione delle zone agricole, del paesaggio, della sostenibilità urbana, della filiera turistica, dela filiera corta. Concetti acquisiti ma è arrivato il momento, dopo gli studi e i convegni, di trasformarli in norme attuative”.

Teramo 28 novembre 2013

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